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Donne immigranti in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Molino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del servizio sociale
  Relatore: Anna Bono
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

Nella tesi viene affrontato il tema dell'immigrazione in Italia delle donne marocchine. In particolare si analizzano le iniziali difficoltà che le donne immigranti incontrano, di come possono cambiare i ruoli all'interno della famiglia e dell'importanza delle associazioni e dei servizi sociali. Il lavoro che segue non affronta solo il tema della condizione delle donne, ma di come questa condizione può cambiare e migliorare quando i diritti vengono riconosciuti. Il lavoro è diviso in due parti. Nella prima parte ho analizzato le principali riforme, il Codice famigliare e quello del lavoro, che hanno dato avvio al processo di democratizzazione e di modernizzazione del Marocco, volute dal Re Mohamed VI e dal governo del Marocco. Dallo studio delle riforma si evidenzia come la donna sia sempre vissuta in una posizione sociale di inferiorità rispetto a quella dell’uomo. Ho poi approfondito l’elaborato esaminando la struttura della famiglia e dei rapporti al suo interno perché offrono un ulteriore spunto per poter capire quale sia il ruolo ricoperto dalle donne marocchine. Infine ho parlato delle principali istituzioni quali ad esempio il matrimonio e il prezzo della sposa, che esercitano un controllo sociale sulle funzioni riproduttive delle donne. Nell’ultima parte, ho voluto evidenziare l’importanza che hanno i servizi, sia pubblici che privati, presenti su tutto il territorio torinese. Infatti, essi svolgono una fondamentale funzione di sostegno e di assistenza grazie alle informazioni che somministrano e alle prestazioni che erogano.

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7 1. Il Marocco: verso la modernizzazione. Il Marocco è una monarchia costituzionale che ha ottenuto la sua indipendenza nel 1956, iniziando così un percorso di transizione ed evoluzione grazie anche ad un sistema politico stabile guidato da un Re, Hassan II, molto carismatico che ha saputo amalgamare tradizione e modernità. Inizialmente è stato un monarca assoluto e feudale ma poi si è affermato negli anni Ottanta come il Capo di Stato più liberale del mondo arabo 1 . Negli anni Ottanta, uno dei passi più importanti per il conseguimento della modernizzazione è stato quello di aderire alla Cedaw. Questa adesione è stata fortemente voluta dalla Lega delle donne funzionarie del Marocco. La Cedaw è una convenzione che è stata approvata il 18 dicembre del 1979 grazie al lavoro, durato trent’anni, dell’ONU. La Convenzione è stata il più importante strumento internazionale giuridicamente vincolante in materia di diritti delle donne, in cui sono state indicate moltissime misure per eliminare la discriminazione tra i sessi 2 . Il Marocco vi ha aderito ma solo in parte; infatti nel 1986 ha presentato alcune riserve appellandosi all’origine divina della legislazione islamica che entrava in conflitto con alcuni articoli presenti nella Convenzione: in particolare con quelli relativi all’uguaglianza fra uomini e donne all’interno del matrimonio. Sempre in quegli anni è stato elaborato, ma anche subito accantonato, dalla commissione reale un interessante progetto per la revisione della Mudawwana 3 , che nonostante facesse riferimento a idee tradizionaliste e conservatrici inseriva proposte di un certo rilievo, come ad esempio l’innalzamento dell’età minima del matrimonio, la regolamentazione dello statuto del tutore e dei figli illegittimi. Alla fine degli anni Ottanta sono stati organizzati diversi dibattiti politici sul tema dell’uguaglianza tra i sessi e gli stessi movimenti e associazioni femminili hanno richiesto che venissero elaborate nuove leggi per una maggior emancipazione della donna. Gli integralisti e le loro resistenze però hanno avuto il sopravvento 4 e nulla è stato cambiato. 1 P. Balta, “ Hassan II da monarca assoluto a sovrano liberale”, in Abderrahim Lamchichi, (a cura di), “Il Marocco oggi, monarchia, islam e condizione femminile”, L’Harmattan Italia, 2001, p. 43. 2 CEDAW: Convenzione sull’Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione nei confronti delle Donne. 3 Mudawwana: significa “raccolta”. Essa è la legge marocchina sul diritto di famiglia, venne promulgata tra il 1957 e il 1958 dal Re Hassan II. 4 N. Zirari, “La condizione delle donne in Marocco. Una lotta infinita.”, in Abderrahim Lamchichi, (a cura di) “Il Marocco oggi, monarchia, islam e condizione femminile”, L’Harmattan Italia, 2001, p. 68.

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Parole chiave

donne marocchine immigrate
condizione delle donne in marocco
famiglia patriarcale
codice famigliare marocchino

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