Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Federalismo e Autonomie in Italia. Gli effetti dello sviluppo federale in Italia sulle autonomie speciali e in particolar modo sullo Statuto di autonomia del Trentino Alto Adige Südtirol

La Costituzione Italiana nell’enunciazione delle libertà fondamentali, dei diritti e doveri dei cittadini, nei rapporti etici - sociali, economici e politici e nella partecipazione agli organi istituzionali è ispirata da una grande missione democratica e sociale. Al contrario invece l’assetto istituzionale dello Stato come previsto dai Padri Costituenti nel 1948 aveva e ha bisogno di una modernizzazione per tenere il passo con gli Stati più avanzati. L’assetto era fortemente centralistico. Erano bensì previste le Regioni, però con poche attribuzioni e per lungo tempo non furono attuate. Una posizione particolare rivestono le cinque Regioni a statuto speciale. Esse dispongono di un’ampia autonomia, ma rappresentano comunque un’eccezione all’interno del sistema e si trovano pertanto in una permanente situazione di conflitto con lo Stato centrale per la conservazione delle proprie competenze. Nel caso dell’Alto Adige/Südtirol questo conflitto è durato particolarmente a lungo. Dall’inizio degli anni 90 l’Italia sta compiendo considerevoli sforzi verso un assetto più moderno e più federale. Nel 2001 è stata approvata una riforma costituzionale che ha profondamente cambiato l’organizzazione dello Stato. Questa riforma ha avuto importanti riflessi anche per le Regioni a statuto speciale. Nonostante le sentenze restrittive della Corte Costituzionale, la riforma ha comportato notevoli estensioni per le Autonomie. Alle Regioni si sono così aggiunte parecchie competenze, delle quali molte sono nuove anche per quelle a Statuto Speciale che non erano state raggiunte nelle difficili trattative per l’autonomia dell’Alto Adige/Südtirol. L’Italia è ancora molto lontana dall’essere uno stato federale, ma ha tuttavia compiuto un passo importante in questa direzione. L’approccio federale, che anche in Italia è riuscito ad imporsi, ha saputo estendere ed allargare in maniera determinante l’autonomia delle Regioni a statuto speciale e quella del Trentino-Alto Adige/Südtirol.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione e quadro generale 15 Introduzione e quadro generale Per secoli il territorio della Repubblica Italiana è stato suddiviso in tanti piccoli Stati. Nel 1861 i territori più grandi della penisola e le due grandi isole sono stati unificati sotto il re di Sardegna, Re Vittorio Emanuele II di Savoia. Il processo di unificazione ha trovato il suo completamento nel 1870 con la conquista della città di Roma. La base per la Costituzione del nuovo Regno era rappresentata dallo Statuto Albertino, emanato da Carlo Alberto, Re della Sardegna, il 4 marzo del 1848 e poi ripreso dal Regno d‟Italia. 1 Lo Statuto Albertino si ispirava alla Costituzione francese del 1830 e quella belga del 1831. Nonostante un‟adozione moderata dei principi, che si erano imposti dopo la rivoluzione francese, il ruolo centrale rimase riservato al Re che aveva concesso lo Statuto. 2 Anche la legge elettorale fu ripresa. 3 Il diritto di voto era disciplinato in modo molto restrittivo ed era previsto soltanto per determinate categorie di persone, che dovevano avere più di 25 anni, saper legge e scrivere, corrispondere un contributo economico oppure – con esonero dal pagamento del contributo – essere giudici, professori e alti ufficiali. Erano escluse le donne fino al 1946. Nelle prime elezioni del gennaio 1861 soltanto l‟1,8% della popolazione italiana era ammessa alle urne. Lo Statuto Albertino aveva previsto un sistema di rappresentanza bicamerale, una Camera – eletta da un corpo elettorale ristretto – ed un Senato, del quale i membri furono nominati dal Re. 4 La Camera dei Deputati contava 204 deputati che venivano eletti in altrettanti collegi uninominali dai rispettivi aventi diritto ad esercitare il voto. Il Senato non aveva un limite numerico per quanto attiene la sua composizione. Di esso hanno fatto parte oltre ad importanti rappresentanti dello Stato anche grandi personalità della cultura italiana, come per esempio Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Giosué Carducci, Benedetto Croce, Guglielmo Marconi e Giovanni Gentile. Lo Statuto Albertino rimase in vigore – sebbene parzialmente modificato e per un periodo disapplicato – fino alla nuova Costituzione repubblicana del 1948. Dopo due guerre mondiali, 20 anni di fascismo e due anni di occupazione straniera, il popolo italiano riuscì il 2 giugno 1946 con un referendum ad abolire la monarchia. Contemporaneamente gli elettori, e per la prima volta nella storia italiana anche le elettrici, elessero una propria Assemblea Costituente. Solo i territori dell‟Alto Adige/Südtirol, di Trieste e della Venezia Giulia 1 Falcon, G.(2008) (2001 p 145 seg. 2 Carretti, P./ De Siervo, U. (2004) p 49-50. 3 Legge del 2 agosto 1848 del Regno Subalpino. Secondo il modello francese introduce il Consiglio quale assemblea rappresentativa.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Facoltà di Scienze Politiche e Sociologia

Autore: Oskar Peterlini Contatta »

Composta da 399 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2426 click dal 10/05/2012.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.