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Il lato oscuro dell'eroe - Luci e ombre negli eroi delle serie televisive del terzo millennio

Informazioni tesi

  Autore: Dario Tagliabue
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Disegno Industriale
  Relatore: Luigi Bellavita
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

Eroi controversi nelle serie televisive americane: il “lato oscuro” del bene.

Tutti siamo abituati a concepire l’ eroe come il cavaliere bianco senza macchia e con grande senso dell’onore e del dovere grazie a un retaggio del romanticismo dell’ottocento che ha condizionato e condiziona l’ immaginario collettivo.
Ma ultimamente la figura dell’eroe, dalla letteratura al cinema, per approdare alla televisione, ha subito notevoli cambiamenti.
L’analisi delle serie televisive americane di grande successo nel primo decennio del nuovo millennio, fornisce un ritratto variegato di eroi con il loro “lato oscuro” che non è più un mistero ma anzi, diventa una dominante grazie alla quale possono risultare addirittura migliori di quello che si potrebbe pensare ad una prima visione.
Un’analisi che rivela e affronta i tratti dell’eroe nell’uomo comune (il “Dr.House” e i personaggi di “Lost”), in coloro che vengono addestrati per essere eroi e difensori del bene (gli agenti di polizia, da “The Shield” a “24”) e per concludere nei supereroi di oggi (“Heroes”).
Tre categorie in crescendo attraverso cui poter analizzare uno spaccato di società odierna e attraverso cui rendersi conto che in fin dei conti, i “superpoteri”, possono causare più superproblemi che altro.
L'antica frase “il fine giustifica i mezzi” trova una risposta in quello che oggi è la progettazione degli eroi catodici che ci vengono proposti? Se da un lato è facile rispondere con un si, dall'altro è anche bene prendere in considerazione i risvolti cupi che questo teorema ci pone.
La progettazione nelle serie TV di un clima sempre più spinto verso l'oscurità è il riflesso di quello che ci circonda oggi, e ci spinge ad un gradino più alto di paranoia e ci fa credere che queste trame e questi inquietanti personaggi non siano del tutto fittizi, oppure gli sceneggiatori vogliono solamente rompere stereotipi di buonismo dilagante che in nome del politicamente corretto viene somministrato attraverso altri canali?
Progettare oggi una serie televisiva quindi diventa un lavoro di immersione nel buio dell'animo umano per poter dare al pubblico quello che desidera. La società è quindi spinta verso il baratro accettando queste nuove forme di eroi?

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Introduzione Da tempi immemori ad oggi, l’ umanità ha sempre avuto bisogno di qualcosa in cui credere e di qualcuno da ammirare; è per questo che sono nati gli dei, la mitologia, i poemi epici ed è per questo che nella storia abbiamo sempre avuto dei modelli di riferimento che hanno preso il nome di “eroi”. Dal Gilgamesh, primo eroe della storia documentato in un poema, ai Poemi Omerici con Ettore, Achille, Ulisse e molti altri, passando attraverso l’antica Roma con Enea, nel medio evo e attraverso i cicli Bretone e Carolingio con Orlando e tutta la tavola rotonda di re Artù per giungere al romanticismo con gli eroi di Byron e del Foscolo solo per citarne alcuni, e infine ai giorni nostri passando dagli eroi scritti a quelli “catodici” delle serie televisive. Un’evoluzione nel tempo che ne ha cambiato radicalmente la figura e che li fa apparire del tutto diversi da come apparivano nei secoli passati, pur mantenendo qualche tratto distintivo. Abbiamo sempre avuto l’ idea che l’ eroe si dovesse identificare con il principe azzurro, con il cavaliere bianco, dall’ onore immacolato, con una morale impeccabile che sa sempre cosa fare in nome del giusto e del proprio corretto ideale, specchio di quelle virtù sempre decantate e a cui nella Grecia antica ci si riferiva con il concetto di “kalo s k a i a ga z o s ” (“Kalos kai agazos” -bello e buono, inteso e riassunto come virtuoso). Il percorso che invece il lettore affronterà seguendo gli argomenti di questa tesi, è un percorso alternativo che non vuole sottolineare come siano epiche le gesta compiute dagli eroi raccontati ai giorni nostri - sempre che di veri eroi si possa parlare - bensì un percorso che sottolinea come ogni eroe al giorno d’oggi abbia problemi più o meno grandi da affrontare e fardelli da sostenere, eroi con un lato oscuro che proprio però per questo motivo sono così vicini all’ uomo comune di oggi e che probabilmente proprio per questo riscuotono successo. Un’epica stravolta che si rispecchia nella società odierna e che vuole in qualche modo sottolineare come sia faticoso oggi fare l’eroe. L’eroe come uomo comune quindi: l’eroe come colui che non ha nulla di più se non dei mezzi che gli vengono messi in mano dalla società più che dal potere divino che gli appartiene. Spaziando da differenti tipologie di “epica seriale televisiva”, il lettore affronterà un’analisi che rivela i tratti dell’ eroe nell’ uomo comune (il “Dr.House” e i personaggi di “Lost”), in coloro che vengono addestrati per essere eroi e difensori del bene (gli agenti di polizia in “The Shield” e dell’antiterrorismo in “24”) e per concludere nei supereroi di oggi (da “Smalville” a “Heroes”). Tre categorie in crescendo attraverso cui poter analizzare, però, non solo gli aspetti gloriosi e la luce che irradiano, bensì gli aspetti cupi del ruolo che svolgono, dei sentimenti che provano, del male di cui si fanno carico, affinché il bene, la luce e il ruolo di “buoni” spetti ad altri. 1

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Parole chiave

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dr.house
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the shield

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