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I nuovi padri. Alla ricerca di un'identità nel cambiamento

Informazioni tesi

  Autore: Alice Casadio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Pedagogia
  Relatore: Mariagrazia Contini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

Ho scelto di approfondire il tema dei "nuovi padri" perché da sempre la domanda "che cos’è la paternità?" mi affascina, forse perché al contrario di quanto succede con la maternità e con le sue rappresentazioni consolidate nella nostra cultura, descrivere la paternità risulta molto più difficile.
Il padre è indubbiamente meno visibile, la sua gravidanza non è vissuta in prima persona e non comporta modificazioni fisiche, ma sappiamo che il suo ruolo e la sua funzione sono essenziali per la vita del bambino.
Nel mio lavoro di educatrice di nido ho visto varie tipologie di padre che mi hanno incuriosito e interessato, inducendomi a cercare di capire meglio cosa significa essere padre oggi, nella nostra società in continua e rapida evoluzione e soprattutto come cambia il “mestiere” di padre nelle varie fasi evolutive della vita del figlio.
Dalle ricerche condotte è chiaramente emerso come la nuova paternità, quella partecipe, dove il padre entra in sala parto, si occupa della crescita del figlio e si confronta con lui in adolescenza, sia argomento complesso e non molto approfondito. Solo recentemente si sta iniziando ad analizzare la paternità dal punto di vista maschile, interrogandosi principalmente su che cosa pensano i padri, cosa voglia dire per loro avere un bambino e soprattutto quali paure hanno.
Nella mia tesi ho cercato, inizialmente, di analizzare come si sia modificata, attraverso le varie epoche storiche, la figura paterna e, in seguito, ho approfondito l’importanza del ruolo e della funzione paterna nelle fasi di vita del bambino, dalla gravidanza alla nascita e dall’infanzia all’adolescenza.
Mi sembra importante sottolineare che nel nostro mondo c’è bisogno del padre, non del “padre padrone” di cui nessuno prova nostalgia, ma “semplicemente” di un padre autorevole, che, insieme alla madre, accompagni il figlio verso la società e il futuro, dandogli la consapevolezza dell’importanza delle regole e della creatività, che gli insegni a lottare per raggiungere gli obiettivi, che gli dia gli strumenti per imparare a guardare al di là degli schemi sociali, e che gli racconti quanto sia importante “andare oltre”.
Per fare tutto ciò è necessario che l’uomo acquisisca consapevolezza del ruolo paterno e che sperimenti il suo modo di essere padre.
Dico “sperimentare” in quanto, è difficile essere nuovi padri, perché mancano le conferme nel sociale, mancano dei modelli ai quali ispirarsi, gli uomini possono e devono scegliere che tipo di padre vogliono essere.
Il nuovo padre ha la possibilità di scegliere, può individuare una propria posizione tra la tradizione e la modernità, rifiutando il ruolo stereotipato del passato e con un atteggiamento di maggior consapevolezza e curiosità può costruire il suo nuovo modo di essere genitore.
Per fare tutto ciò sono molto importanti la figura della madre e la sua collaborazione e mediazione soprattutto nei primi mesi di vita del bambino.
A questo proposito oggi sentiamo spesso parlare dei così detti “mammi”, uomini che esercitano funzioni di cura prettamente femminili e che il più delle volte assumono il ruolo di mamma, sovrapponendosi alla figura materna. Ovviamente non credo che questa sia la modalità migliore per essere padre, credo invece che un uomo che svolge le funzioni “tradizionalmente” materne senza usurparne l’identità e soprattutto mantenendo la sua identità di padre possa essere una grande risorsa per il bambino.
Nella mia tesi, inoltre, ho cercato di affrontare vari aspetti della paternità, tra cui l’assenza paterna e l’omogenitorialità, della quale non ho parlato molto, perché non volevo rischiare di trattare l’argomento in modo superficiale essendo un tema delicato e controverso.
Concludendo credo che oggi, attraverso questo percorso, possa definirmi più preparata sul mondo maschile paterno e tutto questo mi potrà essere utile nel mio lavoro e nel lavoro che voglio intraprendere, per sostenere in modo più consapevole la paternità e la coppia.
Come futura pedagogista e come donna il mio auspicio è che i nuovi padri possano essere pienamente consapevoli di se stessi e delle loro potenzialità e che le loro compagne vedano in essi un importante tassello nell’esperienza dell’essere genitori.

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INTRODUZIONE Che cos’è la paternità? Questa domanda mi affascina ormai da parecchi anni, forse perché è facile descrivere cos’è la maternità, perché una donna con il pancione o una mamma che tiene in braccio il suo bambino è qualcosa di speciale e senza dubbio un’immagine consolidata nella nostra cultura. Il padre è, invece, meno visibile, la sua gravidanza non è vissuta in prima persona e non comporta modificazioni fisiche ma da sempre sostengo fortemente che il suo ruolo e la sua funzione sono essenziali per la vita del bambino. Di padri nella mia carriera lavorativa, sono un’educatrice di nido, ne ho visti parecchi e di tutti i tipi, dai padri autoritari e forse molto tradizionalisti, ai padri “amiconi” e giocherelloni, con cui è impossibile fare un discorso “da adulti”, ai padri materni, molto preoccupati della cura del bambino, del pasto, del sonno, concludendo con i padri che “semplicemente” sono padri, nell’accezione più esistenziale, filosofica, amorevole, autorevole e speciale del termine. L’intenzione di approfondire il tema della paternità probabilmente nasce anche dalla forte curiosità che, come donna, ho dell’universo maschile e del suo mondo emotivo e dall’interesse nel conoscere meglio passo passo le modificazioni che la paternità ha subito negli anni. Durante l’elaborazione della tesi, in un programma televisivo, ho sentito questa affermazione dello psichiatra Jacques Lacan che mi ha colpito molto: “Prendete il Papa, sdraiatelo sul lettino dello psicanalista… dopo cinque minuti è già li che vi parla di suo padre”. Credo proprio che non ci sia nulla di più vero, il padre è sempre stato e sempre sarà soggetto di scontro per il figlio e a differenza della madre con cui si instaura naturalmente un legame biologico e affettivo, l’affetto del padre da parte del figlio va conquistato e la relazione va costruita con impegno e sacrificio da parte di entrambi, 2

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Parole chiave

paternità
coppia
coppia omogenitoriale
genitorialità diffusa
paternità e gravidanza
paternità e adolescenza
padre nei tempi
ruolo e funzione paterna
assenza del padre

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