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Un'analisi audiovisiva : il caso Weekend

Informazioni tesi

  Autore: Roberta Floccari
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Teorie e tecniche della gestione delle arti e dello spettacolo
  Relatore: Virgilio Bernardoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

Nella mia tesi di laurea tratterò il tema della musica per film, della funzione che la musica assume nel cinema e degli studi che sono stati fatti sull’argomento. Per approfondire questo filone di studi farò l’analisi audiovisiva di un film di Jean Luc Godard, Weekend, del 1967. Nella prima parte della mio lavoro mi sono concentrata sulla funzione che la musica ha avuto nel cinema delle origini, da una funzione iniziale di supporto scenografico ha acquisito importanza fino a diventare parte integrante del film. In particolare mi sono soffermata ad analizzare il periodo delle avanguardie storiche del Novecento, in cui tutti i movimenti artistico culturali del periodo vivono una rivoluzione e un rinnovamento dall’interno, mettendo in discussione le fondamenta su cui si basano. Nel mio lavoro ho preso in considerazione gli studi di due musicologi e critici che hanno dedicato il loro lavoro a questo argomento. Sergio Miceli, il quale considera la musica applicata alle varie arti, quali il cinema, il teatro, la televisione, la radiofonia e la pubblicità parte della musica del nostro tempo, e quindi della ricerca metodologica. Lavoro simile per certi versi, e diverso e più approfondito per altri, è quello di Michel Chion, critico e teorico francese che ha dedicato molti saggi al suono sia in ambito musicale che cinematografico. Mi sono soffermata ad analizzare il lavoro di Miceli e Chion, perché il mio obbiettivo è quello di redigere un’analisi audiovisiva del film Weekend, facendo riferimento alle teorie dei due studiosi.

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6 Capitolo 1 Storia e teorie, cinema e musica. 1.1 La musica a servizio del film. Ci si rende sempre più conto che il cinema non si basa sulla centralità dell’immagine come elemento fondamentale di esso, ma al contrario viene considerato come un’unione di suono ed immagine. Dalle origini del cinema fino ad oggi, la musica nel cinema ha rivestito diverse funzioni, con esso si è evoluta, fino a diventare un genere quasi a se stante, il genere della musica per film. La musica pur essendo da sempre una parte fondamentale del cinema è sempre stata considerata la parte povera, e per questo non si è potuto avere un felice connubio estetico tra l’aspetto visivo e narrativo con la musica, portando a volte ad un lento processo di degrado della musica stessa, a causa della scarsa conoscenza in ambito musicale di molti produttori e registi. Fin dalle origini il connubio musica-immagine assunse la sua importanza e divenne presto oggetto di dibattito. Molti sostenevano l’ipotesi secondo la quale la musica nel cinema nasceva da un’esigenza funzionale, e il bisogno dell’accompagnamento musicale che nasceva era scaturito da un bisogno psicologico ed estetico. In particolare il concetto base sul quale si fondava questo principio, era che il cinema veniva considerato un arte in movimento che seguiva l’esperienza quotidiana, dove al moto viene associato sempre un suono, e per non porsi in contraddizione con essa la musica rappresentò il mezzo ideale per colmare ciò che sarebbe potuto apparire come un qualcosa di irreale. In ogni caso musica e cinema non erano considerati ancora come un insieme audiovisivo, la musica rimaneva piuttosto un mezzo con il quale poter appagare un istinto che imponeva la presenza sonora. Il linguaggio filmico però iniziò negli anni ad assumere i primi caratteri fisionomici, e anche le tecniche di riproduzione sonora raggiungono i primi risultati degni di nota, anche

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Parole chiave

colonna sonora
immagine
montaggio
michel chion
musica per film
avanguardie storiche
cinema muto
nouvelle vague
sergio miceli

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