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Il fenomeno dell’associazionismo nel mutamento di prospettiva del modello distrettuale italiano. Il caso Agrofuturo a Nocera Inferiore.

Informazioni tesi

  Autore: Ornella Senatore
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Claudio Nigro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 364

I “distretti industriali” sono da tempo argomento trattato da ricercatori e studiosi (tra cui, ad esempio, Becattini, Varaldo e Viesti), enti ed istituti di ricerca; questo lavoro individua il distretto industriale in Italia come modello di riferimento per la promozione dello sviluppo locale. La prospettiva di studio è duplice: da una parte l’attenzione prestata al fenomeno puramente economico di comunità territoriali, di imprese e di persone nel sistema industriale italiano capaci di competere e di affermarsi sui mercati mondiali; dall’altra l’interesse per le politiche economiche che accompagnano questo processo di crescita. In Italia, come d’altra parte in tanti paesi con una lunga tradizione industriale, molte produzioni hanno, da tempi più o meno lontani, una o più collocazioni geografiche ben precise in conseguenza di disponibilità localizzate delle materie prime, di un continuo sviluppo e perfezionamento di antiche tecniche artigianali tramandate, infine, di scelte operative legate in parte anche alla concorrenza tra diversi produttori ovvero alla decisione di indirizzarsi verso un mercato più ristretto e selettivo, ma anche più redditizio. È stato così che alcune produzioni si sono concentrate in una o più aree ben determinate, tanto che città come Arezzo, Caserta, Valenza e Vicenza sono strettamente associate all’oreficeria, la Brianza all’industria del mobile, Fabriano a quella cartaria, Napoli e il napoletano alla fabbricazione di guanti in pelle, Nocera Inferiore all’ industria agroalimentare, e così via. In tempi più recenti, le numerose PMI ubicate in queste aree hanno scoperto che, di fronte all’aumento delle produzioni di massa e all’affermazione della grande distribuzione commerciale, era per loro sempre più difficile (e costoso) anche solo seguitare a farsi “vedere” dai clienti tradizionali e a conservare nicchie di mercato sufficientemente ampie e capaci di assorbire i loro prodotti. Per superare questi problemi è perciò risultata vincente la scelta di costituirsi in distretti industriali, laddove tale decisione sia realmente operativa.La normativa ha però attribuito ai “consorzi di impresa” - eventualmente presenti all'interno del distretto - facoltà di accedere ai finanziamenti concessi dal “Comitato di Distretto”, ne consegue, quindi un’implicita indicazione sulla tipologia di forma associativa adottabile, ma non un esplicito intervento normativo.Dunque in questo lavoro si parla proprio del distretto N° 7 di Nocera – Gragnano, che si distingue tra i vari distretti della Regione Campania sia per l’importanza rivestita dall’industria agroalimentare, sia per il rilevante ruolo che riveste il Consorzio Agrofuturo s.c.a.r.l. La società Consortile Agrofuturo è stata costituita il 19 ottobre 2000 e raggruppa, ad oggi oltre 200 aziende della filiera agro industriale. Essa ha presentato un Contratto di Programma- coinvolgendo un gruppo di 37 tra le aziende socie – che il CIPE ha approvato con un investimento complessivo di circa 118 milioni di euro, e che avrà un impatto occupazionale di circa 500 unità lavorative. Il progetto, definito sulla base di un processo di concentrazione sta evidenziando il suo positivo impatto per la riqualificazione , e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, oltre che la ricerca e la formazione dei profili professionali. L’azione svolta, proietta il Consorzio come attore significativo del territorio, tanto che la delibera CIPE evidenzia: “Agrofuturo si pone come strumento essenziale di riqualificazione della filiera agroindustriale nella sua interezza, determinando positive ricadute sull’occupazione e sul reddito dell’area interessata”. L’impegno e la responsabilità diretta degli operatori privati nella gestione di uno strumento complesso di programmazione negoziata, sta contribuendo in maniera decisiva a rafforzare le sinergie e le collaborazioni tra enti locali e soggetti privati, attuando quelle pratiche di concertazione su fatti concreti e con risultati tangibili.Il Consorzio Agrofuturo diventa l’espressione coordina di un insieme di fattori combinato (geografici, sociali, culturali, professionali, economici) e costituisce l’ambito di realizzazione di vantaggi competitivi su scala distrettuale. Il secondo modulo del progetto coinvolge ulteriori 70 aziende, per un investimento di circa 205 milioni di euro ed un ulteriore impatto occupazionale di circa 800 unità lavorative.

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INTRODUZIONE Il fenomeno dell’associazionismo nel mutamento di prospettiva del modello distrettuale italiano. Il caso Agrofuturo a Nocera Inferiore. 1 Nel dibattito suscitato negli ultimi anni sulla rilevanza dei processi di sviluppo endogeno nelle aree economicamente svantaggiate, un ruolo molto importante è stato assegnato ai “sistemi locali”. Il loro contributo alle attività economiche appare infatti rilevante in termini di prodotto interno lordo, di occupazione, e di esportazioni. Fra questi sistemi locali, i più noti sono i “Distretti Industriali”, anche perché si presentano con un’identità forte associata ad elementi del tutto peculiari. In effetti, secondo la scuola italiana di analisi dello sviluppo locale – affermatasi negli anni Settanta per merito principalmente del gruppo di ricerca facente capo a Giacomo Becattini – le caratteristiche principali del concetto di distretto industriale fanno riferimento alla presenza, in un ristretto ambito territoriale: di un insieme di piccole e medie imprese specializzate nelle varie fasi di uno stesso processo produttivo; di una rete stabile di relazioni commerciali esterne; di una ben determinata e condivisa cultura locale; di una rete di istituzioni locali che favoriscono l’interazione fra imprese diverse e una compenetrazione fisiologica tra la vita sociale e quella economica. Tuttavia, nonostante la nuova popolarità di cui godono i distretti industriali, molto rimane ancora da chiarire circa lo loro struttura organizzativa interna, finora piuttosto trascurata dalla letteratura distrettuale che solo recentemente ha dedicato attenzione alle imprese e alle architetture relazionali come unità di indagine.

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