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Modello quasi-bidimensionale per la valutazione del rischio idraulico da esondazione fluviale nella Pianura Padana

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Carisi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Attilio Castellarin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

La presente tesi nasce dall’urgente necessità di adottare misure di protezione per i territori attraversati dal tratto medio-inferiore del fiume Po, interessati negli ultimi anni da allagamenti sempre più frequenti e disastrosi. Questi interventi non devono più essere orientati solo a limitare la probabilità dei fenomeni di esondazione, ma anche alla gestione e mitigazione di piene di intensità superiore agli scenari di riferimento per il sistema arginale.
Prendendo come riferimento, quindi, un evento di piena eccezionale con tempo di ritorno cinquecentennale e utilizzando come dati di partenza le informazioni plano-altimetriche del bacino del Po elaborate in ambiente GIS, è stato messo a punto mediante il codice di calcolo HEC-RAS un modello dettagliato del Po e dei suoi affluenti per simulare con elevata precisione le dinamiche di allagamento della “Fascia C”. La simulazione è stata effettuata considerando sia lo scenario attuale, che prevede la rottura degli argini (generalmente progettati per contenere le portate fluviali, non per resistere a tracimazione), sia una configurazione ipotetica che prevede il consolidamento lato campagna di tutte le arginature maestre attualmente interessate dal fenomeno di sormonto. Il confronto tra le due simulazioni ha mostrato che una laminazione controllata dell’evento di piena all’esterno delle arginature porterebbe notevoli benefici in termini di volumi esondati, aree allagate, portate in ingresso ai comparti e tiranti.
Con l’ausilio dei dati sulla copertura del suolo del programma europeo CORINE è stato condotto, inoltre, uno studio dei danni attesi per in occasione di un evento di piena come quello descritto, valutando la percentuale di area urbana e industriale potenzialmente allagata nelle due configurazioni studiate; ciò al fine di stabilire dove convenga permettere la formazione di brecce per ridurre il volume di acqua che transiterebbe oltre a beneficio di aree di maggior pregio da salvaguardare più a valle e dove invece converrebbe consolidare gli argini maestri.
Il presente lavoro, integrato da eventuali sviluppi futuri, rappresenta quindi un importante passo avanti nello studio delle strategie ottimali per il controllo degli eventi al limite della prevedibilità lungo il fiume Po, avendo a disposizione elementi sempre più numerosi per effettuare un confronto critico tra diversi scenari di gestione delle arginature maestre.

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5 1 1. . I IN NT TR RO OD DU UZ ZI IO ON NE E La definizione delle strategie di intervento per la protezione idraulica dei territori potenzialmente soggetti ad allagamenti provocati dal fiume Po, specie lungo il suo tratto medio-inferiore, costituisce da sempre un problema complesso, di grande interesse tecnico e scientifico. Parte di detto interesse è dovuto alla particolare importanza socio-economica delle aree di pianura potenzialmente allagabili che, proprio in virtù della loro vicinanza al corso d’acqua, sono da sempre caratterizzate da condizioni favorevoli allo sviluppo economico ed antropico. Nel corso degli ultimi due secoli si è assistito ad un progressivo sviluppo dei sistemi arginali a difesa di tali aree, sia in senso verticale (altezza dei rilevati) che in senso longitudinale (lunghezza delle arginature). Questi interventi hanno quasi sempre seguito le principali piene della storia, fra cui particolarmente significative sono quelle del 1951, del 1994 e del 2000. Il progressivo innalzamento della quota sommitale delle arginature ha portato al raggiungimento, su gran parte dell’asta medio- inferiore del Po, di condizioni strutturali limite, tali per cui le quote attuali dei rilevati non appaiono più significativamente aumentabili. Il lavoro compiuto e descritto nella presente dissertazione si colloca proprio all’interno delle nuove linee strategiche di intervento identificate dall’Autorità di bacino del fiume Po (AdB-Po), orientate non più solo a limitare la probabilità dei fenomeni di allagamento ma anche, per quanto possibile, alla gestione e mitigazione degli eventi di piena la cui intensità superi gli scenari di riferimento per il sistema arginale. Il prolungamento e il consolidamento della cintura arginale lungo l’asta del Po vengono infatti inquadrati in quelle che sono definite ―strategie di resistenza‖. In quest’ambito bisogna intendere come resistenza di un sistema la capacità di mantenere inalterate le sue caratteristiche quando sottoposto a differenti sollecitazioni. Le strategie tradizionali (o appunto ―di resistenza‖) sono dunque quelle che si prefiggono come obiettivo la riduzione del rischio idraulico (la cui definizione verrà riportata nel capitolo 3), prevenendo gli allagamenti mediante

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