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Brian Friel interpreta e adatta Anton Čechov. Three Sisters e ТРИ СЕСТРЫ.

In questa tesi ho voluto esaminare in che modo Brian Friel si è lasciato ispirare da Anton Čechov. Ho quindi analizzato nel dettaglio le motivazioni che hanno spinto l’autore irlandese a studiare Čechov fino a farsi influenzare sia per quanto riguarda i temi trattati sia per il modo di scrivere e il suo rapporto con il pubblico.
Inizialmente ho esaminato i tratti che accomunano Russia e Irlanda che mi hanno condotta a spiegare come l’atmosfera di decadenza sia un punto focale delle opere di entrambi gli autori, dove ai personaggi manca la volontà di agire per migliorare la loro situazione e perciò si rifugiano in una vita illusoria.
L’analisi delle opere di Brian Friel ha messo inoltre in evidenza altri aspetti per cui questi autori sono assimilabili. Uno di questi è senza dubbio la centralità della famiglia in quasi ogni opera trattata.
Il continuo riferimento a luoghi reali o a un passato mitico ha poi condotto la mia ricerca verso l’ambientazione che fa da sfondo alle opere di Friel e Čechov, portandomi anche a mettere in evidenza come i due autori non cerchino di descrivere un luogo preciso ma desiderino rappresentare un posto in cui ogni spettatore si possa riconoscere.

Nella seconda parte della mia tesi mi sono soffermata invece sulle opere più direttamente influenzate da Čechov, ovvero quelle che non traggono spunto solo dai temi e dalla poetica dei suoi testi ma quelle in cui Friel rende esplicito l’apporto dell’autore russo. Questi sono gli adattamenti, Three Sisters, Uncle Vanya e The Bear, il cui sottotitolo riporta “After Chekhov”, e le opere The Yalta Game, adattamento del racconto del 1899 Дама с собачкой e Afterplay.
Anche in riferimento a questi testi ho evidenziato il tema che più ha colpito l’autore irlandese e che lo ha spinto ad adattarli: proprio come nelle sue opere originali si trova anche qui il costante rapporto tra realtà e illusione. Successivamente ho analizzato cosa invece Friel tenda a modificare di queste opere.
L’autore ha principalmente cercato di utilizzare espressioni tipiche della popolazione irlandese di lingua inglese, ottenendo come risultato dei testi che si rivelano espressamente adattati in Hiberno-English.
Oltre a questo ho analizzato come Friel cerchi anche di mantenere l’importanza dei nomi di luogo, seguendo l’antico genere letterario del dinnséanchas (dinnshenchas), dove si trovano le spiegazioni dell’origine di alcuni nomi di luogo.

Infine ho voluto prendere in esame nel dettaglio l’opera Three Sisters in modo da analizzare in che modo Friel abbia operato nell’adattare il testo di Čechov a partire da traduzioni letterali redatte in inglese britannico.
Ho ritenuto opportuno analizzare dettagliatamente quest’opera più di altre perché è forse quella dove Friel mette maggiormente in luce il suo intento di “de-colonise the imagination” e pertanto risultano più chiare le intenzioni di Friel contemporanee alla fondazione di Field Day.
Innanzitutto è stato necessario spiegare le ragioni che hanno spinto Friel ad adattare l’opera di Čechov e facendo ciò ho trovato che già a partire da American Welcome l’autore aveva definito le motivazioni per cui a suo parere ogni testo teatrale avrebbe dovuto essere adattato per essere compreso al meglio dal diverso pubblico a cui si rivolgeva.
In secondo luogo ho svolto un’analisi linguistica dell’adattamento di Friel di Three Sisters. Per fare ciò ho esaminato tre diversi testi, quello originale russo, la versione di Friel e la traduzione letterale di Julius West.
Attraverso questa analisi è stato possibile riscontrare alcune caratteristiche che differenziano l’adattamento dall’opera originale di Čechov e alcuni punti in cui Friel si avvicina maggiormente all’autore russo cogliendo esattamente quello che lui voleva comunicare.

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10 2. Friel e Čechov a confronto Friel, a cui è stato dato l’appellativo di The Irish Chekhov 1 , ha molto in comune con l’autore russo, nelle parole di Ulf Dantanus There are many similarities between the plays of these two writers, particularly as regards mood and atmosphere, the intricate emotional relationship between characters, and an overall ironic and even tragic attitude to life. 2 2.1 Friel, Turgenev e Čechov Innanzitutto è importante notare che Brian Friel si è lasciato guidare non solo dall’influenza di Čechov ma anche da quella di un altro importante autore russo, Turgenev. Friel stesso, nell’introduzione alla sua versione di A Month in the Country, adattamento appunto di un’opera di Turgenev scritta nella seconda metà dell’Ottocento, sottolinea la vicinanza di questo autore a Čechov: Turgenev moved haltingly across unmapped territory [and] established the necessary environments in which Chekhov could blossom. 3 E’ stato infatti Turgenev che per primo ha dato vita ad un teatro incentrato non tanto sugli eventi quanto sulle emozioni e sulle piccole cose della vita quotidiana; si può quindi dire essere stato il precursore di tutta la corrente čechoviana he fashioned a new kind of dramatic situation and a new kind of dramatic character where for the first time psychological and poetic elements create a theatre of moods and where the action resides in internal emotion and secret turmoil and not in external events. 4 I personaggi rappresentati non vivono quindi attraverso le loro azioni e ciò che succede intorno a loro ma la loro figura ruota essenzialmente intorno alla natura interna, alle loro emozioni e sentimenti. Già a partire dalla stesura di The Blind Mice nel 1962, infatti, Friel si concentra sull’emotività dei personaggi e non sugli avvenimenti. Le opere di impronta čechoviana si distinguono per la loro mancanza di azione, e, come è spesso stato detto riguardo alle opere di Čechov, in esse non succede quasi nulla. 1 PINE, Richard, “Introduction”, Brian Friel and Irish Drama, London, New York, Routledge, 1990. Pag.1. 2 DANTANUS, Ulf, Brian Friel: a study, London, Boston, Faber and Faber, 1988. Pag. 76. 3 CORBETT, Tony, “From Moscow to Ballybeg”, in Brian Friel: Decoding the Language of the Tribe, The Liffey Press, 2002, pag 198. 4 PINE, Richard, ”Part IV: Music. Magic: Ireland and Russia”, in The Diviner: the art of Brian Friel. Dublin, University College Dublin Press, 1999. Pag. 335.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Valeria Foglia Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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