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La nuova disciplina delle locazioni urbane

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Intermite
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Michele Sesta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 208

La legge n.431 del 1998 interviene a conferire organicità ad un settore come quello delle locazioni di immobili urbani ad uso abitativo che, in precedenza, era caratterizzato da una disciplina eccessivamente frammentaria. Si tratta di una riforma per cosi’ dire annunciata fin dal d. l. 11 luglio 1992 n.333 convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1992 n. 359, che aveva introdotto una disciplina delle locazioni abitative “fino alla revisione della disciplina delle locazioni degli immobili urbani” e che rappresenta quindi l’anello di congiunzione tra il regime giuridico ordinario dettato dalla legge c. d. sull’equo canone e quello, altrettanto ordinario, dettato dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431. Infatti la nuova legge, definita Zagatti dal nome del relatore del progetto di riforma, ha notevolmente modificato il regime delle locazioni abitative, abrogando buona parte della legge n. 392/78 sull’equo canone; buona parte anche della legge n. 61/89 sugli sfratti - e ciò in ragione della scadenza di questa legge ormai ripetutamente prorogata - e infine abrogando integralmente la legge 359/1992 istitutiva dei patti in deroga. A fianco alla espressa abrogazione delle disposizioni menzionate, la legge in questione ha adottato la tecnica di non applicare talune disposizioni in essa contenute a particolari categorie di contratti, anch’esse esplicitamente indicate. Tuttavia, “siffatta tecnica legislativa”, si legge, “non può non suscitare perplessità per i problemi che determina nel momento applicativo”.
E ciò risulta palesemente dalla formula più complessa adottata dal legislatore rispetto al passato.

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1 Capitolo1 Il nuovo quadro normativo Par.1 Premessa La legge n.431 del 1998 interviene a conferire organicità ad un settore come quello delle locazioni di immobili urbani ad uso abitativo che, in precedenza, era caratterizzato da una disciplina eccessivamente frammentaria. Si tratta di una riforma per cosi’ dire annunciata fin dal d. l. 11 luglio 1992 n.333 convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1992 n. 359, che aveva introdotto una disciplina delle locazioni abitative “fino alla revisione della disciplina delle locazioni degli immobili urbani” e che rappresenta quindi l’anello di congiunzione tra il regime giuridico ordinario dettato dalla legge c. d. sull’ equo canone e quello, altrettanto ordinario, dettato dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431.Infatti la nuova legge, definita Zagatti dal nome del relatore del progetto di riforma , ha notevolmente modificato il regime delle locazioni abitative, abrogando buona parte della legge n. 392/78 sull’ equo canone -in particolare dispone l’art. 13 “sono abrogati gli artt. 1, 3, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 54, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 75, 76, 77, 78, 79, 83 della legge 27 luglio 1978 n. 392 e successive modificazioni” -; buona parte anche della legge n. 61/89 sugli sfratti - e ciò in ragione della scadenza di questa legge ormai ripetutamente prorogata - e infine abrogando integralmente la legge 359/1992 istitutiva dei patti in deroga -in particolare dispone l’art.14 co. 3 della nuova legge “ sono abrogati l’art. 11 del decreto-legge 11 luglio 1992 n. 333 convertito, con modificazioni,

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