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I culturemi tedeschi e italiani: analisi in dizionari monolingui e bilingui.

Informazioni tesi

  Autore: Sonya Ferraiuolo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue per i rapporti Internazionali, Istituzionali e d'Impresa
  Relatore: Miriam Ravetto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

In questo lavoro mi sono occupata dell’analisi dei culturemi, più precisamente termini che esprimono vicende, abitudini legate alla vita e alla cultura di un popolo. L’obiettivo è quello di osservare come i culturemi tedeschi siano trattati e descritti in dizionari bilingui e monolingui. Nel primo capitolo ho fornito la definizione di cultura attraverso alcuni modelli teorici, analizzando in seguito i diversi significati della parola cultura attraverso diverse prospettive quali quella sociologica e antropologica. Ho illustrato inoltre il concetto di cultura oggi e infine il rapporto tra lingua e cultura. Nel secondo capitolo mi sono occupata dei culturemi. Ne ho offerto una definizione e ho analizzato il loro percorso storico dividendoli, inoltre, in culturemi nazionali, regionali e locali. Sempre in questo capitolo, mi sono occupata di spiegare la difficoltà che si incontrano nel tradurre queste parole tipiche del tedesco attraverso l’indicazione di diverse strategie di traduzione e fornendo degli esempi esplicativi. Nel terzo capitolo ho illustrato come i culturemi vengono analizzati nei dizionari, proponendo un confronto tra dizionari bilingui e monolingui.

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7 Capitolo I: Cultura. 1.1 La parola cultura: etimologia e cenni storici. Come afferma Terry Eagleton (2001: 7/149), il concetto di cultura deriva da quello di natura. Uno dei suoi significati originari è quello di agricoltura, cioè la cura dello sviluppo naturale. La parola coltro, etimologicamente legata a cultura, indica la lama del vomere. Dal lavoro e dall’agricoltura, dunque, dai raccolti e dalla coltivazione, facciamo derivare la parola che indica per noi una tra le più importanti delle attività e ambiti della realtà umana. La parola ha origine dal verbo colere, il cui significato tocca quello di ‘coltivare’, ‘insediarsi’, ‘venerare’ e ‘proteggere’. Il significato di ’insediarsi’ è attestato nel vocabolo latino colonus, da cui deriva il termine contemporaneo ‘colonialismo’. Passando per la parola latina cultus, ritroviamo il verbo colere anche nel termine religioso con il significato di ‘culto’. Il concetto moderno di cultura può essere inteso come quel bagaglio di conoscenze acquisite ritenute fondamentali e che vengono trasmesse di generazione in generazione, possiamo quindi affermare che la cultura è anche tradizione. Lo scrittore e sociologo britannico Raymond Williams (1976: 76/82) ha ripercorso a grandi linee la complessa storia della parola cultura distinguendone tre principali accezioni moderne: 1. Dal significato etimologico di agricoltura, la parola indica ‘civiltà’ (civility), nel senso di buone maniere; la civiltà come idea pone sullo stesso piano buone maniere e morale. La parola in sé implica una dubbia correlazione tra un comportamento educato ed una condotta etica, nel senso che adotta un comportamento buono, giusto o moralmente lecito; correlazione che si trova anche nell’inglese gentleman. 2. Nel diciottesimo secolo, essa diventa più o meno sinonimo di civiltà (civilization), ma nel senso di un generale processo di progresso intellettuale, spirituale e materiale. Nel senso di civilizzazione la parola cultura è stata fatta propria dallo spirito generale dell’Illuminismo, col suo culto di uno sviluppo autonomo, progressivo e laico. Questa di civilizzazione era soprattutto una nozione francese e designava sia il processo graduale per cui la società diventava civile, sia il fine utopistico verso il quale tale processo tendeva. 3. Il tedesco Kultur aveva una valenza più strettamente religiosa, artistica ed intellettuale. Poteva anche indicare l’affinamento intellettuale di un gruppo o di un individuo, più che della società nel suo insieme. La civiltà minimizzava le differenze nazionali, la cultura le faceva risaltare.

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