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Di Emanuel Carnevali e altre maschere

Emanuel Carnevali è un poeta italiano di modesta fama che in vita pubblicò un solo libro, per altro non di sua volontà, e di cui ci sono rimasti una cinquantina di componimenti in totale, anche a causa della perdita di alcuni (mentre infuriava la seconda guerra mondiale, la padrona della pensione di Bazzano, dove il poeta soggiornò per un lungo periodo, bruciò numerose carter autografe per paura che i tedeschi potessero insospettirsi leggendo quelle righe).
Carnevali, nato a Firenze nel 1897, è divenuto noto quando la casa editrice Adelphi mise alle stampe Il Primo Dio: il libro in questione era una sorta di antologia di spunti di prosa, capitoli di un romanzo mai terminato, racconti, poesie e saggi dell'autore. Egli cresciuto assieme alla madre e alla zia, dopo essersi trasferito in varie città in giro per l'Italia, tra cui Firenze, Biella, Bologna e Venezia emigra in America nel 1916, per dissapori con il padre, che all'indomani della morte della madre, lo aveva preso con sé. A New York Carnevali si impiega in piccoli lavori e inizia a interessarsi di letteratura, critica letteraria e poesia. Si sposa con una donna italiana dalla quale però ben presto divorzierà. Dopo aver ricevuto offerte di lavoro come critico, si trasferisce a Chicago nel 1919, per entrare in diretto contatto con insigni poeti americani e dove lavora per importanti riviste di critica letteraria come «Poetry» o «Others». Dopo il'21 le condizioni di salute peggiorano e dopo un'altra storia d'amore fallita, ritorna in Italia, dove non farà altro che passare da un ospedale all'altro, da una clinica ad un'altra fino a che non cessò di vivere nel 1942. Per lungo tempo visse a Bazzano, poco fuori Bologna, dove oggi gli sono state dedicate la biblioteca comunale e l'attiguo archivio. Nel 1995 nell'album musicale Lungo i bordi, il gruppo indipendente Massimo Volume dedica una canzone ad Emanuel Carnevali, Il Primo Dio, facendo rinascere l'interesse per la «disturbatrice cometa» delle lettere americane.

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6 La maschera umana e letteraria di Emanuel Carnevali Emanuel Carnevali è un poeta che ebbe una parabola letteraria ed esistenziale singolare. Nacque a Firenze il 4 dicembre 1897, da una coppia di genitori già separati. A 16 anni partì da emigrante alla volta dell‟America e qui apprese con estrema facilità la nuova lingua. A New York prima e a Chicago poi, entrò in contatto con i giornali e il mondo culturale americano, diventando amico e confidente di importanti poeti e direttori di riviste. Carnevali, affetto da gravi malattie psichiche e fisiche, dovette sempre fare fronte a questi disturbi, portando su di sé la matrice della malattia come cifra stilistica precipua. Non ebbe una vita lunga, poiché morì a soli 45 anni, a causa di soffocamento, presso la clinica di malattie nervose e mentali dell‟ospedale di Bologna. La figura di Emanuel Carnevali merita di essere studiata proprio per il suo carattere di caso sui generis. Per prima cosa egli scrisse in una lingua non sua, dimostrando una capacità di significazioni e una perizia di uso, non paragonabile con quelle degli autori suoi contemporanei. Poi bisogna ricordare come, vivo, venne pubblicata un‟unica opera a suo nome, Tales of a hurried man, edita nel 1925 a Parigi per iniziativa del suo amico Robert McAlmon. Questo libro, che raccoglieva articoli, poesie e racconti, non varcò mai la frontiera, poiché fu fermato dalle autorità per oscenità. Egli non vide mai uscire un libro di sua iniziativa, ma riuscì solamente a pubblicare per le riviste americane qualche poesia, taluni articoli e poche critiche letterarie. Non conseguì mai una larga fama, che non uscisse fuori dalla ristretta cerchia dei poeti e giornalisti suoi conoscenti. In Italia Carnevali tornò solamente all‟indomani dell‟aggravarsi delle sue condizioni di salute, abbandonato dal padre al suo destino e mantenuto dai lasciti in denaro dei suoi amici. Carnevali insomma apparirebbe a prima vista un attore di secondo piano della letteratura, un dimenticato e dimenticabile autore. Invece egli possiede una propria autonoma rilevanza all‟interno della letteratura italiana, proprio per la caratteristica di caso «altro». La parabola letteraria di Emanuel Carnevali ci permette di analizzare un autore che fu a cavallo di due tradizioni letterarie molto distanti fra di loro, quella anglosassone/americana e quella italiana, in una costante ricerca ora di sintesi ora di superamento dell‟una o dell‟altra. Carnevali è un poeta sfuggente e ambiguo; così allo stesso modo egli si descrive nel componimento Schizzo di me stesso: Posso sempre tornare alla parte di me che mi fa da rifugio e stare lì tranquillo, come una noce nel guscio, senza né felicità né infelicità. Vado, solitario come una roccia che si erga nuda e sola in un campo dove l‟erba gioca. Vado, solitario come un‟orchidea in un bosco e i miei passi, che nessuno ostacola, suonano grati al mio orecchio.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Mattia Nesto Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.