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Il PATI nella gestione dell'avanzamento del bosco. Il caso dell'Alpago

Informazioni tesi

  Autore: Simone Casagrande
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Pianificazione del Territorio
  Corso: Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
  Relatore: Virginio Bettini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

In questa tesi, attraverso il modello DPSIR, utilizzato per la prima volta in fase di redazione del primo rapporto sullo Stato dell’Ambiente Europeo, dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, si è analizzato il fenomeno dell’avanzamento del bosco.
DPSIR, è un acronimo che sta per determinanti, pressioni, stato, impatti e risposte.
Nella prima parte della tesi si è dato risposta alla domanda “perché sta succedendo?” ricorrendo allo studio delle determinanti e delle pressioni.
Le determinanti ossia le esternalità negative su cui intervenire al fine di ridurre le problematiche ambientali, sono state individuate nello spopolamento montano e nel boom turistico con particolare riferimento alle Alpi. Queste determinanti hanno generato delle pressioni, ossia variabili direttamente responsabili del degrado ambientale, associabili a delle pressioni antropiche riconducibili alla presenza umana nel territorio e a pressioni ambientali che riguardano la crisi dell’agricoltura nelle terre alte e alla crisi delle località di fondovalle per i problemi tipici delle grandi città. Dare risposta a questa prima domanda significa consentire ai decisori di individuare e quantificare le cause che comportano i cambiamenti allo stato ambientale.
Nella seconda parte, per valutare le condizioni in cui versa l’ambiente all’istante considerato (Stato) si è dato risposta alla domanda “Cosa sta succedendo?”.
In particolare per quanto riguarda l’Italia si è visto come il bosco dal 1910 sia in continua crescita e che dal 1990 al 2000 è stato sicuramente la più grande trasformazione ambientale e paesistica se non addirittura del XX secolo, dato che questo fenomeno ha interessato tutta la montagna italiana che secondo l’ISTAT corrisponde al 54,3% della superficie totale.
Nella terza parte “Ci sono cambiamenti significativi?” si sono andate a vedere le conseguenze che si sono venute a creare, utili per rendere esplicite le relazioni causa-effetto tra pressioni e stato. Nello specifico, si parla di impatti ambientali per la perdita di biodiversità, incendi, dissesto idrogeologico, impatti sociali per la perdita di paesaggi culturali e conoscenze empiriche, impatti economici per i danni all’industria turistica, al patrimonio pascolivo, alle specie di interesse venatorio e disastri ambientali.
Nella quarta e ultima parte si è andati a vedere quali sono le risposte individuate nelle politiche, nella pianificazione e nelle buone pratiche per migliorare la qualità di vita e dell’ambiente attraverso interventi di tipo strutturale se si agisce sulle determinanti, interventi prescrittivi o tecnologici se si agisce sulle pressioni o infine bonificando l’ambiente per migliorare la situazione esistente.
Le politiche analizzate sono la Rete Natura 2000 per la conservazione della biodiversità, la Convenzione Europea del Paesaggio e il Codice Urbani per la tutela e la salvaguardia di tutto il paesaggio, la Politica Agricola Comunitaria per lo sviluppo rurale e infine nella Convenzione delle Alpi per la protezione e lo sviluppo di questa regione.
Per quanto concerne la pianificazione, in riferimento al caso del PATI in Alpago, si è visto che con i nuovi strumenti urbanistici ci sia tutta l’intenzione di contrastare l’avanzamento del bosco e in particolare attraverso la perequazione ambientale.
Con le buone pratiche e sempre relativamente al caso dell’Alpago si è andati a vedere i buoni effetti della pastorizia che se estesa su tutto il territorio riesce a limitare l’avanzamento del bosco in sostituzione delle attività coltivatrici.
In conclusione l’avanzamento del bosco è una preoccupante problematica ambientale dei nostri giorni, ma è positivo comunque registrare che finalmente qualcosa nell’opinione pubblica si sia mosso, con la speranza che un giorno convertendo l’attuale sistema basato sul petrolio, verso uno orientato su fonti alternative quali i biocarburanti e le biomasse, si riesca più efficacemente a contrastare questo fenomeno grazie all’importanza che verrebbe ad assumere un settore come quello agricolo che come si è visto e un settore chiave nella regolazione dei processi di ricolonizzazione forestale.

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Il PATI nella gestione dell‟avanzamento del bosco, il caso dell’Alpago 5 PREFAZIONE Inizialmente decisi di occuparmi come argomento di tesi, dei corridoi ecologici ed in particolare di andare a vedere come i tratturi, le antiche “autostrade verdi” usate dalla pastorizia di transumanza per spostare le greggi dai pascoli di montagna a quelli di pianura in autunno e viceversa con l‟inizio della primavera, potessero svolgere tale funzione. Oltre a Virginio Bettini, docente di Ecologia del Paesaggio, decisi quindi di affiancarmi anche a Adriano Varotti docente di Sociologia del Territorio nonché esperto di pastorizia, entrambi insegnanti al corso di laurea in Scienze della Pianificazione Urbanistica e Territoriale della facoltà di Pianificazione del Territorio allo IUAV di Venezia. A seguito di un colloquio con quest‟ultimo, e attraverso Danilo Mainardi professore ordinario di Ecologia comportamentale all'Università Ca'Foscari di Venezia, conobbi dello stesso ateneo, Giorgio Conti, professore associato di Pianificazione Territoriale presso il Dipartimento di Scienze Ambientali il quale, era anche tra gli ideatori di un progetto “cultura 2000” che tuttora si occupa appunto dei tratturi e delle vie della transumanza in genere, per rivalutarne l‟antica attività. E‟ a questo punto che mi apparve evidente quanto più interessante poteva essere porre l‟attenzione su un problema così attuale come quello dell‟avanzamento del bosco che per lunghi tratti, ha cancellato queste vie della transumanza per cui risultava importante rivalutare in quei luoghi la pastorizia al fine di mantenere la diversità biologica. Decisi allora di vedere come questa grande trasformazione territoriale del XX secolo si rapportava con la pianificazione del territorio in continuazione agli studi compiuti da Giorgio Conti insieme a Laura Fagarazzi, in occasione della tesi di dottorato di quest‟ultima, in Analisi e Governance dello Sviluppo Sostenibile presso il Centro Interdipartimentale per le Interazioni Dinamiche tra Economia, Ambiente e Società della Fondazione Scuola Studi Avanzati di Venezia (SSAV). Da qui la mia tesi.

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Parole chiave

pianificazione
turismo
agricoltura
bosco
montagna
abbandono
spopolamento
pastorizia
avanzamento
pati

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