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Media e cittadinanza europea

La tesi analizza il rapporto tra media e cittadinanza europea, sottolineandone la stretta correlazione e interdipendenza. Il tema è stato analizzato attraverso un' approfondita ricerca bibliografica, utilizzando un approccio storico, giuridico e politico. Si parte da alcune definizioni generali fino ad affrontare un'analisi degli strumenti pratici di promozione della cittadinanza europea con due studi di caso. I due esempi pratici provengono dall'esperienza da me sostenuta presso l' EAVI, European Association for Viewer Interest: si tratta infatti di due progetti finanziati dalla Commissione Europea e presentati in risposta ad un bando, appunto dall'associazione in questione. Nell'elaborato si viene a delineare la stretta connessione tra cittadinanza europea e media, evidenziando la volontà europea di promuovere sempre più l'alfabetizzazione mediatica dei cittadini come mezzo di partecipazione democratica alle decisioni europee.
Nel primo paragrafo si analizza il concetto di identità europea partendo da un'analisi storico-giuridica di come il tema è stato affrontato all'interno dei Trattati europei fino ad arrivare ai diritti e doveri che l'acquisizione del titolo di cittadino europeo porta con se.
Nel secondo paragrafo ci si sofferma sul concetto di Media Literacy, ovvero la cosiddetta alfabetizzazione mediatica. Partendo dall'analisi della definizione fornita dalla Commissione Europea, si elencano i vari atti ufficiali che hanno inserito l'alfabetizzazione mediatica della popolazione europea, come strumento fondamentale per raggiungere l'obiettivo di fare l'Europa la società dell'informazione più avanzata al mondo.
Il terzo paragrafo illustra obiettivi, funzionamento e storia della creazione del programma della Commissione Europea dedicato ai Media, con particolare attenzione al sottoprogramma Media Mundus. Si tratta di una guida pratica utile anche per poter rispondere a bandi di gara per progetti europei relativi al tema. Infatti proprio attraverso questa particolare azione è stato finanziato il progetto CinELmotion, di cui si parla nel quarto paragrafo tesi. Il progetto, presentato per la richiesta di finanziamento dall' EAVI come capofila e da me analizzato durante il mio periodo lavorativo presso l'associazione, rappresenta un ottimo studio di caso per quanto riguarda modalità innovative di attrarre il pubblico giovane attraverso l'utilizzo dei Media su tematiche europee ed interculturali.
Il quinto paragrafo ci porta ad analizzare il programma per eccellenza che promuove la partecipazione del cittadino, ovvero “Europa per i cittadini”. Attraverso l'enunciazione di obiettivi generali, obiettivi specifici e azioni del programma si delinea il funzionamento e le possibilità di utilizzo. Molto interessante è la possibilità di vedere finanziati progetti transnazionali presentati da gruppi di cittadini. Per rafforzarne la spiegazione, all'interno del sesto paragrafo, si propone lo studio di caso dell' EAVI, tra i vincitori nel 2007 della sovvenzione di finanziamento pluriennale per organizzazioni della società civile attive a livello europeo. Chiaro esempio di come la Commissione Europea intenda favorire la partecipazione del cittadino, finanziando le attività di chi si fa promotore della voce di una determinata fascia di cittadini spesso esclusa dal dibattito europeo. Nel caso dell' EAVI gli interessi tutelati sono quelli degli spettatori.
Nel settimo paragrafo si illustrano alcuni strumenti istituzionali e network europei, attraverso i quali il cittadino dell'Unione Europea può interrogare le istituzioni, sottolineando casi di malfunzionamento, presentando petizioni o comunque riuscendo a far sentire il proprio parere.
Seguiranno infine alcune riflessioni personali critiche sul rapporto tra cittadinanza europea e media, analizzando la situazione attuale e cercando di immaginare le prospettive future dello scenario europeo.

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1) Il concetto di cittadinanza europea Il concetto di cittadinanza europea è strettamente legato a quello della costruzione dell’identità europea, che a sua volta dipende in misura crescente dalle immagini che i media propongono ed alle quali i cittadini ed i giovani sono esposti. In un contesto globalizzato è sufficiente cambiare canale o navigare da un sito web all’altro per avere a disposizione un’infinità di modelli d’identità differenti. Sorprendentemente, la consapevolezza dell’importanza dei media e della cultura al fine della realizzazione di questa identità è un avvenimento relativamente recente. Infatti il Trattato di Roma che nel 1957 istituì la CEE, non faceva alcun riferimento alla parola “cultura” o a termini associati quali “educazione” e “media”. Esso aveva infatti come scopo principale la creazione di un’area di libero scambio economico tra i sei paesi aderenti, a tutela soprattutto degli interessi dell’industria e solo indirettamente degli interessi conseguenti (Colombini, Nugnes, 2004). La politica culturale europea veniva lasciata nelle mani del mercato e dei governi nazionali. Ben presto, tuttavia è risultato evidente che l’integrazione e le politiche europee non potevano ridursi alla creazione di un grande mercato unico. Il concetto di cittadinanza europea, in base al quale ogni cittadino di uno Stato membro è anche cittadino dell'Unione Europea è stata concepito con il trattato di Maastricht del 1992, in cui si specifica che la cittadinanza dell'Unione costituisce un complemento e non sostituisce la cittadinanza nazionale (Parlamento Europeo, 1992). Molti cittadini guardano all'Unione Europea come ad una mera entità politica ed economica. Con gli allargamenti del 2004 e 2007, la popolazione totale dell'UE ha superato i 500 milioni di 5

Tesi di Master

Autore: Adolfo Fabrizio Colagiovanni Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

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