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La ricerca del consenso. Mussolini e la propaganda politica

In che modo Mussolini è riuscito a garantirsi per vent’anni un vasto consenso popolare? Può una sanguinosa dittatura mostrarsi come un complesso Stato corporativo, nel quale il governo è paternamente vicino alla popolazione, o come una nuova religione laica che riempie d’orgoglio nazionalista e unitario un intero paese? Quanto e come hanno inciso i mezzi di comunicazione di massa nella percezione che il popolo ha avuto del proprio sistema politico? Questi i principali interrogativi che mi hanno entusiasmato nell’intraprendere questa tesi sul consenso e sulla rappresentazione del regime fascista in Italia.

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1 Introduzione Il 28 ottobre 1922 circa cinquantamila camicie nere entrarono prepotentemente nella capitale per forzare il sovrano ad affidare il nuovo governo a Mussolini. La Marcia su Roma proseguì senza incontrare resistenza da parte delle forze dell’ordine o dell’esercito, per volere del re Vittorio Emanuele III, il quale rifiutò di firmare il decreto di stato d’assedio per difendere la città, spianando quindi la strada all’avvento del fascismo. L’intervento dell’esercito e di pochi carabinieri sarebbe stato sufficiente a fare sì che l’irruzione delle squadre fasciste potesse essere facilmente stroncata. Ciò che mancava quindi non erano i mezzi, ma la volontà. L’atteggiamento del sovrano, che non ordinò di intervenire, mirò ad impedire un ulteriore bagno di sangue che avrebbe indotto il paese ad un’altra guerra civile. Il sovrano si piegò così, di fronte alla minaccia dei fascisti, e Mussolini venne nominato presidente del consiglio, prendendo legalmente un potere che avrebbe mantenuto dispoticamente fino al 1943 1 . Ma in che modo Mussolini è riuscito a garantirsi per vent’anni un vasto consenso popolare? Può una sanguinosa dittatura mostrarsi come un complesso Stato corporativo, nel quale il governo è paternamente vicino alla popolazione, o come una nuova religione laica che riempie d’orgoglio nazionalista e unitario un intero paese? Quanto e come hanno inciso i mezzi di comunicazione di massa nella percezione che il popolo ha avuto del proprio sistema politico? Molti sono stati gli interrogativi che mi hanno entusiasmato nell’intraprendere questa tesi sul consenso e sulla rappresentazione del regime fascista in Italia. Appena giunto al potere, conscio d’averlo conquistato grazie ad una mossa 1 Sulla storia del fascismo, cfr. S. Lupo, Il fascismo: la poltica in un regime totalitario, Roma, 2000; O. Malagodi, F. Cammarano (a cura di), Il regime liberale e l’avvento del fascismo, Catanzaro, 2005; M. Palla, Mussolini e il fascismo, Firenze, 1993; e A. Petacco, Storia del fascismo, Roma, 1981.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Silvia Leonzi Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.