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La crisi 2007 e la politica monetaria: analisi e proposte

In questa tesi vengono affrontate le cause che hanno portato allo sviluppo della crisi cominciata nel 2007 negli Usa, anche in relazione alle politiche monetarie macroeconomiche. La parte centrale del lavoro è focalizzata sull’esposizione delle diverse opinioni dei principali economisti statunitensi e sulla valutazione delle cause e delle loro ipotesi di soluzione della crisi.
Nel primo capitolo vengono esposti i dati della crisi, attraverso l’ausilio di grafici e tabelle riguardanti i principali indicatori dell’economia, che permettono un’immediata comprensione di ciò che è successo negli ultimi anni; il secondo capitolo esamina il pa-ragone tra la crisi cominciata nel 2007 e la crisi avvenuta nel 1929 negli Stati Uniti, e il raffronto anche con importanti crisi di altri paesi del mondo.
Il terzo capitolo si occupa delle cause della crisi, anche attraverso le opinioni degli economisti, per conoscere i motivi di fondo che hanno portato alla crisi finanziaria; il quarto capitolo è incentrato sulle politiche messe in atto, subito dopo lo scoppio della crisi, dalle principali banche centrali del mondo per far fronte ad una situazione ecce-zionale, con un raffronto tra Stati Uniti ed Europa.
Nel quinto ed ultimo capitolo vengono riportate le soluzioni proposte per gli anni a venire da alcuni economisti per una risoluzione della crisi, e il capitolo si conclude con uno sguardo al futuro, in particolare gli effetti che una crisi finanziaria può causare sul debito pubblico di una nazione, con la possibilità dello sviluppo di una crisi del debito.

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INTRODUZIONE La crisi economica e finanziaria iniziata negli Stati Uniti nell’agosto del 2007, che ha raggiunto dimensioni globali nell’autunno del 2008, si è da subito mostrata come una delle crisi più violente, per intensità e potenziale durata, dagli anni ’30 ad oggi. In particolare, il Pil degli Stati Uniti è sceso del 2 % sotto il normale trend di crescita alla fine del 2007, fino ad arrivare a quasi il 10 % sotto il trend alla fine del 2009. Nello stesso periodo i disoccupati sono aumentati di 7 milioni, arrivando a 14,5 mi - lioni, con un incremento del 47,5 %, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato dal 5 % al 9,4 %. Altro importante indicatore è il rapporto tra gli occupati e la popolazione che nel pri - mo anno della crisi è sceso dal 62,7 % al 59,7 %. Con lo scoppio della crisi diverse imprese, tra cui moltissime banche, hanno dovuto far fronte a perdite notevoli che in alcuni casi hanno portato alla bancarotta, e gli indici borsistici di tutto il mondo hanno subito flessioni notevoli. Tale sconvolgimento nei mercati parte da uno scenario nel quale i prezzi degli immo - bili negli Stati Uniti erano aumentati considerevolmente, e nel contempo era aumentato il rischio sui nuovi mutui, a causa della recente introduzione dei mutui sub-prime, pro - dotti finanziari rischiosi perché concessi a debitori con bassi rating di credito, i quali, a causa di ciò, non avrebbero avuto possibilità di contrarre un mutuo standard. Questo ha causato un conseguente aumento esponenziale di insolvenze, che sono sta - te la causa scatenante dell’instabilità economica e finanziaria. Ma la crisi legata ai mutui sub-prime deve essere vista in un ottica di più ampia por - tata, in quanto l’instabilità finanziaria, derivante dalle insolvenze dei mutuatari, ha reso palesi gli errori compiuti, ed ha messo in risalto la necessità di un’inversione di rotta nelle politiche monetarie per gli anni a venire. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Antonio Mogavero Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.