Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'indennità di mobilità

Il sistema italiano prevede, per mezzo di ammortizzatori sociali, diversi tipi di tutela per i lavoratori, in caso di disoccupazione e successiva perdita del posto di lavoro.
Attraverso un’analisi generale sugli ammortizzatori, si giungerà poi, nel capitolo 2, ad inquadrarne uno in particolare: l’ indennità di mobilità (IM).
Si prendono in considerazione i beneficiari, in altre parole i lavoratori, ma anche le aziende e i datori di lavoro. Per questi ultimi, nel capitolo 4, si distinguono le aziende che licenziano dalle aziende che assumono i lavoratori in mobilità, per i quali sono previsti precisi incentivi.
Nel capitolo 5 , vi è un’analisi sull’intero sistema statale.
Nell’ultimo capitolo si prende in considerazione l’Europa in merito di tutela lavorativa, anche attraverso la Strategia di Lisbona, la quale poneva importanti obiettivi, tra i quali quello di porsi il traguardo di un’economia dinamica e competitiva in una società coesa.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Il sistema italiano prevede, per mezzo di ammortizzatori sociali, diversi tipi di tutela per i lavoratori, in caso di disoccupazione e successiva perdita del posto di lavoro. Attraverso un’analisi generale sugli ammortizzatori, si giungerà poi, nel capitolo 2, ad inquadrarne uno in particolare: l’ indennità di mobilità (IM). L’IM ha attraversato varie fasi, cominciate sin dagli anni’70 – ’80. I beneficiari dell’indennità devono avere requisiti particolari, infatti, anche in base all’età e alla posizione geografia, innanzitutto, si distinguono vari tempi di durata, che vanno da un minimo di 12 mesi ad un massimo di 36, prolungabili in particolari casi (mobilità lunga). L’intero lavoro è svolto in modo generale toccando tutti i possibili punti che riguardano l’indennità di mobilità. Si prendono in considerazione i beneficiari, in altre parole i lavoratori, ma anche le aziende e i datori di lavoro. Per questi ultimi, nel capitolo 4, si distinguono le aziende che licenziano dalle aziende che assumono i lavoratori in mobilità, per i quali sono previsti precisi incentivi. Nel capitolo 5 , vi è un’analisi sull’intero sistema statale. Quest’analisi si focalizza soprattutto sulle regioni, e in particolare sulla regione Veneto. Un paragrafo è poi dedicato all’INPS (istituto nazionale per la previdenza sociale), ente previdenziale fondamentale per l’intero sistema degli ammortizzatori, sia dalla parte del datore di lavoro che per il lavoratore. Si esce poi dallo Stato Italiano, nell’ultimo capitolo, dove si prende in considerazione l’Europa in merito di tutela lavorativa, anche attraverso la Strategia di Lisbona, la quale poneva importanti obiettivi, tra i quali quello di porsi il traguardo di un’economia dinamica e competitiva in una società coesa. Infine, si descrive un fenomeno nuovo per l’andamento lavorativo: il flexicurity termine utilizzato per indicare il bisogno di sicurezza che

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alice Fogo Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 940 click dal 09/03/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.