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La qualità da obiettivo di conformità a strumento di ottimizzazione in un'azienda manifatturiera

Il concetto di qualità è evoluto in maniera importante dalla rivoluzione industriale fino alla fine della seconda guerra mondiale quando si iniziò a parlare di qualità sistematicamente grazie al Giappone che dovette trovare uno strumento che gli permettesse di riprendersi dalla profonda crisi economica nella quale si stava dibattendo dopo la sconfitta e che rappresentasse una nuova variabile competitiva.
La qualità per i giapponesi divenne uno strumento di rivalsa davanti al mondo. Non si trattava, però, della qualità di prodotti ottenuta secondo i canoni della cultura industriale del tempo ma di una qualità dei processi e della produzione in grado di generare prodotti migliori a costi inferiori.
E’ proprio in quegli anni che iniziò a maturare il “modello giapponese”, antitetico rispetto al modello occidentale, che aveva i suoi limiti nella divisione del lavoro e nell’incapacità di soddisfare la variabilità della domanda.
Importanti a tal proposito sono i concetti di Total Quality Control di Fegenbaum, dove qualità è sinonimo di efficienza nel produrre risultati soddisfacenti, e il concetto di Company Wide Quality Control espresso da Ishikawa che applica al “sistema industria” il “valore qualità”.
Oggi la qualità è sempre più definita, controllata e codificata da norme che sono state redatte per aiutare le organizzazioni a sviluppare i propri Sistemi di Gestione della Qualità e altro non sono se non un insieme di idee, principi e regole. Le norme della qualità forniscono evidenza che l’organizzazione certificata lavora secondo un certo standard di riferimento e che è in grado di fornire prodotti/servizi con le caratteristiche di qualità volute (che possono essere stabilite tra il cliente e l’organizzazione o da leggi/regolamenti). Queste norme non certificano il prodotto/servizio ma il sistema che li produce.
Norme internazionali tra cui l’ISO (International Organization for Standardization ) 9000 attraverso i suoi 3 documenti e l’ultima revisione (Vision 2000) rappresentano lo strumento più valido per ottenere un costante miglioramento delle prestazioni aziendali.
La qualità punta dunque ad inserirsi a tal punto negli ingranaggi aziendali da condizionare il funzionamento delle sue principali attività tra cui la fase processuale e quella progettuale.
Il processo aziendale viene organizzato pianificando la strategia, controllandone le varie fasi,investendo in questo modo sulle competenze professionali di chi vi è coinvolto, analizzando costi e tempi. In tal modo si ottimizza l’intera produzione riducendo al minimo tutto ciò che non crea valore aggiunto per il target finale ossia per il cliente.
Nello specifico, analizzando quanto accade in un’azienda manifatturiera (Lovato – Gorle) un processo di qualità prevede la produzione di una serie di documenti riguardanti pianificazione, dettaglio dell’organizzazione delle attività interne, riesame pre validazione, risultato dei test di qualità in vista dell’approvazione del prodotto e benestare alla sua commercializzazione.
Nel dettaglio del prodotto poi verranno registrati documenti riguardanti i valori di costruzione, le modalità di conservazione e movimentazione, fino alle corrette procedure di imballo. Il tutto eseguito e validato da personale facente parte del Controllo di qualità Interno all’azienda la cui competenza e formazione deve essere a sua volta certificata.
Grazie ad una gestione di qualità anche il progetto aziendale si migliora diventando efficiente in termini di facilità produttiva, collaudo, industrializzazione, riproducibilità ed efficace nel soddisfare le attese del cliente. Ogni figura è coinvolta nella formazione del progetto: la direzione generale, il direttore di progetto, il personale commerciale; elementi che concorrono nella definizione degli obiettivi, nella valutazione delle risorse necessarie, nel coordinamento delle diverse fasi della nascita di un prodotto, nello studio del mercato e della concorrenza.
La normativa internazionale UNI EN ISO 9001 detta le regole progettuali da seguire in termini di pianificazione delle fasi, attribuzione di responsabilità, produzione della documentazione, verifica e validazione. Definisce i criteri esatti per rielaborare i risultati della progettazione, riesaminarli, verificarli e dove necessario modificarli. Da ultimo aiuta a standardizzare in banche dati nazionali ed internazionali parti e componenti di prodotto per una catalogazione e successiva ricerca più efficiente.
In conclusione si può affermare che la qualità è oggi un vero e proprio sistema di governo delle tradizionali variabili organizzative aziendali (struttura, meccanismi e cultura aziendale) che permette di ottenere progressi in termini di flessibilità ed efficienza per raggiungere risultati e prodotti di eccellenza, sviluppare vantaggi competitivi sul mercato e soprattutto soddisfare le aspettative del cliente.

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3 PREMESSA Il concetto di qualità ha subito una profonda evoluzione nel tempo attraversando una serie continua di innovazioni ed affinamenti, sviluppando metodologie sempre più appropriate per poter eseguire corrette valutazioni. L’affermazione dell’impresa industriale, l’aumento di relazioni tra soggetti coinvolti alla realizzazione di un determinato output, l’introduzione di macchine e sistemi informativi sempre più complessi, hanno gradualmente riallineato la variabile qualità dal soggetto lavoratore al sistema impresa e conseguentemente, al complesso sistema di relazioni al suo esterno. Dai concetti iniziali di Controllo artigianale e collaudo si è gradualmente passati a concetti di Controllo di Qualità e Total Quality Managment. Il lavoro si focalizza sul processo di “progettazione e sviluppo dei prodotti” ed il suo obiettivo è l’analisi delle fasi inerenti la progettazione ponendo attenzione agli aspetti del monitoraggio della qualità sia del prodotto (controllo di qualità) che del processo e valutando gli aspetti organizzativi con l’ausilio dell’esempio di un’azienda manifatturiera.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Di Mauro Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.