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Il Ruolo dell'Età nelle Decisioni Economiche

Il temporal discounting è un modello di largo uso per la manipolazione sperimentale del comportamento impulsivo nelle scelte intertemporali. Numerose sono le variabili che influenzano questo comportamento: in questo studio riconsideriamo l’età adulta (dalla giovinezza all’anzianità), poiché ad oggi la letteratura mostra risultati discordanti. In particolare, ci siamo chiesti che andamento seguisse la curva di sconto negli individui anziani quando venivano offerti rinforzi primari (cibo) e secondari (denaro). I risultati hanno mostrato che il gruppo degli anziani (età media: 67,3) sconta le ricompense in modo significativamente maggiore (p = 0,04) di quanto non faccia il gruppo dei giovani (età media: 21,7). Per quel che riguarda il tipo di ricompensa, tuttavia, non vi sono differenze tra i due gruppi: il cibo viene scontato molto più del denaro da tutti i partecipanti, specie se una delle opzioni offerte può essere ottenuta nell’immediato (p = 0,02). Seppur di rottura con la credenza più radicata che la razionalità cresca in modo diretto all’aumentare dell’età, questi risultati sono in linea con la letteratura più recente. Considerando la capacità di compiere scelte economiche come una funzione psicologica superiore, il declino della razionalità in queste può essere inserito nel più ampio contesto dell’invecchiamento
cognitivo e, nello specifico, del deterioramento delle aree cerebrali frontali.

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9 1. INTRODUZIONE 1.1. Il comportamento impulsivo La quotidianità ci pone continuamente dinnanzi a decisioni che richiedono scelte intertemporali, che mettono – cioè – in relazione un piacere immediato con una ricompensa proiettata in un futuro più o meno lontano. Davanti ad una coppa di tiramisù, ad esempio, abbiamo la possibilità di scegliere se cedere alla tentazione e mangiarla, oppure se resistere, evitando di ritrovarci l’indomani con la circonferenza vita allargata. O ancora, possiamo spendere un nostro guadagno per acquistare subito un televisore al plasma, oppure possiamo scegliere di risparmiare per comprare, tra qualche mese, un intero impianto home theatre. Entrambe le situazioni mettono in evidenza come sia possibile, di fronte ad una scelta, adottare due diversi comportamenti: l’uno “impulsivo”, che implica il consumo di un bene al fine di trarne un piacere immediato, anche se può mostrarsi dannoso a lungo termine, ed un altro più razionale e “controllato”, in cui, invece, vengono ponderate le conseguenze ed i relativi vantaggi/svantaggi. Spiegare cosa sia l’impulsività non è cosa semplice, in quanto non esiste una definizione condivisa dalla comunità scientifica; molti, tuttavia, concordano nel considerarla come un tratto della personalità che si esplica nella tendenza a perseverare in un comportamento impulsivo (Evenden, 1999). Comportarsi in modo impulsivo implica fare delle scelte che, a lungo termine, “falliscono nel massimizzare il guadagno e minimizzare la perdita” (Green e Myerson, 2010): significa, quindi, preferire una piccola ricompensa nell’immediato a scapito di una maggiore nel futuro. Questa propensione ad agire in modo impulsivo è correlata alla mancanza di pazienza o di autocontrollo (e.g., Ainslie, 1974; 1975). Tuttavia, non è ben chiaro se ciò sia solo una caratteristica intrinseca a questo comportamento impulsivo o una vera e propria spiegazione dello stesso (Barkley, 1997). Da tempo, psichiatri e psicologi si sono applicati per classificare disturbi che avessero alla base un controllo dell’impulso deficitario: ne sono un esempio l’ADHD, la cleptomania, l’abuso di sostanze, il gioco d’azzardo patologico ed alcuni disturbi dell’alimentazione. Le persone affette da questi disturbi sono

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Greta Limoni Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.