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Capacità Motorie e Stile di Vita: studio in un campione di bambini di età scolare della provincia di Ferrara

É evidente come lo sviluppo economico, la riduzione degli spazi all’aperto e il progresso tecnologico abbiano contribuito a diminuire la quantità e la frequenza della pratica di attività motorie e sportive, ma abbiano anche modificato le abitudini alimentari e gli stili di vita portando all’aumento di patologie dismetaboliche e cardiovascolari in età precoce; questo anche perché nella quotidianità lo sforzo fisico e il movimento vengono sempre meno a favore della sedentarietà. L’esperienza personale nella scuola primaria mi ha consentito di notare che i bambini risultano sempre più impacciati nei movimenti e meno abituati a muoversi durante le attività strutturate e non. Con questa ricerca trasversale si è studiato l’andamento delle capacità motorie in 584 bambini di Ferrara di età tra gli 8 e 11 anni in relazione a fattori endogeni (sesso ed età) ed esogeni (stile di vita e pratica di attività sportiva). Ogni soggetto ha compilato un questionario con dati anagrafici, ma anche informazioni sullo stile di vita (attività motorie e sedentarietà) e ha eseguito una batteria di test motori derivante dall’Osservatorio della Capacità Motorie (OCM) del C.O.N.I Nazionale. I risultati ottenuti sono stati confrontati statisticamente con le medie nazionali dei dati OCM (2004). É emerso che i bambini studiati hanno ottenuto quasi sempre risultati significativamente inferiori in quei test in cui le capacità richieste sono velocità, accelerazione, forza veloce ed esplosiva e tutto il complesso delle capacità coordinative; mentre nel test volto a misurare la mobilità articolare non sono state riscontrate differenze significative. Per spiegare il trend negativo si sono esaminate diverse ipotesi: la responsabilità dello screen time nella diminuzione della pratica di attività motoria, le scorrette abitudini alimentari e assunzione in percentuale sempre maggiore di “cibo spazzatura”, la diminuzione della pratica sportiva e la sempre maggiore diffusione di sovrappeso e obesità infantile.

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5 INTRODUZIONE Lo sviluppo dell’uomo comprende tutte quelle modificazioni che avvengono nei diversi ambiti della sua esistenza, ovvero quello cognitivo, sociale, fisico e motorio. Se è vero che questi diversi ambiti interagiscono continuamente tra loro e se è vero, dunque, che una conoscenza dello sviluppo globale di un individuo non può prescindere da nessuno di essi, allora anche lo sviluppo motorio inciderà sullo sviluppo del comportamento cognitivo, affettivo e sociale di un individuo. Piaget fu il primo a sottolineare l’importanza e l’influenza del muoversi sullo sviluppo cognitivo dell’individuo: i bambini devono essere in grado di esplorare l’ambiente per poter sviluppare al massimo le proprie capacità cognitive. A conferma di ciò basti pensare che durante i primi anni di vita molto tempo viene speso per interagire con l’ambiente circostante attraverso atti motori come gattonare, strisciare, camminare e saltare. Anche per questo motivo l’educazione motoria nella scuola primaria (ma non solo) assume un ruolo fondamentale nel processo educativo e di crescita poiché attraverso il movimento il bambino conosce sé stesso e il mondo che lo circonda. É dimostrato scientificamente che, come sottolinea Piaget, sussiste una relazione diretta tra lo sviluppo motorio e lo sviluppo cognitivo e di relazione, specialmente nell’età della scuola primaria. Tutto ciò tenendo conto del fatto che, nel periodo evolutivo, un importante fattore motivazionale nasce dal bisogno del bambino di sviluppare quelle competenze che gli permettono, e gli permetteranno, di agire sull’ambiente e di stabilire una relazione positiva con il contesto sociale. L’educazione motoria è quindi fondamentale nel processo di crescita del bambino e l’attività motoria nella scuola primaria deve favorire il completo sviluppo della personalità e la prevenzione dei principali effetti della sedentarietà (cioè il sovrappeso e i deficit posturali acquisiti) soprattutto nella società odierna in cui si assiste ad una trasformazione delle città, con una progressiva scomparsa degli spazi liberi, dei cortili e dei giochi tradizionali che in essi si praticavano. Tutto questo (anche grazie all’aumento esponenziale del gioco ludico virtuale) ha comportato una progressiva riduzione del cosiddetto “gioco motorio spontaneo”, che occorre compensare attraverso un incremento e una diversificazione

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Roberto Schiano Di Cola Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7124 click dal 02/05/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.