Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La coda lunga: box-office e streaming a confronto

Il fenomeno della coda lunga è emerso negli ultimi anni grazie all'esplosione dei mercati digitali. Prodotti un tempo di nicchia, introvabili, sono diventati fonte di guadagno consistente per compagnie come Amazon ed eBay, con i suoi modelli di business basati sul costo pressoché nullo dei bit, e su cataloghi infiniti. Tre le parti di questa breve ricerca: una panoramica sulla coda lunga con numerosi esempi atti a descrivere questo recente fenomeni; una breve introduzione matematico-statistica ed un'analisi econometrica utilizzando il software Gretl e mettendo a confronto la popolarità dei film al box-office statunitense con quelli in un servizio di streaming. Il risultato conferma quanto descritto nella prima parte: i mercati digitali mostrano il fenomeno della coda lunga in tutta la sua potenza.

Mostra/Nascondi contenuto.
- 2 - I. Il fenomeno della coda lunga Da sempre, i colori più quotati per gli elettrodomestici da cucina di uso comune (e.g. forno a microonde, tostapane) sono il bianco, il nero e qualche variazione intermedia come il grigio metallico. Cosa ha portato, quindi, l’arancione mandarino ad essere la più popolare tra le tonalità disponibili del classico frullatore Stand Mixer di KitchenAid 1 ? Semplice, è stato reso disponibile. Fin quando il prodotto occupava spazio sugli scaffali di un negozio di articoli per la casa, colori come il cachi o il blu fiordaliso erano introvabili; troppo particolari, troppa poca gente disposta a comprarli e troppo costosi da tenere in magazzino qualora non avessero venduto. A rotazione, KitchenAid propose ad ogni rivenditore di affiancare uno dei colori inconsueti del catalogo a fianco del bianco e del nero; l’iniziativa ebbe un modesto successo (anche se per qualche strana ragione di marketing, aumentarono le vendite del più rassicurante bianco) ma fu solo quando la società mise in vendita tutte le varietà cromatiche nel negozio online del sito che si rese conto di come gli acquirenti in realtà avessero preferenze meno convenzionali. Il motivo è da ricercarsi nella peculiare struttura dei mercati digitali: poiché i bit hanno un costo troppo a buon mercato per essere misurato (a differenza dello scaffale, valutato per ogni centesimo che può far guadagnare) i cataloghi online sono pressoché smisurati; alcuni onerosi passaggi scompaiono del tutto, per cui il cliente si trova a diretto contatto con l’azienda produttrice, o al più con un intermediario che offre lo spazio virtuale per le operazioni necessarie (si pensi all’App Store di Apple che fornisce lo spazio per i contenuti dedicati alle piattaforme compatibili come l’iPhone); ancora, internet è una rete globale e rappresenta quindi una vetrina irrinunciabile per chiunque voglia espandere il proprio business al di là del raggio locale di cui dispone un negozio in calce e mattoni. Di conseguenza, raggiungendo un maggior numero di persone, aumenta la probabilità di trovare più acquirenti per prodotti dal target particolare e ristretto, i cosiddetti beni di nicchia, i quali rimarrebbero altrimenti sconosciuti, nascosti se non addirittura non prodotti. 1 http://www.kitchenaid.com/flash.cmd?/#/product/KSM150PSER/

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Marco Magnani Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1389 click dal 02/04/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.