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La sottotitolazione audiovisiva dallo spagnolo: problemi teorici e un saggio di traduzione

Tale lavoro ha permesso di evidenziare alcune differenze nelle strategie traduttive per i sottotitoli e per il voice-over: nel primo caso è stata necessaria una rielaborazione del testo di partenza, apportando anche riduzioni e omissioni per non creare sottotitoli troppo lunghi; ma anche nel secondo caso, sorprendentemente, sono state necessarie molte riduzioni, innanzitutto perché una traduzione molto fedele comporta l’utilizzo di parole che nelle due lingue non hanno la stessa lunghezza e dunque che richiedono un tempo di pronuncia diverso, e poi perché, mentre nel caso dei sottotitoli la sincronizzazione è avvenuta con un “click” sul mouse, fermi restando i necessari adattamenti in corso d’opera, nel caso del voice-over, dove la sincronizzazione isocronica è ancora più importante, la necessità di far rientrare la traduzione in tempi molto limitati e di doverla pronunciare, senza “aiuti tecnologici”, ha reso il numero degli adattamenti maggiore; per questo il tempo necessario all’adattamento per il voice-over è stato maggiore, dovendo anche considerare una più attenta sincronizzazione già al momento della traduzione.

Per concludere, possiamo dire che dallo studio svolto è emerso che, anche se a volte si può parlare di intraducibilità e una frase può essere considerata “intraducibile”, questa non sarà mai inadattabile e può essere resa nella lingua d’arrivo in tanti modi diversi, anche allontanandosi di molto da una traduzione letterale, ma trasferendo lo stesso significato e suscitando nel pubblico d’arrivo le stesse reazioni che l’autore voleva suscitare nel pubblico di partenza.

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3 Introduzione Il campo della traduzione audiovisiva è piuttosto vasto e comprende diverse metodologie traduttive che si utilizzano per la traduzione di dialoghi presenti all’interno di un prodotto audiovisivo, ovvero un prodotto polisemiotico, caratterizzato dalla compresenza di due canali attraverso cui viene trasmessa l’informazione: quello acustico e quello visivo. Si parla, quindi, di un vastissimo numero di prodotti, dei tipi più diversi, dai DVD di intrattenimento, ai video che trasmettono importanti eventi in diretta. La traduzione dei dialoghi presenti in questo tipo di materiale è resa necessaria dalla velocità con cui viaggiano tali prodotti in tutto il mondo, soprattutto grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie. L’eterogeneità che caratterizza i prodotti audiovisivi fa sì che ogni tipologia abbia un metodo di traduzione più adeguato ma i metodi più diffusi sono due: doppiaggio e sottotitolazione. In questa sede si porrà l’attenzione sulla sottotitolazione, collocando questa pratica nell’ambito della traduzione audiovisiva e mettendo in luce le strategie che contraddistinguono la traduzione per la sottotitolazione, con uno sguardo alla traduzione per il doppiaggio e il voice-over, nel tentativo di trovare le differenze fondamentali tra queste metodologie, ma soprattutto di evidenziare la caratteristica comune ovvero il fatto che la traduzione è condizionata da vincoli spazio-temporali e dalla presenza dell’immagine; per queste ragioni, viene spesso definita come “adattamento”. La presente tesi si articola in due parti: la prima parte, teorica, comprenderà un primo capitolo introduttivo, dove si illustreranno brevemente tutte le modalità di traduzione audiovisiva soffermandosi sulla sottotitolazione, e sugli sviluppi storici e tecnologici di questa metodologia. Si descriveranno, poi, i vari tipi di sottotitoli, distinguendoli da un punto di vista linguistico: si parlerà, quindi, di sottotitolazione interlinguistica, caratterizzata da un passaggio da una lingua all’altra e da un linguaggio all’altro (dalla forma orale a quella scritta), e di sottotitolazione intralinguistica, rivolta a un pubblico di sordi e sordastri o usata per l’apprendimento di una lingua straniera.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Silvia Giannò Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

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