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La Ketamina: stili di consumo e analisi dei significati

La Ketamina è una sostanza che è stata sintetizzata per la prima volta negli anni sessanta ad opera del Professor Calvin Stevens. Si tratta di un anestetico “dissociativo”, la cui azione deriva dalla capacità di indurre uno stato di amnesia e perdita di risposta agli stimoli dolorosi, in assenza di perdita di coscienza. La presenza congiunta di proprietà psichedeliche, che provocavano forti allucinazioni, ne ha limitato l’uso terapeutico.
Negli anni ’80 la ketamina iniziò ad essere utilizzata nel mondo dei clubs proprio in conseguenza della sua capacità di indurre allucinazioni ed esperienze “extra-corporee”. Il suo utilizzo si è differenziato progressivamente, ed è entrata in diversi ambienti con il nome di Special K, Vitamina K, Ket, KitKat, Super Acid.
Anche i media, sempre più spesso, hanno lanciato allarmi riguardo la sua diffusione crescente, definendola in maniera piuttosto riduttiva come un anestetico per cavalli o per elefanti. Nonostante ciò sia vero, ancor prima che un anestetico per animali, la ketamina dovrebbe essere presentata come una sostanza psichedelica, allucinogena o enteogena, assai potente, con un effetto a breve durata, in grado di indurre profonde modificazioni dello stato di coscienza. Fra gli psichedelici, la ketamina è la sostanza che maggiormente si presta per l'induzione delle cosiddette near-death experiences (NDE).
Gli effetti da essa prodotti variano a seconda della combinazione di diverse variabili: soggettive, oggettive, legate al contesto, alla quantità e alla via di somministrazione.
Questo lavoro si pone l’intento di offrire uno sguardo su come si struttura la presenza della Ketamina all’interno della società contemporanea, soprattutto per quanto riguarda il mondo giovanile, andando ad isolare diversi stili di consumo e i significati che essa è in grado di veicolare.

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7 Introduzione La Ketamina è una sostanza che è stata sintetizzata per la prima volta negli anni sessanta ad opera del Professor Calvin Stevens. Si tratta di un anestetico “dissociativo”, la cui azione deriva dalla capacità di indurre uno stato di amnesia e perdita di risposta agli stimoli dolorosi, in assenza di perdita di coscienza. La presenza congiunta di proprietà psichedeliche, che provocavano forti allucinazioni, ne ha limitato l‟uso terapeutico. Negli anni ‟80 la ketamina iniziò ad essere utilizzata nel mondo dei clubs proprio in conseguenza della sua capacità di indurre allucinazioni ed esperienze “extra- corporee”. Il suo utilizzo si è differenziato progressivamente, ed è entrata in diversi ambienti con il nome di Special K, Vitamina K, Ket, KitKat, Super Acid. Anche i media, sempre più spesso, hanno lanciato allarmi riguardo la sua diffusione crescente, definendola in maniera piuttosto riduttiva come un anestetico per cavalli o per elefanti. Nonostante ciò sia vero, ancor prima che un anestetico per animali, la ketamina dovrebbe essere presentata come una sostanza psichedelica, allucinogena o enteogena, assai potente, con un effetto a breve durata, in grado di indurre profonde modificazioni dello stato di coscienza. Fra gli psichedelici, la ketamina è la sostanza che maggiormente si presta per l'induzione delle cosiddette near-death experiences (NDE). Gli effetti da essa prodotti variano a seconda della combinazione di diverse variabili: soggettive, oggettive, legate al contesto, alla quantità e alla via di somministrazione. Questo lavoro si pone l‟intento di offrire uno sguardo su come si struttura la presenza della Ketamina all‟interno della società contemporanea, soprattutto per quanto riguarda il mondo giovanile, andando ad isolare diversi stili di consumo e i significati che essa è in grado di veicolare.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Elena Matuella Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1598 click dal 18/01/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.