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Profili costituzionali del diritto di satira

In un paese democratico, dove la sovranità appartiene al popolo, la libertà di pensiero è un diritto necessario, non compromettibile, e deve essere esercitato da chiunque sia in grado di apportare un contributo, seppur minimo, alla società. La democrazia deve generare cultura, sapere, conoscenza, e nessuno, ovviamente con i suoi limiti e con le sue virtù, può dispensarsi dal moto democratico, tutti devono partecipare. Tale compartecipazione, alle sorti della cosa pubblica, deve avvenire nel modo più ampio e immediato possibile, richiede stimoli che inducano ad avere una coscienza politica, sociale, un’idea del mondo. E la satira, secondo me è l’arma più immediata a tale scopo. Infatti, l’uomo comune, per sua indole, forse perché fondamentalmente ipocrita o semplicemente per pigrizia, si pone alle volte dei muri mentali, delle barriere concettuali che lo dissuadono dal cogliere, analizzare e far propri tutti quei messaggi che il resto della società tende a far circolare. Si pensi ad esempio, quante volte c’è capitato in prima persona, magari a tavola con la famiglia o anche da soli, di cambiare canale in tv perché magari stavano trasmettendo notizie di cronaca nera, scandali politici, disastri ambientali, guerre ecc, tutte circostanze negative che, forse per autodifesa, tendiamo a tenere il più lontano possibile dalla nostra vita sociale, familiare, lavorativa, come se ci dovessimo difendere da qualche minaccia.
La satira rappresenta l’essenza della manifestazione del pensiero ex art. 21 Cost., perché non mira “solo” a far circolare mere informazioni, ma comunica pensieri, riflessioni, sconcerto, indignazione, biasimo. ci costringe ad attenzionare il problema, a vedere un evento, o anche una persona, sotto una luce differente, ci induce al confronto.

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4 INTRODUZIONE La libera manifestazione del pensiero fu sancita e riconosciuta solennemente per la prima volta a partire dalla Dichiarazione francese dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789. Si ritiene che, fra tutte le libertà garantite dalla Costituzione, il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero sia fondamentale. In effetti, non servirebbe a molto riconoscere e tutelare una serie di libertà (tra le quali quella personale, di domicilio, di riunione, di associazione, di religione ed ecc.), se non si riconoscesse al contempo, e a tutti i cittadini, il diritto di esprimere giudizi e valutazioni. Principio questo, riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale che, con una celebre sentenza del 1969 volta a inquadrare il ruolo di tale libertà nell’istituzione repubblicana, la definì come la “pietra angolare dell’ordine democratico”. Nonostante la libertà di espressione sia stata affermata e “scoperta” già dal pensiero greco, bisogna prendere atto che, tale libertà, ha acquisito riconoscimento e garanzia giuridica solo con le moderne ideologie liberiste e costituzional-democratiche. In Inghilterra, ad esempio, il Bill of rights del 1689 la riconosceva, limitandosi, però, ad affermare la solo libertà di parola in Parlamento. Mentre nel 1789, come frutto della rivoluzione francese, l'art. 11 sanciva che; “la libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti fondamentali dell’uomo (…) salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge”. Infine nel 1791 fu approvato negli Stati Uniti d’America il primo emendamento alla Costituzione il quale, tutt'oggi stabilisce che: Il Congresso non potrà fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione o per proibirne il libero culto; o per limitare la libertà di parola o di stampa; o il diritto che hanno i cittadini di riunirsi in forma pacifica o di inoltrare petizioni al Governo per la riparazione dei torti subiti”. La libertà di espressione, da come si evince da questi semplici rinvii normativi, fa ormai parte della rosa dei diritti

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Paolo Sarcià Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.