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Effetto del livello proteico della dieta sulle prestazioni produttive di puledri CAITPR in fase di accrescimento

Informazioni tesi

  Autore: Martina Costacurta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali
  Relatore: Lucia Bailoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 53

L’obiettivo di questo studio è valutare le prestazioni produttive in vivo di puledri, maschi e femmine, di razza CAITPR (Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido) alimentati con diete a due diversi livelli proteici fino ad un anno di età. A tale scopo 49 animali, provenienti prevalentemente dal centro Italia (Lazio), sono stati suddivisi, in base al sesso, all’età e al peso vivo, in 8 box (6 soggetti per box) ed allevati presso l’Azienda Sperimentale “Lucio Toniolo” dell’Università di Padova. Le due diete sperimentali erano e formulate in modo da ottenere due livelli proteici (11.1% e 13.8 % ss). La prova ha avuto una durata complessiva di 180 giorni dal 25 novembre 2010 al 15 maggio 2011. L’analisi statistica è stata condotta con un modello lineare (GLM general linear model) nel quale sono stati valutati l’effetto della dieta (livello proteico), del sesso e l’interazione fra questi due fattori. Si può affermare che nella produzione del puledro da carne di circa 12 mesi di età, il livello proteico della dieta può essere ridotto rispetto agli attuali standard di razionamento, senza effetti significativi sulle prestazioni in vivo degli animali, con risultati positivi in termini economici e di impatto ambientale.

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9 1. INTRODUZIONE 1.1 Il cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido (CAITPR) 1.1.1 La sua storia La storia del cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido (CAITPR) inizia ufficialmente nel 1927 con la nascita della prima generazione di puledri delle “Stazioni di fecondazione selezionate” istituite per Legge nel 1926 (www.anacaitpr.it) In realtà l’origine di questo ceppo equino risale ai decenni precedenti. Infatti, l’Italia non ha mai storicamente annoverato nel suo patrimonio equino alcuna razza da tiro pesante. Tuttavia, dopo l’unità (1860), lo sviluppo in senso sempre piø imprenditoriale dell’agricoltura della pianura padana e le esigenze dell’Esercito, con particolare riferimento all’artiglieria, rendevano sempre piø evidente la necessità di una consistente e qualificata produzione nazionale di cavalli da tiro. Dopo numerose prove d’incrocio della popolazione di fattrici della pianura padana con le piø rinomate razze da tiro europee, le aziende della pianura orientale, che ricadevano sotto la giurisdizione del Deposito Stalloni di Ferrara (diretta emanazione operativa del Ministero della Guerra), si orientarono con decisione verso gli stalloni bretoni di tipo Norfolk-bretone. Le prime importazioni di tali stalloni, sollecitate in modo particolare da alcuni allevatori del veronese, ebbero luogo nel 1911 e proseguirono sempre piø diffusamente sino alla metà degli anni ‘20 malgrado le difficoltà ed il rallentamento imposto dalla 1^ Guerra Mondiale. Questi riproduttori operarono su fattrici di diversa origine tra le quali spiccavano le derivazioni Hackney, ma non erano infrequenti origini Percheron, Bretoni o Belghe/Ardennesi. I risultati furono considerati molto positivi, in quanto l’incrocio dava origine a soggetti robusti di mole medio-pesante, dotati di brillantezza nei movimenti e di eleganza, che risultavano particolarmente idonei agli scopi dell’artiglieria da campagna, ma anche per i trasporti medio pesanti civili e per i lavori agricoli complementari nelle grandi aziende (fienagione, semine, erpicature ecc..). Nel 1926 iniziarono ad operare le “stazioni selezionate” individuando i gruppi di fattrici che andarono a costituire la base materna originaria della razza; nel 1927 nacque la prima generazione ufficialmente controllata e prese avvio la costituzione delle famiglie italiane del tipo “agricolo/artigliere“(altrimenti inizialmente denominato “derivato bretone”). Il bacino geografico di produzione era rappresentato dalla pianura veneta, dalla provincia di Ferrara e dalla pianura friulana. Sin dalle prime generazioni, oltre alle giovani femmine, vennero scelti dei giovani maschi che

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Parole chiave

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