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Il volto insidioso del Mobbing

Informazioni tesi

  Autore: Loredana Renaudo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politica ed Economia
  Relatore: Alessandro Ciatti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

Di Mobbing, ovvero di soprusi e persecuzioni a danno dei lavoratori, si parla poco in Italia e questo nonostante già nel 2001 l’Unione Europea abbia invitato gli Stati membri ad adottare o adeguare la propria legislazione in materia.
Lo stesso relatore della Tesi ha detto all'autrice che forse ciò accade perché, in questo momento di crisi, ci sono problemi più importanti.
Ma è davvero così?
Gli studi svolti sul fenomeno hanno dimostrato che il Mobbing è una patologia dell’organizzazione del lavoro davuta ad incongruenza delle scelte nell’ambito lavorativo e disfunzione dell’organizzazione del lavoro. Dunque il Mobbing non solo è una conseguenza della crisi ma ne è, al tempo stesso, una causa. Guardare ed affrontare il fenomeno significa calarsi nella realtà delle cose, significa avere uno sguardo aperto, a 360 gradi e questo in un sistema di cose che è sempre più interconnesso.
L’autrice, con questa Tesi, ha voluto affrontare un problema che tocca da vicino, seppur non tutti, molti lavoratori e che parla di un'economia in affanno, di un ambiente lavorativo che uccide la produttività e l’efficienza per cause che nascono dall’incapacità di gestire in modo positivo il potere, da un sistema spesso clientelare, anti meritocratico, nepotista, gerontocratico.
In un mercato del lavoro sempre più in difficoltà questo tema non potrà essere ignorato ancora per molto perché esso non riguarda solo la tutela ed i diritti del lavoratore ma la sopravvivenza stessa dell’economia e della competitività di un Paese.
Un altro capitolo si apre se si affronta il risarcimento dei danni da Mobbing, che sono spesso di tipo non patrimoniale. Anche su questo piano emergono una serie di problematiche su cui andrebbe attuata una seria riflessione. Sono quelle relative alla quantificazione del danno che, essendo di per sè stesso slegato dalla perdita di denaro ma relativo alla sfera della dignità, della serenità ed alla psiche della vittima , il Giudice , per la sua definizione, effettua una valutazione equitativa.
Analizzando gli esigui risarcimenti concessi per danni non patrimoniali ci si accorge di quanto ancora in questa società e cultura siano sottovaluti.
Forse sarebbe il caso di chiederci se davvero sia più importante il denaro che la persona, se nel 2012 non sia arrivato il momento di fare un salto di civiltà.

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4 Il fenomeno sociale del Mobbing Premessa Negli ultimi dieci anni il termine Mobbing, parola con la quale si indica una situazione di soprusi, vessazioni e persecuzioni psicologiche nel mondo del lavoro, è entrato sempre più nel nostro vocabolario. Questo fenomeno è attuato attraverso azioni subdole, spesso coperte dall’omertà ed è, di conseguenza, molto difficile da sconfiggere e da dimostrare. Certamente conoscerlo ed essere informati sui mezzi idonei per affrontarlo e combatterlo può aiutarci a vincerlo. Anche in Italia da parte della giurisprudenza è maturata la consapevolezza teorica che “l’ambiente di lavoro non è fonte di rischio e pericolosità solo per l’integrità fisica del lavoratore ma anche del diritto alla salute nella sua accezione più ampia, comprendente tutti gli aspetti esistenziali della dimensione uomo”. 1 Prima di apprendere quali strumenti giudiziari ci possono venire incontro a tal fine, occorre precisare che la lotta al Mobbing passa anche attraverso il sostegno dei sindacati e di altre organizzazioni, osservatori ed associazioni, nate in Italia negli ultimi anni. Primogenita è l’Associazione “Prima” di Bologna che, oltre a sostenere ed offrire consulenze specifiche in tema di Mobbing, organizza corsi di formazione per imparare a difendersi. Secondo una recente ricerca del gruppo Doxa per Manageritalia su un campione di 750 persone, tre italiani su quattro ritengono che le nuove tecnologie possano favorire la diffusione del Mobbing, invero le maldicenze e le umiliazioni trovano, in internet, un luogo per la loro più ampia diffusione. C’è da dire, per altro verso, che ciò può recare in sé anche un vantaggio per il mobbizzato, fornendo a questo una più facile dimostrazione del fatto illecito che è così palesato pubblicamente e per iscritto. Il fenomeno delle molestie psicologiche non è ristretto, tuttavia, soltanto agli ambienti di lavoro ma si può ritrovare nella scuola, in famiglia, nelle forze armate, nello sport o in altre eventuali aggregazioni sociali. Da segnalare la sentenza di condanna per Mobbing famigliare inferta nel 2000 ad uno dei coniugi dalla Corte d’Appello di Torino. 2 In ultimo il recente Giudizio del Magistrato di Sorveglianza di Lecce che ha riconosciuto il risarcimento per danno esistenziale, invocando la fattispecie di Mobbing, per un detenuto extracomunitario a fronte della condizione inumana e degradante subita durante la detenzione nella struttura carceraria. Le conseguenze nefaste di questi comportamenti illeciti, oltre a distruggere psicologicamente la personalità degli individui che ne sono colpiti (definiti mobbizzati), la propria autostima, le potenzialità, la famiglia e le relazioni sociali, spesso portano agli interessati altresì danni psico-fisici particolarmente gravi. Gli effetti deleteri del Mobbing non si fermano al singolo, anche l’azienda paga caro il fenomeno in termini di calo della produttività e, oltre a ciò, la stessa società dovrà far fronte a maggiori costi di cui si farà carico attraverso il servizio socio sanitario nazionale. Secondo la psicoterapeuta francese Marie-France Hirigoyen, in un libro che ha venduto in soli 4 mesi ben sessantamila copie, il carnefice è un narcisista perverso, cioè una persona che sviluppa un piacere appagante nel ferire e nell’aggredire, uno psicotico senza sintomi, che trova il suo equilibrio scaricando su di un altro il dolore che non è capace di sentire e le contraddizioni interne che rifiuta di prendere in considerazione: questo transfert del dolore gli permette di valorizzarsi a spese dell’altro. 1 M. Pedrazzoli “Lesioni di beni e risarcibilità del danno” Gior. Dir. Lav 1995 2 Sent. della Corte d’Appello di Torino del 21 febbraio 2000

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