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Il D.I.U. e le operazioni di Peace-keeping nascita e sviluppo della materia

Informazioni tesi

  Autore: GUERRINO Perna
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master II livello Scienze Diplomatiche e Consolari
Anno: 2011
Docente/Relatore: Andrea Cruciani
Istituito da: Università di Castel Sant’Angelo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 25

Il presente elaborato ha come oggetto la conoscenza del Diritto Internazionale Umanitario, trattando il relativo processo evolutivo storico, la problematica della sua applicabilità per giungere alle operazioni di peacekeeping attraverso cui il DIU opera.
Il percorso si sviluppa in tre capitoli. Nel primo, introducendo la nozione del DIU, si tratta principalmente la sua evoluzione storica, il suo ambito di applicazione, le tipologie di conflitto armato, le garanzie che si applicano durante i conflitti, la diffusione del Diritto Internazionale Umanitario e quali i principali strumenti e documenti esistono per tale diffusione.
Nel secondo si cerca di comprendere la difficoltà del DIU e della sua applicabilità attraverso tre approcci di fondamentale importanza ovvero quelli legali, militari e etici; e accenneremo al dibattito avvenuto in epoca recente se il DIU dovesse essere applicato anche alle Forze delle Nazioni Unite.
Infine nel terzo capitolo tratteremo e cercheremo di spiegare le varie tipologie di Peace Support Operation’s sia militari che civili.

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5 Cap I) Il Diritto Internazional e Umanitario (DIU) 1.1 - La nozione Il diritto internazionale dei conflitti armati (storicamente denominato “diritto bellico”) è il settore del diritto internazionale 1 chiamato a disciplinare la condotta delle ostilità e la protezione delle persone che non prendono, o non prendono più, parte alle ostilità. Viene detto “diritto internazionale umanitario” per sottolineare come le sue norme abbiano ad oggetto la salvaguardia delle vittime appartenenti al personale militare o civile dei conflitti. A fini classificatori, la dottrina suddivide la materia in due rami: da una parte il “diritto della violenza”, che regolamenta la condotta delle ostilità e limita i mezzi per nuocere al nemico, avendo come presupposto centrale la conservazione dello Stato e le sue esigenze di difesa e dunque, mediando tra necessità militare ed esigenze umanitarie; viene anche detto “diritto dell’Aja”. Dall’altra parte, il “diritto dell’assistenza”, o diritto umanitario in senso proprio, il cui scopo essenziale è la protezione delle vittime del conflitto che si trovano a soggiacere al potere del nemico (militari fuori combattimento e popolazione civile); il cosiddetto “diritto di Ginevra”. Il riferimento alle città (Ginevra, l’Aja) è legato al luogo dove furono firmati i relativi trattati: all’Aja le convenzioni relative al modo di condurre le ostilità (ed ai mezzi con i quali condurle); a Ginevra le convenzioni che trattavano della protezione da accordare alle vittime del conflitto. Oggi questa classificazione ha perso di significato, perché i Protocolli addizionali del 1977 (firmati a Ginevra) trattano contemporaneamente sia dei mezzi e metodi di combattimento sia della tutela delle persone. Il diritto internazionale umanitario, che ha come scopo di limitare le sofferenze causate dalla guerra proteggendo e assistendo le sue vittime, assume il conflitto come un dato di realtà e non indaga le sue ragioni o la sua legittimità. Viene perciò detto jus in bello (diritto “nella” guerra) per sottolineare il fatto che le sue norme si applicano alle parti che combattono, indipendentemente dalle ragioni del conflitto e a prescindere dall’accertamento delle responsabilità quanto all’insorgere del conflitto medesimo. Il tema della liceità di un conflitto, che - come si è detto - non riguarda il diritto internazionale umanitario, trova disciplina nella Carta delle Nazioni Unite e nel sistema di relazioni internazionali sviluppatosi dopo la II Guerra Mondiale. In particolare, la Carta proibisce il ricorso all’uso o alla minaccia d’uso della forza come mezzo per la soluzione delle controversie internazionali e attribuisce al Consiglio di Sicurezza la responsabilità della gestione delle crisi internazionali. Si vedano gli articoli seguenti della Carta delle Nazioni Unite: Art. 2, par. 4: “I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. Art. 39: il Consiglio di Sicurezza accerta l’esistenza di  una minaccia alla pace  una violazione della pace  un atto di aggressione 1 Per diritto internazionale si intende l’insieme di norme che regolano lo svolgimento della vita della comunità internazionale e che trovano la loro fonte nell’accordo tra gli Stati.

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europa
onu
nato
peace support operation
d.i.u.
diritto internazionele umanitario
legge internazionale
trattato militare

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