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L'uranio impoverito in ambito militare: effetti sulla salute

Informazioni tesi

  Autore: Giovanna Lombardo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Cassino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze del servizio sociale
  Relatore: Maria Ferrara
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

Iil mio lavoro vuol'essere un contributo contro le reticenze e le omissioni legate all'uso dell'uranio impoverito nei teatri di guerra al fine di analizzare e verificare i problemi sanitari ed ambientali direttamente correlati. Quello che gli americani chiamano “il metallo del disonore” è l’uranio impoverito, un metallo residuale di reazioni nucleari, debolmente radioattivo e chimicamente tossico. La Sindrome dei Balcani è il nome attribuito ai quasi 90.000 soldati che si sono ammalati dopo aver partecipato alle operazioni di pace in Bosnia e Kosovo. Questo lavoro non vuole essere esaustivo, poiché si basa essenzialmente sul decennio 1990-2000, ma vuole fornire un quadro generale dell’uranio impoverito, seppur in assenza di ricerche e statistiche dettagliate.

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6 CAPITOLO PRIMO IL “METALLO DEL DISONORE”, L’URANIO IMPOVERITO 1.1 L’URANIO NATURALE L’ Uranio è l’elemento chimico che occupa la posizione numero 92 della tavola degli elementi atomici. Ha la stessa età della Terra, ma fu scoperto solo nel 1789 dal chimico tedesco Klaphrot mentre esaminava la Pechblenda, un minerale originario della Sassonia. Fu così denominato in onore della scoperta del pianeta Urano avvenuta otto anni prima. Nel 1896 il fisico francese Becquerel scoprì per primo il fenomeno della radioattività dell’uranio; da questa importante scoperta prese avvio lo studio sistematico della trasformazione spontanea dei nuclei. Tuttavia solo dopo la scoperta della fissione da parte di Hahn e Meitner nel 1939, questo elemento acquistò importanza commerciale. I suoi minerali, che in un primo tempo vennero usati come fonte di radio e in piccole quantità per colorare vetri e ceramiche, successivamente trovarono impiego come combustibile nucleare per la produzione di energia attraverso processi di fissione nucleare per opera di neutroni termici, in modo controllato nei reattori nucleari e in modo non controllato nelle bombe nucleari. Difatti, sono state realizzate sia la bomba atomica (la fissione istantanea dell’uranio), sia le pile atomiche, (la fissione controllata dell’uranio).

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Parole chiave

operazioni di pace
soldati
polveri sottili
uranio
ui
militari italiani
metallo del disonore
tumore polmone
patologie neoplastiche
commissione mandelli

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