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Le intercettazioni di conversazioni e comunicazioni tra diritti costituzionali ed esigenze di repressione dei reati

Le intercettazioni di conversazioni e di comunicazioni rappresentano uno dei mezzi investigativi più importanti ai fini della ricerca della prova nel processo penale. Uno strumento che si è rivelato e continua a rivelarsi indispensabile soprattutto in rapporto ai procedimenti relativi a particolari tipologie di reati. Allo stesso tempo, però, l’intercettazione presenta notevoli aspetti di problematicità, a causa del suo carattere lesivo di fondamentali diritti della persona, a partire dal diritto alla libertà e segretezza delle comunicazioni tutelato dall’art. 15 della Costituzione (nonché dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950 , quale aspetto di un più ampio diritto di ogni persona “al rispetto della sua vita privata e familiare”). Un’ulteriore problematica è venuta ad interessare la tematica delle intercettazioni in epoca relativamente recente: quella della pubblicazione dei risultati delle operazioni captative. Entra quindi in gioco un altro valore costituzionale: il diritto all'informazione.

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INTRODUZIONE Le intercettazioni di conversazioni e comunicazioni costituiscono uno dei temi portanti del dibattito attuale relativo alla tutela della riservatezza individuale. Il carattere segreto di tale mezzo di ricerca della prova lo rende particolarmente efficace ai fini delle esigenze di indagine (soprattutto per quanto riguarda determinate tipologie di reati, come, ad esempio, quelli di criminalità organizzata o contro la pubblica amministrazione): le intercettazioni si configurano, pertanto, come un’attività investigativa irrinunciabile, soprattutto nella situazione italiana, caratterizzata dall’ampia diffusione del fenomeno delle grandi organizzazioni criminali. Ciononostante, è necessario tener presente che le intercettazioni comportano un rilevante sacrificio della riservatezza dei cittadini: basti considerare il fatto che esse possono riguardare, non solo la persona indagata, ma anche soggetti terzi, del tutto estranei al procedimento penale, la cui privacy viene violata per il semplice fatto di essere entrati, in qualche modo, in contatto con l’indagato stesso. Inoltre, con l’attività intercettiva, non potendo essere compiuta una selezione del materiale antecedente al compimento dell’atto, vengono registrate sia conversazioni effettivamente importanti ai fini processuali, sia dialoghi del tutto irrilevanti. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Sabrina Bellenzier Contatta »

Composta da 275 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.