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Le fluttuazioni del ciclo economico e l’impatto sul capitale bancario determinati dall’impianto normativo di Basilea II e Basilea III

La recente crisi finanziaria, che per intensità e durata è stata paragonata alla recessione degli anni ’30 ha generato tra studiosi e autorità il consenso a rivedere l’attuale disciplina prudenziale nota come Basilea II.
A differenza delle altre crisi più recenti, quali quella che ha colpito il Sud-Est asiatico nel 1997 e le altre crisi regionali o nazionali (Russia, Messico e Argentina), l’attuale crisi partita dai mutui subprime, ha caratteristiche del tutto peculiari in quanto non parte ne da un shock esogeno di un paese o una regione che poi si è propagato ad altri sistemi economici, ne legata ad un particolare fenomeno geopolitico o a seguito di un fenomeno naturale particolarmente distruttivo, ma è del tutto endogena al sistema finanziario.
Infatti se tutto questo si è verificato, evidentemente c’è stata una cattiva valutazione dei rischi propri dell’attività finanziaria, sia da parte degli analisti, sia da parte delle autorità di vigilanza. Tutto questo ha avuto risvolti negativi sull’intera economia, minando alla base i rapporti fiduciari che legano le banche tra loro e soprattutto tra datori e prenditori di fondi.
Sotto tutti questi aspetti gioca un ruolo cruciale l’attuale normativa che impone la costituzione di riserve di capitale per far fronte ai rischi a cui è esposta l’attività bancaria.
L’obiettivo principale di questo lavoro è quello di analizzare la prociclicità. Tale fenomeno è già da noto da tempo in letteratura è si basa sull’idea che il sistema finanziario sia intrinsecamente prociclico accentuando così le fluttuazioni del ciclo economico. Più specificamente, nel caso delle banche, la presenza all’interno del sistema bancario di requisiti patrimoniali previsti dall’attuale normativa di Basilea II, fa sì che il fenomeno della prociclicità sia ulteriormente accentuato.
Il Capitolo I analizza l’evoluzione della normativa bancaria, che va dal primo Accordo del 1988, passando per l’Accordo del 2004, fino ad arrivare ai recenti sviluppi che hanno portato a rivedere l’attuale disciplina producendo Basilea III.
Il Capitolo II analizza gli aspetti tecnici di Basilea II evidenziando i rischi dell’attività bancaria e descrivendo i passaggi fondamentali che portano alla costituzione del patrimonio regolamentare, strumento fondamentale a presidio contro eventuali perdite future.
Il Capitolo III rappresenta il cuore di questa lavoro ed espone dettagliatamente il problema della prociclicità. Nella prima parte si analizzano gli aspetti della recente crisi finanziaria alla luce di tale fenomeno e i fattori che determinano la prociclicità. Nella seconda parte invece vengono visti, sulla base di evidenze empiriche ed esercizi di simulazione le implicazioni cicliche di Basilea II dovuti all’introduzione dei requisiti patrimoniali basati sul rischio e la relazione tra i sistemi di rating previsti dall’attuale normativa e la prociclicità. In ultimo vengono esposti alcuni rimedi a tale fenomeno emergenti dall’attuale dibattito dando vita al Nuovo Accordo noto come Basilea III.

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Introduzione La recente crisi finanziaria, che per intensità e durata è stata paragonata alla recessione degli anni ’30, ha generato tra studiosi e autorità il consenso a rivedere l’attuale disciplina prudenziale nota come Basilea II. A differenza delle altre crisi più recenti, quali quella che ha colpito il Sud-Est asiatico nel 1997 e le altre crisi regionali o nazionali (Russia, Messico e Argentina), l’attuale crisi partita dai mutui subprime, ha caratteristiche del tutto peculiari in quanto non parte ne da un shock esogeno di un paese o una regione che poi si è propagato ad altri sistemi economici, ne legata ad un particolare fenomeno geopolitico o a seguito di un fenomeno naturale particolarmente distruttivo, ma è del tutto endogena al sistema finanziario. Infatti se tutto questo si è verificato, evidentemente c’è stata una cattiva valutazione dei rischi propri dell’attività finanziaria, sia da parte degli analisti, sia da parte delle autorità di vigilanza. Ciò ha avuto risvolti negativi sull’intera economia, minando alla base i rapporti fiduciari che legano le banche tra loro, soprattutto tra datori e prenditori di fondi. Sotto tutti questi aspetti gioca un ruolo cruciale l’attuale normativa che impone la costituzione di riserve di capitale per far fronte ai rischi a cui è esposta l’attività bancaria. L’obiettivo principale di questo lavoro è quello di analizzare la prociclicità. Tale fenomeno è già da noto da tempo in letteratura è si basa sull’idea che il sistema finanziario sia intrinsecamente prociclico accentuando così le fluttuazioni del ciclo economico. Più specificamente, nel caso delle banche, la presenza all’interno del sistema bancario di requisiti patrimoniali previsti dall’attuale normativa di Basilea II, fa sì che tale fenomeno sia ulteriormente accentuato. Il Capitolo I analizza l’evoluzione della normativa sui requisiti patrimoniali, che va dal primo Accordo del 1988, passando per l’Accordo del 2004, fino ad arrivare ai recenti sviluppi che hanno portato a rivedere l’attuale disciplina producendo Basilea III. Il Capitolo II analizza gli aspetti tecnici di Basilea II evidenziando i rischi dell’attività bancaria e descrivendo i passaggi fondamentali che portano alla costituzione del patrimonio regolamentare, strumento fondamentale a presidio contro eventuali perdite future, sia attese che inattese. Il Capitolo III rappresenta il cuore di questa lavoro ed espone dettagliatamente il problema della prociclicità. Nella prima parte si analizzano gli aspetti della recente crisi finanziaria alla luce di tale fenomeno e i fattori che determinano la prociclicità del sistema 1

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Ragusi Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4022 click dal 20/01/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.