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La politica estera della nuova Turchia, Ankara si allontana dall'Europa

Questa Tesi di Laurea triennale ripercorre innanzitutto l’evoluzione della politica estera della Turchia, che dopo la disgregazione dell’Impero Ottomano e la proclamazione della Repubblica di Mustafà Kemal sembrava proiettata verso un lento ma progressivo avvicinamento alle istituzioni comunitarie europee.
Nel corso degli anni, gli stessi paesi occidentali hanno però posto numerosi ostacoli al processo di adesione di Ankara all’Unione Europea, scontratosi inoltre con le problematiche legate alla questione del genocidio degli armeni, della repressione attuata nei confronti della popolazione curda e alla creazione dell’auto-proclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord, scaturita dall’occupazione militare turca della parte nord dell’isola del 1974.

Tali elementi hanno contributo a plasmare la recente emancipazione politica della Turchia nei confronti dell’Europa, e le mosse operate dal partito AKP guidato da Recep Tayyip Erdogan, al governo dal 2002, sembrano confermare questo indirizzo. Nell’ultimo decennio, le attenzioni di Ankara si sono infatti spostate verso Oriente, e in questa Tesi si analizzano le teorie del ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu applicate nei rapporti con i paesi vicini, Siria, Iran e Israele.
Alla luce dei risultati, le prospettive di un riavvicinamento della Turchia all’Unione Europea sembrano oggi piuttosto ridotte, ma le relazioni tra la penisola anatolica e il Vecchio Continente potrebbero addirittura deteriorarsi, a causa dell’accresciuta tensione tra Turchia e Cipro.
Un ulteriore aspetto affrontato in questa Tesi è infatti quello della questione turco-cipriota.
Oltre a cenni storici sulle relazioni tra i due paesi, si analizzano le recenti politiche energetiche della Repubblica di Cipro, ulteriore elemento destabilizzante per il già compromesso rapporto vissuto da Ankara con l’Europa.

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1 INTRODUZIONE Da secoli gli sviluppi geopolitici del Mar Mediterraneo vengono osservati da una prospettiva essenzialmente eurocentrica. Sarebbe tuttavia riduttivo considerare il bacino del mare nostrum come uno spazio esclusivo, riservato alle politiche e alle attività commerciali riguardanti il Vecchio continente. Numerose realtà appartenenti all’area asiatica e al Vicino Oriente cercano infatti di ritagliarsi il proprio spazio in questo scacchiere. In tale contesto, la Turchia figura sicuramente tra gli attori principali. Collocata in un’area geografica di fondamentale importanza per lo sviluppo dei rapporti politici ed economici tra Europa e Asia, la sua posizione a cavallo tra i due continenti le ha conferito un indiscusso ruolo di protagonista nel corso della storia. Basti vedere che, nel corso degli anni in cui l’Impero Ottomano ha vissuto la sua fase di disgregazione, avviata nel 1683 con il fallimento dell’occupazione di Vienna e culminata nel 1923 con la proclamazione della Repubblica di Turchia da parte di Mustafà Kemal Atatürk, la regione anatolica non ha mai cessato di trovarsi al centro delle attenzioni delle maggiori potenze europee. Proprio in seguito alla grande sconfitta riportata sotto le mura della capitale asburgica ebbe inizio la fase discendente dell’Impero Ottomano. Il suo processo di decadimento fu tuttavia lungo, visto che, sebbene i turchi fossero decisamente inferiori agli europei per quanto riguarda i mezzi materiali, avevano dalla loro una lunga esperienza di governo ed erano maestri nell’arte della diplomazia internazionale 1 . La prima nazione a nutrire mire espansionistiche nei confronti dell’Impero fu la Russia, quando lo Zar Pietro il Grande, dopo la sconfitta inflitta agli svedesi nella Battaglia di Poltava del 1709, che aprì alla Russia uno sbocco sul Mar Baltico, rivolse le sue attenzioni verso sud. La volontà espansionistica degli Zar si manifestò palesemente con l’ascesa al trono di Caterina II. Un evento che segnò un’importante svolta nelle alleanze tra le potenze europee, visto che da questo momento in poi l’influenza 1 .P.Price, Storia della Turchia. Dall’Impero alla Repubblica, Rocca S.Casciano, Cappelli, 1958, pp. 77-78.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Lorenzo Lazzerini Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1325 click dal 12/04/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.