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Applicazione dei principi del Governo Clinico nell'azienda ospedaliera “Ordine Mauriziano Umberto I di Torino”

Dopo una lunga fase storica in cui l’attenzione principale dei sistemi sanitari sembrava essere concentrata principalmente sulla necessità di contenere i costi operando sugli assetti gestionali e organizzativi con l’ intento di recuperare margini di efficienza operativa (obiettivi che nel contesto italiano sono stati alla base del processo di aziendalizzazione) si è fatta progressivamente strada la consapevolezza che l’efficacia clinica delle prestazioni e l’appropriatezza del loro utilizzo nella pratica debbano rappresentare un interesse primario anche se evidentemente non esclusivo.
In altri termini è parso evidente come fosse trascurata una dimensione assolutamente rilevante ed essenziale in campo sanitario, ossia la capacità dei servizi e degli operatori di mantenere performance professionali su standard accettabili. E a conferma di ciò, è ormai oggettivamente riconosciuto da tutti che, uno dei problemi principali per i servizi ed i sistemi sanitari è, in parole povere, la qualità dell’assistenza offerta ai pazienti.
La parola ‘qualità’ riassume al proprio interno tutta la complessità dei temi che caratterizzano la medicina moderna e l’assistenza sanitaria. Dentro la tematica generale della qualità dell’assistenza coesistono le problematiche legate alla capacità di erogare interventi efficaci in modo appropriato sotto il profilo clinico ed organizzativo, del come governare in un contesto assistenziale di crescente complessità, oltre che lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie sanitarie di sempre maggiore sofisticazione.
A complicare il tutto vi sono, infine, gli inevitabili vincoli imposti dalle finite risorse disponibili.
Non sorprende, quindi, che i sistemi sanitari, indipendentemente dal grado di sofisticazione tecnologica ed organizzativa che riescono ad esprimere nei diversi contesti, facciano fatica a garantire una buona qualità delle loro prestazioni.
Inoltre, raggiungere un discreto livello di qualità in campo sanitario è reso ancor più difficile poiché i pazienti richiedono forme di assistenza per bisogni ed esigenze che sono sempre meno di pertinenza esclusiva di singole professionalità e sempre più spesso invece necessitano di risposte multispecialistiche e multiprofessionali. Quindi un elemento critico ai fini di una buona qualità dell’assistenza è il coordinamento e l’integrazione tra servizi e professionalità distinte....
Gli interventi effettuati negli ultimi anni in campo sanitario al fine di migliorare le prestazioni sanitarie hanno tratto spunto da alcuni orientamenti generali, in alcuni casi basati sul tentativo di applicare in ambito sanitario modalità di verifica e miglioramento della qualità derivate dal settore industriale, in altri su metodologie e strumenti maturati nell’ambito della comunità medico-scientifica e da intendersi, quindi, come espressione del modo con cui la professione medica stessa ha cercato di affrontare il problema della qualità dell’assistenza.....
Al momento, nessuno dei vari approcci, analizzati all'interno dell'elaborato, ha mostrato di poter essere, da solo, “la risposta” al problema del miglioramento della qualità dell’assistenza. Soprattutto, tutti paiono lasciare sostanzialmente elusa, o almeno in buona parte irrisolta, la questione di fondo che rappresenta il cuore del problema che il Governo Clinico ha l’ambizione di affrontare: come costruire, entro le organizzazioni sanitarie, un sistema di relazioni che consenta il sostegno sistematico, la promozione dei comportamenti professionali virtuosi e, contemporaneamente, la precoce e tempestiva identificazione di quelli invece non coerenti o non compatibili con l’esigenza di garantire una buona qualità dell’assistenza....

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Pagina 6 CAPITOLO 1: Il Governo Clinico 1.1 Cos’è il Governo Clinico Negli ultimi anni l’esigenza sempre più sentita di ridefinire i rapporti tra cittadini e servizi ha portato alla nascita di una rinnovata attenzione a come realmente vengono assistiti i pazienti, attenzione che nel mondo anglossassone è stata indicata come “clinical governance”, in Italia traducibile come “Governo Clinico”. In particolare, nel Regno Unito dove il concetto è nato, la “clinical governance” viene definita come ‘il contesto in cui i servizi sanitari si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualità dell’assistenza e mantengono elevati i livelli di prestazioni creando un ambiente che favorisce l’espressione dell’eccellenza clinica’ ( liberamente tradotto da A first class service Departement of Health, 1998). Da un punto di vista più generico, il Governo Clinico rappresenta il tentativo di trovare un approccio integrato al problema della qualità dell’assistenza, riconoscendo che non si tratta solo di intervenire sulle singole decisioni cliniche per orientarle verso una migliore appropriatezza, ma anche di fare in modo che i sistemi assistenziali nel loro insieme siano orientati verso questo obiettivo. In questo senso, si tratta di costruire le condizioni che rendano possibile un agire in modo coordinato e coerente sull’insieme dei fattori che influenzano la qualità della pratica clinica attraverso la formazione dei professionisti, il monitoraggio dei processi assistenziali e dei loro risultati (audit clinico) e la gestione dei rischi clinici implicati dall’assistenza sanitaria (risk management). In questo contesto, la qualità cessa di essere una sorta di dimensione separata, collaterale e parallela, e diventa invece parte integrante del processo di identificazione degli obiettivi del sistema e delle singole aziende, dei meccanismi di definizione dei processi organizzativi come anche di quelli che presiedono alla definizione dell’allocazione delle risorse, oltre che, ovviamente, degli strumenti di valutazione delle attività delle singole unità operative e dei percorsi formativi offerti ai professionisti. L’attenzione all’efficacia ed all’appropriatezza clinica e organizzativa dell’assistenza diventa parte integrante dell’attività istituzionale. In questo senso il governo clinico traduce operativamente ‘l’obbligo alla qualità’ imposto ai servizi ed alle organizzazioni sanitarie. Un’altra caratteristica peculiare del Governo Clinico è quella di rivalutare metodologie e strumenti che nel corso degli ultimi anni sono stati sviluppati ed acquisiti ma che ancora stentano ad entrare a far parte del bagaglio operativo dei servizi sanitari. Metodologie e strumenti come l’audit clinico, le linee-guida, le carte di controllo, le tecniche di sorveglianza e monitoraggio del rischio clinico, fanno parte della dotazione strumentale del governo clinico, la cui preoccupazione fondamentale è fare in modo che i servizi siano in grado di utilizzarli, di integrarli nei propri meccanismi organizzativi e gestionali. Risulta evidente, quindi, che il Governo Clinico non si propone come la nuova, ennesima, metodologia per il miglioramento della qualità, ma piuttosto come la costruzione della infrastruttura necessaria al pieno utilizzo delle metodologie già

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Nicola Cicoria Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.