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Analisi Linguistica Comparativa di un Corpus bilingue: i Contratti di Prestito delle Opere d'Arte Italiani e Tedeschi a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Annapaola Agovino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Libera Università degli Studi San Pio V di Roma
  Facoltà: Interpretariato e Traduzione
  Corso: Interpretariato di conferenza
  Relatore: Fabio Proia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

Il presente lavoro si propone di analizzare una particolare tipologia testuale appartenente al dominio giuridico, il contratto di prestito delle opere d’arte, utilizzato in occasione della mobilitazione di beni culturali. La scelta è ricaduta, dapprima, sul contratto come tipo di testo in generale, in virtù delle sue caratteristiche poco dibattute e della curiosità che esso suscita in qualità di testo ibrido sul piano della sua classificazione testuale. Dopo aver identificato il contratto come oggetto su cui operare un’analisi linguistica, si è passati alla valutazione di una disciplina in particolare da approfondire che fosse regolata da una forma contrattuale. Pertanto, si è giunti alla disciplina dei beni e delle attività culturali ossia, nello specifico, al prestito di opere tra istituzioni e/o tra privati.
Tale approccio è stato decisivo per l’approfondimento di una disciplina, composta a sua volta da vari sotto-ambiti, come la movimentazione dei beni culturali; infatti essa risulta, senza dubbio, nota a molti come il prodotto organizzativo di un gruppo di lavoro, fruibile ad una comunità disparata di visitatori che intendono godersi un’esposizione artistica, ignari delle più approfondite dinamiche organizzative interne come gli ambiti specialistici ben noti invece agli addetti ai lavori.
Nel corso del presente lavoro si è avuto modo di toccare con mano sia gli aspetti culturali della movimentazione di opere d’arte, sia gli aspetti redazionali, morfosintattici e stilistici racchiusi in una tipologia testuale dal profilo peculiare che allude, sovente, ad un linguaggio impreciso ma ricco di fraseologia tipica del linguaggio giuridico.
In aggiunta ai motivi ispiratori alla base del presente lavoro si rende nota, altresì, la metodologia adottata durante la fase di analisi. Accanto alla raccolta testi si è proceduto con il metodo di analisi macro e microlinguistica, attraverso l’ausilio informatico del software MiniConcordancer v. 07, strumento valido soprattutto per l’analisi microlinguistica sviluppata nel terzo capitolo.
La struttura della tesi è stata organizzata secondo un metodo di ripartizione in quattro capitoli.
Il primo tratta la movimentazione delle opere d’arte come attività complessa da un punto di vista legislativo e organizzativo. Si evidenziano gli aspetti di tutela e di conservazione del bene come punti di maggior interesse sul restante iter procedurale. Inoltre, si pone in risalto l’importanza del lavoro in team e di una considerevole precisione metodologica necessaria alla riuscita della movimentazione delle opere d’arte (e dunque al loro prestito), nel rispetto del bene quale patrimonio culturale per l’umanità.
Il secondo capitolo si apre con alcuni cenni alla linguistica dei corpora, soprattutto in chiave contrastiva alla linguistica tradizionale. Se ne evidenziano i tratti caratteristici nonché le fondamenta teoriche e pratiche che la rendono una disciplina relativamente giovane talvolta ancora molto dibattuta. Si passa a definire brevemente il concetto di corpus e quali siano le sue finalità nell’ambito della didattica, della traduzione, della lessicografia e così via. Si espongono brevemente alcuni casi pratici di applicazione e di ricerca nell’ambito della linguistica dei corpora condotti dal prof. Claudio Fantinuoli presso la Facoltà FTSK (Fachbereich Translations-, Sprach- und Kulturwissenschaft) della Johannes Gutenberg Universität, Magonza, con sede a Germersheim; e delle caratteristiche e funzionalità del software MiniConcordancer v. 07 utilizzato in questa sede a scopi analitici.
Seguita il terzo capitolo, in cui si procede con una selezione di vari fenomeni linguistici selezionati dal punto di vista della linguistica generale che vanno a comporre la macro e la microstruttura del testo in questione. Si affrontano aspetti macrotestuali (evidenziando gli elementi costitutivi del contratto in oggetto), morfosintattici, semantici e grammaticali, nell’intento di fornire al lettore un ampio spettro di interesse nell’ambito della linguistica testuale e pragmatica.
Infine si giunge al quarto capitolo, incentrato su alcune riflessioni conclusive derivanti dall’analisi in sé e dalle teorie traduttive più vicine alla figura del traduttore di contratti. Si avanzano alcune strategie traduttive basate su modelli teorici affermati nel tentativo di definire il concetto di competenza traduttiva applicato alla traduzione dei contratti di prestito delle opere d’arte, capitale per far fronte a problematiche presenti in un testo avente effetti giuridici sulle parti contraenti; fino a giungere al concetto di professionalità che tocca in egual misura sia gli estensori di contratti sia i traduttori.

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6 INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di analizzare una particolare tipologia testuale appartenente al dominio giuridico, il contratto di prestito delle opere d’arte, utilizzato in occasione della mobilitazione di beni culturali. La scelta è ricaduta, dapprima, sul contratto come tipo di testo in generale, in virtù delle sue caratteristiche poco dibattute e della curiosità che esso suscita in qualità di testo ibrido sul piano della sua classificazione testuale. Dopo aver identificato il contratto come oggetto su cui operare un’analisi linguistica, si è passati alla valutazione di una disciplina in particolare da approfondire che fosse regolata da una forma contrattuale. Pertanto, si è giunti alla disciplina dei beni e delle attività culturali ossia, nello specifico, al prestito di opere tra istituzioni e/o tra privati. L’interesse suscitato da questo ambito specialistico nasce anzitutto da un esame mutuato dalla Facoltà di Economia della LUSPIO, “Economia dei Beni e delle Attività Culturali”, sostenuto con il prof. Belvisi. Tale percorso, seppur breve, è stato illuminante e quanto appreso in quella sede si è confermato costruttivo in dirittura di arrivo. Il prof. Belvisi si è mostrato persino nella fase di ricerca del presente lavoro molto disponibile fungendo da ponte di collegamento tra la sottoscritta e il team di restauratori a cui si deve gran parte delle informazioni reperite sul campo. L’oggetto di studio è rappresentato da due corpora di testi, un corpus italiano e uno tedesco, talvolta nella loro mera veste di modello standard da compilare, adattare oppure modificare all’occorrenza, talvolta come contratto adottato nella pratica reale. I testi sono stati raccolti, in un primo momento, interrogando siti web specializzati e in seconda fase, si è pensato di studiare i vari profili museali con l’obiettivo di inoltrare richieste di contratti a personale debitamente preposto. Tale approccio è stato decisivo per l’approfondimento di una disciplina, composta a sua volta da vari sotto-ambiti, come la movimentazione dei beni culturali; infatti essa risulta, senza dubbio, nota a molti come il prodotto organizzativo di un gruppo di lavoro, fruibile ad una comunità disparata di visitatori che intendono godersi un’esposizione artistica, ignari delle più approfondite dinamiche organizzative interne come gli ambiti specialistici ben noti invece agli addetti ai lavori. A beneficio della riuscita del presente lavoro, si è presentata inoltre l’occasione di stabilire un

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