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Un'analisi empirica sulla consistenza dei credit ratings

Lo scenario in cui gli operatori economici e finanziari operano è ormai, da qualche anno, caratterizzato da profondi cambiamenti legati essenzialmente ad una rapida evoluzione delle tecnologie, ad una sorprendente innovazione finanziaria ed al conseguente sviluppo dei mercati. Il rating costituisce uno strumento fondamentale per gli investitori. Esso viene adottato abitualmente nelle strategie di investimento, nonché dalle autorità di vigilanza al fine di un maggior controllo sull’intermediazione mobiliare. Testare la consistenza dei ratings non è quindi agevole, anche se non impossibile. Questo lavoro si inserisce quindi in questo ambito di ricerca, in particolare si approfondisce maggiormente l’aspetto temporale e geografico della consistenza. Per quanto riguarda la consistenza temporale evidenza mostra che la qualità del credito delle aziende statunitensi abbia subito una sorta di declino. Nell’analisi da me svolta, ho evidenziato, grazie all’utilizzo di un modello ordered probit, come il trend temporale negativo riscontrato negli ultimi anni venga sperimentato non solo dalle aziende investment-grade, ma anche dalle aziende speculative-grade. In aggiunta, introducendo l’accounting quality nel mio modello, ho riscontrato come tale variabile abbia un impatto significativo sui credit ratings e il trend temporale negativo scompare.
Invece per la consistenza geografica, l’obiettivo principale di questo lavoro è testare l’ipotesi secondo la quale il rischio di credito di un’azienda possa essere influenzato dal sistema finanziario e da variabili legali/istituzionali di un paese . Ciò che ho riscontrato è che le aziende che operano in paesi bank-based ricevono ratings più elevati. Inoltre è plausibile sostenere la tesi che sia il sistema legale che il sistema finanziario hanno un’influenza sul rischio di credito. Tale conclusione però non si riscontra per le aziende speculative-grade, per le quali le variabili di struttura del sistema finanziario e di sistema legale non risultano significativamente diverse da zero.

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8 INTRODUZIONE Lo scenario in cui gli operatori economici e finanziari operano è ormai, da qualche anno, caratterizzato da profondi cambiamenti legati essenzialmente ad una rapida evoluzione delle tecnologie, ad una sorprendente innovazione finanziaria ed al conseguente sviluppo dei mercati. Proprio la crescita dei mercati ha comportato nuove opportunità di investimento, sia per gli investitori che per le imprese, con la possibilità di investire i propri risparmi in diverse parti del mondo grazie all‟utilizzo di strumenti sempre più innovativi. Il sistema finanziario ad esempio ha subito profonde modificazioni che hanno comportato miglioramenti in termini di liquidità, dinamicità ed efficienza. Tali cambiamenti hanno però avuto un forte impatto sul rischio assunto dagli investitori e sul modo di analizzarlo e misurarlo. Si giustifica in questo modo il rinnovato interesse per il tema del rischio di credito, anche a seguito di gravi casi di insolvenza a livello mondiale, come ad esempio il caso Enron negli USA, il caso Parmalat in Italia, per non parlare poi dell‟attuale crisi economica e finanziaria. Ecco che in questo ambito si afferma sempre di più il concetto di rating. Il rating costituisce uno strumento fondamentale per gli investitori. Esso viene adottato abitualmente nelle strategie di investimento, nonché dalle autorità di vigilanza al fine di un maggior controllo sull‟intermediazione mobiliare. Inoltre con l‟introduzione dell‟accordo di Basilea II si è posto l‟obiettivo primario di aumentare e garantire una certa stabilità del sistema bancario internazionale. Per fare ciò, l‟accordo pone al centro

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Marco Modica Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1172 click dal 26/09/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.