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La quotazione come ricetta vincente della crescita delle PMI italiane

Informazioni tesi

  Autore: Annalia Palmisano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Federica Miglietta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

Nel corso della tesi viene affrontato il tema della quotazione sul mercato relativamente alle PMI. Questo lavoro si presenta come una breve introduzione a questa questione, che dovrebbe essere affrontata con maggiore peso dalle istituzioni finanziarie, visto il ruolo predominante assunto dalle PMI italiane nel nostro Paese.
Sin dal passato le PMI sono state caratterizzate da una struttura chiusa. Lo testimonia il fatto che la maggior parte delle imprese si finanzia attraverso il canale dell’autofinanziamento e bancario.
Il punto è che nel mondo odierno un ruolo centrale è rivestito dai Mercati Finanziari. Il crescente sviluppo del mondo finanziario è prova tangibile del bisogno delle imprese di poter trovare vie alternative di finanziamento, di poter essere orientati su un’ottica internazionale e, a livello più generale, di creare nuove opportunità di partnership e godere di nuove fonti di beneficio. Da qui nasce l'analisi del ricorso al capitale di rischio come ricetta per la crescita delle PMI, con particolare attenzione al ruolo della quotazione.
Il lavoro è una ricerca e analisi dei pro e dei contro legati all'apertura all'esterno del capitale delle PMI. Nel particolare si vuole approfondire la siutazione meridionale, con l'analisi pratica del caso pugliese: Ciccolella S.p.a.

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PREMESSA Il nostro Paese è un “essere economico” la cui colonna vertebrale è rappresentata da numerose imprese piccole e medie (se ne contano circa 3 milioni di cui solo lo 0,5% ha un numero di addetti compreso tra 50 e 249). Garantire lo sviluppo e la crescita di queste unità significa favorire lo sviluppo del territorio nazionale. Sin dal passato le PMI sono caratterizzate da una struttura chiusa. Lo testimonia il fatto che la maggior parte delle imprese si finanzia attraverso il canale dell’autofinanziamento e bancario. Il punto è che nel mondo odierno un ruolo centrale è rivestito dai Mercati Finanziari. Il crescente sviluppo del mondo finanziario è prova tangibile del bisogno delle imprese di poter trovare vie alternative di finanziamento, di poter essere orientati su un’ottica internazionale e, a livello più generale, di creare nuove opportunità di partnership e godere di nuove fonti di beneficio. Quello che si cerca di raggiungere è il passaggio da un sistema bank oriented ad uno market oriented. Il perché quotarsi è l’interrogativo che ci poniamo e a cui cerchiamo di rispondere. Il problema non è nuovo ma è allo stesso tempo molto attuale. Lo testimonia il continuo interesse nel ricercare metodi e strumenti per agevolare l’ingresso delle PMI nel mercato mobiliare. Cardia (2011), presidente Consob, afferma che ''portare le imprese italiane, soprattutto le piccole e medie, sul mercato azionario significa promuovere lo sviluppo e al contempo favorire la trasparenza del sistema economico''. Nella stessa occasione, Cardia fa il punto della situazione portando in evidenza molti aspetti negativi che sono causa dello scarso ruolo rivestito dalle PMI italiane nel panorama mobiliare: dalla scarsa cultura finanziaria degli imprenditori, conseguenza di un sistema d’impresa tradizionalmente chiuso, ad una scarsa attenzione rivolta alle PMI e all’esigenza di una riforma fiscale che permetta di escludere l’alto costo della quotazione come causa della mancata quotazione. Questi sono i punti su cui si deve far leva non solo secondo Cardia ma anche secondo molti 1

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