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Turismo in Etiopia: lotta alla povertà

Informazioni tesi

  Autore: Angela Pierdonà
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e gestione dei servizi turistici
  Relatore: Giovanni Favero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

Da questo elaborato è emerso come l’Etiopia sia uno dei paesi più poveri e che una soluzione per ridurre tale problema sia il turismo. Nonostante la fama negativa di questo paese a causa di povertà, guerre, malattie e siccità, merita di essere visitato perché, oltre ad essere la culla dell’umanità, presenta diverse ricchezze storiche, culturali e naturali. Il turismo moderno ha iniziato ad affermarsi negli anni 60 ma, fino al 2005, non ha presentato una crescita stabile a causa della continua instabilità politica, della guerra tra Etiopia ed Eritrea e della disastrosa crisi politica del 2005. Dal 2005 gli arrivi turistici sono aumentati secondo i dati pervenuti dalla Banca Mondiale, però l’Etiopia rimane un paese scarsamente turistico con poche infrastrutture turistiche. Da quest’analisi è emersa una forma prevalente di turismo, in particolare di turismo responsabile:l’ecoturismo, affermatosi nel 2003 con la nascita dell’Associazione di Ecoturismo Etiope. E’ l’unico tipo di turismo che, divenuto un mezzo di sostentamento, permette sia di preservare la biodiversità sia di creare opportunità di lavoro coinvolgendo gli attori locali e i turisti. Come si è visto nei tre casi studio illustrati nel capitolo 3, l’ecoturismo è una forma alternativa di fare turismo e un beneficio per le comunità locali. Nella regione del Tigray è stato condotto uno studio per testare l’impatto dell’ecoturismo sulla comunità locale: gli abitanti sono favorevoli ad accogliere i progetti di ecoturismo perché credono che possa contribuire alla riduzione della povertà impegnandogli nelle attività di conservazione della natura e accoglienza per i turisti. Invece, nelle Bale Mountains sono organizzati, per gli amanti dello sport, percorsi di trekking a piedi o a cavallo nelle aree di Adaba e Dodola, alla scoperta del territorio. L’associazione GTZ, che si occupa dell’organizzazione di questi percorsi, ha creato delle capanne lungo il tragitto in cui i turisti possono sostare, rifornirsi di cibo e dormire. I diretti beneficiari delle attività di ecoturismo sono:le sei guide turistiche, i fornitori di cavalli, gli addestratori e i guardiani delle capanne. Infine, nella regione del Sidamo, nota per il caffè, è stato realizzato dall’associazione LVIA il progetto di ecoturismo “Strade del caffè: ecoturismo nell’area del Sidamo”, il cui obbiettivo è di migliorare le capacità di marketing del prodotto e promuovere lo sviluppo turistico del territorio. I beneficiari diretti sono i 2500 membri della cooperativa di produttori di caffè Wotonna.

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3 INTRODUZIONE L’argomento preso in considerazione in questo elaborato tratta del turismo come fonte di ricchezza, crescita e abbattimento della povertà in Etiopia, uno dei paesi più poveri del mondo a causa di guerre civili, instabilità politica e frequenti siccità. Nonostante non abbia mai avuto l’occasione di recarmi in Etiopia, ho scelto questo paese perché mi affascina dal punto di vista storico, essendo stata scoperta Lucy come si leggerà nel primo capitolo, e dal punto di vista naturalistico, poiché l’Etiopia presenta diversi circuiti di trekking all’interno dei suoi Parchi Nazionali e vanta di una flora e fauna immensa e diversificata. Sebbene il turismo non sia sviluppato molto a causa di infrastrutture poco adeguate, il ministro del turismo Mamhoud Dirir intravede in questo settore la possibilità di espansione e crescita del Paese come sostiene nel discorso, pubblicato nell’Africa Travel Magazine, in occasione del 32° congresso mondiale dell’ATA in Etiopia:"The Ethiopian Government has given unprecedented support and priority to the Tourism Industry in its current economic and development policy. International and national investors are tapping Ethiopia's tourism potentials”. 1 Nel capitolo 1 vengono evidenziati i principali motivi economici e culturali che fanno del turismo la maggiore fonte di sostentamento del paese. Nonostante i dati scoraggianti relativi alla povertà, l’Etiopia è una ricchezza immensa dal punto di vista storico, culturale, naturale ed archeologico. In questo capitolo vengono messe in evidenza le principali attrattive storiche, culturali e naturali del paese. Nel successivo capitolo tratto della storia del turismo in Etiopia. Come si vedrà, il turismo moderno, iniziatosi a sviluppare negli anni 60 con lo slogan del Ministro del Turismo Habte Selassie Tafesse “Tredici mesi di splendore”, non ha avuto un andamento e una crescita costante a causa del cosiddetto “periodo di terrore” del Derg (1974-1991), delle due gravi carestie che si abbatterono sul paese rispettivamente nel 1973 e nel 1985 e della crisi politica del 2005. L’ultimo capitolo è dedicato interamente all’ecoturismo, la forma prevalente di turismo in Etiopia. Partendo dalla sua definizione, desidero dimostrare come quest’ultimo, attraverso tre casi studio, sia davvero una fonte di rinascita sia dal punto di vista 1 Y.Stranger, “A message from the minister of tourism”, African Travel Magazine, Oxford, 2007, p.4

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