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L'Estetica e la Poetica Teatrale di Diderot: immagini, idee, giudizi, sogni

In qesta tesi viene principalmente affrontato il tema del sapere secondo Diderot, che è totalmente diretto verso l’orizzonte originario della gnoseologia, verso la dimensione preliminare alla scientifica suddivisione del mondo in categorie: quindi verso il territorio proprio dell’estetica. L’interrogazione sul problema in sé della conoscenza, quindi intorno alle sue condizioni e modalità d’essere, si solleva quasi costantemente nelle opere diderottiane di carattere palesemente speculativo, come da quelle fittizie. La filosofia estetica di Diderot, lumière del Settecento, segue in particolare le tracce lasciate secoli e decenni prima di lui, da Leonardo, Bacone, Vico, Batteux, i contributi teorici dei quali costituiscono il filone dell’Estetica dell’Espressione. Tale specifica branca filosofica vede nell’arte, nell’espressione artistica, un’interpretazione della natura, cioè un’imitazione analogica, non manieristica, della dinamica di produzione della natura. Una volta definito il generale orientamento della speculazione estetica diderottiana verso l’espressione umana, si pone al centro della presente tesi la presentazione delle costruzioni e descrizioni filosofiche di Diderot intorno a quelle particolari dinamiche artistiche, mediante cui si generano le espressioni (i processi e gli oggetti artistici) predilette dal suo sguardo critico e creativo: la pittura e, in particolare, il teatro. Esaminato in generale il cerchio di espressioni che si estende esternamente a Diderot, appare ancor più fruttuoso scendere nella spirale delle forme che nascono all’interno della fantasia del filosofo, il quale si fa artista-drammaturgo e fecondo teorico teatrale. La trattazione degli elementi – sistematici, innovativi e paradossali – della sua personale poetica teatrale è filosoficamente significativa, dal momento che contribuisce alla comprensione della visione estetica e morale di Diderot.

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13 Primo Capitolo Il secolo dei Lumières, l’epoca di Denis Diderot: il contesto storico, filosofico, culturale del Settecento francese I. Denis Diderot, tra l’epilogo del Secolo d’Oro e l’era della Ragione A Versailles si spengono le luci dell’ultimo giorno del Re Sole. Fuori dalla corte si attende solo un cenno che autorizzi l’accensione dei fuochi per celebrarne il commiato. Gli istanti che scandiscono l’estrema ora di Luigi il Grande, in quel 1° settembre del 1715, li si potrebbe pure immaginare sottoforma di pensieri e ricordi, seguendo il cui flusso il sovrano sembra prendere serenamente congedo dal mondo e dal nuovo secolo. Un ultimo piacevole giro sulla giostra della memoria, per allontanare almeno alla fine le insofferenze patite nella direzione politica del Paese, segnata da pubblici fallimenti e conflitti intestini. E allora, con pacifica nitidezza, il vecchio Luigi XIV ripensa alle feste spettacolari dal gusto barocco del secolo precedente, con cui si scacciava la noia dalle mura di corte e si umiliava l’indigenza al di fuori di esse. Sempre continuando a immaginare con la fantasia il suo epilogo, il tiranno per meglio convincersi a sollevarsi dal trono, richiama alla memoria gli allestimenti di meravigliosa e geniale bellezza, ai quali aveva assistito durante gli

Tesi di Laurea

Facoltà: Filosofia

Autore: Raffaella Tenaglia Contatta »

Composta da 219 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.