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La legge Gasparri. Digitale terrestre ed altre innovazioni.

Dai primi anni ’50 ai giorni nostri la televisione ha avuto la capacità di diventare lo strumento che più di tutti gli altri ha modificato la vita dell’uomo. Essa stessa si è modificata, adattandosi anche all’uomo stesso, diventando attualmente uno degli apparecchi tecnologici più utilizzati in assoluto. Probabilmente gli odierni obiettivi della televisione, obiettivi puramente commerciali e strategici, si discostano parecchio da quelle che erano le finalità per cui la televisione nacque. In modo particolare la prima TV italiana voleva perseguire le indicazioni che nel 1929, ai tempi della sola radio, la British Broadcasting Corporation (BBC) aveva scelto come modello per le sue produzioni: istruire, informare, intrattenere. Una mission pedagogica, educativa e sociale, perseguita attuando scelte coerenti nella costruzione del “palinsesto” . Con il passare degli anni la televisione, e in modo particolare quella italiana, si è trasformata, non solo per il genere di programmi offerti, ma soprattutto è cambiato il modo in cui i contenuti arrivano al telespettatore. Si è partiti dal monopolio della RAI, si è passati per gli anni ’80 con la nascita dell’impero televisivo di Silvio Berlusconi, si è arrivati a parlare di pay-TV, modello per il quale è necessario pagare per vedere determinati programmi, e si è giunti ai giorni nostri, giorni in cui viviamo quella che è stata ribattezzata come “rivoluzione digitale”. Ma sono stati i moderni sistemi di telecomunicazione, frutto della rivoluzione digitale, a dare agli elaborati moderni la facoltà di trasmettere le informazioni prodotte per tutto il mondo.
Quasi tutti gli operatori di telecomunicazione hanno già abbandonato il trasporto della voce su sistemi analogici, perché il digitale garantisce maggiore efficienza e consente di ridurre i costi . Infatti, proprio la piattaforma digitale terrestre è il presente, nonché l’ambizioso futuro della televisione, non solo italiana, ma a livello europeo e globale. Per giungere però a parlare di televisione digitale è necessario analizzare quelli che sono stati gli interventi giuridici e legali che hanno modificato la gestione della TV italiana, cioè i più importanti provvedimenti in materia radio-televisiva che ne hanno disciplinato il mercato. Non poche infatti sono state le azioni che hanno permesso, negato, o modificato la possibilità di entrare nell’imponente mercato televisivo. Ma volendo approfondire la questione riguardante la piattaforma digitale terrestre è necessario concentrarsi sulla legge che più di tutte le altre ha rovesciato le idee del mercato televisivo: la legge 112/2004, meglio conosciuta come legge Gasparri, e ci sarà modo e spazio per parlare di questo, nonché di altre innovazioni introdotte dalla legge. Tutto questo volto ad un unico obiettivo finale: il totale spostamento delle trasmissioni televisive sulla piattaforma digitale terrestre, a discapito della trasmissione via etere, che ormai viaggia spedita verso la propria fine, o meglio verso lo switch-off della televisione analogica.

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10 CAPITOLO 1. IL DIGITALE TERRESTRE 1.1 La televisione digitale terrestre NØ cavo nØ satellite. Potrebbe essere promossa con questo slogan la Televisione Digitale Terrestre (in breve, mediando dalla definizione in inglese, DTT) 7 . La televisione digitale terrestre, o meglio la Digital Terrestrial Television, è la realtà che pian piano si sta consolidando, in Italia così come in tutta Europa. Va subito specificato che, se fino a qualche anno fa quella digitale poteva essere solo una semplice scelta, in luogo magari della TV satellitare, ad oggi per molti, e molto presto per la restante parte, sarà una scelta obbligata. E’ ormai prossimo lo spegnimento di tutti i ripetitori che permettevano la visione dell’ormai vecchia TV analogica, o via etere, per lasciare spazio unicamente alla televisione digitale. Quest’ultima intesa come offerta gratuita, perchØ altri servizi, come ad esempio quelli di natura satellitare, esistono da diverso tempo, ma necessitano di un abbonamento non gratuito per poter usufruire di detti servizi. Siamo in un momento di passaggio epocale per la televisione. I governi di tutto il mondo credono a tal punto nel potere dirompente e trainante delle nuove tecnologie digitali tanto da aver progressivamente posticipato il momento in cui avverrà lo spegnimento della TV analogica, in modo da sincronizzarlo con la 7 R. CINQUINI, Giornalista TV. Manuale di istruzioni per fare la televisione che informa, Milano, Ulrico Hoepli Editore, 2003, pag. 116.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Vito Volonnino Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.