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La dimensione dello stress nel personale sanitario impegnato nel dispatch telefonico nelle A.A.T. 118 Lombarde: ricerca di un modello di supporto

La letteratura in materia di stress nell’ambiente lavorativo, costituisce uno degli ambiti di ricerca più consistenti ed articolati della psicologia della salute nei contesti di lavoro. Aspetto fondamentale per cui la ricerca del benessere lavorativo deve essere uno dei principali obiettivi di una qualsiasi organizzazione, è dato dalla considerazione che esso è la base su cui deve appoggiare l’intero sistema manageriale, al fine di ridurre al minimo il margine di errore di una qualsiasi procedura della fase lavorativa. Il presente elaborato, nasce dall’esperienza maturata in oltre dieci anni di lavoro come infermiere impegnato nella gestione dell’urgenza ed emergenza nel S.S.U.Em. 118 della Regione Lombardia, particolare con prevalenza nello svolgimento dell’attività di dispatch telefonico. La ricerca è stata condotta mediante la distribuzione del test Mesure du Stress Psychologique (M.S.P.) alle 12 Articolazioni Aziendali Territoriali (A.A.T.) provinciali, con lo scopo di portare un contributo all’individuazione delle variabili responsabili del benessere lavorativo in tale contesto sanitario, aumentandone la consapevolezza nel personale direttamente coinvolto, al fine di ipotizzare possibili strategie di intervento o modelli di supporto, ad esempio con la formazione finalizzata all’incremento delle strategie di coping e di resilienza sia individuali che di gruppo, per continuare a produrre risultati con standard qualitativi ancora più elevati di quanto già si stia ottenendo.

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INTRODUZIONE Introduzione La letteratura in materia di stress nell’ambiente lavorativo, costituisce uno degli ambiti di ricerca più consistenti ed articolati della psicologia della salute nei contesti di lavoro. Essa comprende l’indagine relativa al potenziale nocivo degli stimoli ambientali e psicosociali, ai processi di coping mediante i quali le persone fanno fronte agli stressors, e alla vasta gamma di sintomatologie che si verificano quando i processi di coping falliscono. Nonostante la presenza di un solido impianto teorico di riferimento, e al consistente impegno profuso da molti anni dalle organizzazioni nazionali ed internazionali nel tentativo di debellare, o quantomeno, di contenere il danno da stress in ambito lavorativo, il fenomeno continua a mantenersi su livelli di emergenza. Da una ricerca Istat svoltasi nel 2007, è stato appurato che in Italia, a causa degli effetti dello stress, mediamente vengono perse 3 milioni di ore lavorative annue, e considerando il contesto economico in cui versa la nostra nazione da qualche tempo, è assolutamente fondamentale porre attenzione a tale argomento allo scopo anche di salvaguardare lo stato di salute dei singoli individui, preservandone, come previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, qualità delle relazioni, serenità e autorealizzazione. Altro aspetto fondamentale per cui la ricerca del benessere lavorativo deve essere uno dei principali obiettivi di una qualsiasi organizzazione, è dato dalla considerazione che esso è la base su cui deve appoggiare l’intero sistema manageriale, al fine di ridurre al minimo il margine di errore di una qualsiasi procedura della fase lavorativa. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Cognitive

Autore: Leonardo Alfonsi Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1284 click dal 21/12/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.