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Aspetti problematici del trust

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Bosi
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Scuola di specializzazione per le Professioni Legali
Anno: 2011
Docente/Relatore: Rizzi Antonio
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 40

Prendendo le mosse dal dibattito dottrinale (che ha visto per protagonisti autori come Lupoi, Gazzoni e Castronovo) si mette in risalto come l'applicazione dell'istituto del trust nel nostro ordinamento, che pare ormai accettata a livello giurisprudenziale, debba invece fare i conti con diverse difficoltà sul piano della "dogmatica". Tali ostacoli teorici, ad avviso dell'autore, vengono risolti in modo poco convincente da parte dei fautori del trust. Da questo punto di vista si evidenzia invece come siano puntuali e serrate le critiche mosse da Gazzoni nei confronti degli orientamenti maggioritari (dottrinari e giurisprudenziali) che relativi a due problemi come il "trust interno" e l'opponibilità/trascrivibilità del trust.
Le discussioni circa gli aspetti applicativi dell'istituto sembrano rimandare a "visioni di fondo" diverse, circa il modo in cui i giuristi (ed i giudici in particolare) dovrebbero interpretare ed applicare il diritto.

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Premessa I testi universitari dedicano al trust uno spazio insufficiente rispetto alla portata che questo istituto ha ormai nella prassi degli operatori del diritto; e potrebbe sembrare che il “problema trust ” nell'ordinamento italiano possa essere affrontato e risolto semplicemente dal punto di vista del diritto internazionale privato, interrogandosi sulla natura della Convenzione dell'Aja del 1985 e della legge di ratifica da parte dell'Italia. Gli studenti non sono informati in modo adeguato circa le resistenze che l'applicazione del trust nel nostro ordinamento incontra da parte della dottrina (soprattutto) e della giurisprudenza (in misura minore). Non viene dato conto di come la situazione del trustee possa conciliarsi coi principi generali del diritto privato, quali la responsabilità patrimoniale illimitata del debitore, il numero chiuso e la tipicità dei diritti reali. Il mio intento è quello di segnalare quali sono (o quali sono stati) i “punti di attrito” tra il nostro ordinamento e l'istituto del trust . Negli anni passati il dibattito tra gli studiosi ha visto uno scontro vivace di opinioni, che in certi casi è sfociato nella polemica. Io credo che non si sia trattato soltanto di una disputa accademica (anche se in alcuni interventi gli autori mettono esplicitamente in discussione la preparazione e la serietà scientifica dei “colleghi rivali”). E' vero che oggi si può dire conclusa la querelle che ha visto come protagonisti, in particolare, autori prestigiosi come Gazzoni, Lupoi, Gambaro, cosicché certe discussioni sui massimi sistemi non dovrebbero essere più attuali. Anziché continuare a parlare in astratto sull'ammissibilità o meno del trust , sarebbe ormai giunto il momento di prendere atto che i trust in Italia si “si fanno” (sia nella loro fase istitutiva, che in quella della loro esecuzione prolungata nel tempo) e sono accettati quasi unanimemente dai giudici (questo vale anche per quanto riguarda i cosiddetti trust interni, sui quali rimanevano i maggiori interrogativi, anche a seguito dell'entrata in vigore della legge di ratifica). In sostanza sarebbe l'ora di discutere dei problemi interpretativi ed applicativi di un istituto la cui esistenza 1

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