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Il western all'italiana: rilettura politica di un genere

Negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso il western all'italiana é stato il fenomeno di maggior rilevanza estetica e produttiva nel panorama cinematografico italiano.

Il primo capitolo fornisce un'analisi del western all'italiana in generale, sottolineandone il suo carattere eversivo nei confronti del western classico; un'eversione “politica” in primo luogo nei confronti dei codici imposti di rappresentazione hollywoodiana, in secondo luogo un'eversione rispetto alle tematiche culturali che questo genere ha tentato di imporre negli anni con la sua diffusione planetaria del “way of life” americano.
Va sottolineato come questa ri-scrittura del genere, sicuramente il caso più compiuto e più ampio nella storia del cinema, sia potuto avvenire solamente all'interno di un cinema a carattere fortemente popolare, all'interno di una struttura produttiva e distributiva che ora il nostro Paese ha irrimediabilmente perso, certo anche a causa del carattere estenuante che questo tipo di produzione ha avuto.
Il secondo capitolo analizza i western all'italiana che si sono rivolti coscientemente ad un discorso politico preciso. Sergio Sollima e Damiano Damiani hanno celato dietro la struttura di genere la loro riflessione sulla situazione politica del periodo. Diverso il discorso per quel che riguarda i western di Sergio Corbucci, che partendo da una cultura fatalistica tipicamente italiana e del Sud del mondo (Il grande Silenzio) arriva, cavalcando l'onda del successo delle tematiche rivoluzionarie, a una parodia delle stesse, ad un addomesticamento borghese di quel tipo di discorso che si andava diffondendo tra i giovani del periodo.
Il terzo capitolo analizzerà i western di Sergio Leone, creatore e «legislatore» del western all'italiana. Questa tesi vuole dimostrare come nell'opera del grande cineasta romano si dispieghi il vero senso “politico” di questo filone. I suoi film qui analizzati si presentano come rilettura e rielaborazione tout court di altri testi, proiettando Leone nell'universo degli autori post-moderni.
La trilogia del dollaro si presenta come una demistificazione dei codici e dell'ideologia del western classico, portando con sé una riflessione fortemente intrisa di fatalismo romano sul legame che intercorre tra dollaro e violenza che sta alla base della società americana. Giù la testa diventa un'auto-riflessione sulle derive populiste dello stesso western all'italiana, dichiarando l'inutilità di qualsiasi forma di violenza politica. Infine C'era una volta il West rappresenta un atto di amore disilluso dell'autore nei confronti dell' “America” tanto sognata in gioventù attraverso i suoi testi filmici. Disillusione che nasce dalla consapevolezza che la nascita di un mondo fondato sulla realtà del capitale comporti sempre la morte di un mondo fondato sulle favole dei miti.

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1 INTRODUZIONE Negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso il western all'italiana é stato il fenomeno di maggior rilevanza estetica e produttiva nel panorama cinematografico italiano. Questi anni sono stati per il nostro Paese anni di grandi conquiste politiche e sociali e questa tesi vuole dimostrare come dal fecondo humus di quegli anni si sia sviluppato un cinema prodotto «in massa e per le masse» 1 , che germogliato da esso, tentava allo stesso tempo una riflessione sull'instabile situazione italiana del periodo. Prima di tutto, attraverso un approccio culturalista, si analizzerà il filone del western all'italiana come un fenomeno di ibridazione culturale, che ha permesso alla cultura italiana, da sempre geograficamente ponte tra Nord e Sud del mondo, di fornire un'analisi cosciente o incosciente dei nuovi scenari culturali che si andavano delineando a seguito dei forti cambiamenti geopolitici che stavano avvenendo. Attraverso un'analisi della storia e della politica italiana di quegli anni si analizzerà la riflessione spesso contraddittoria (Faccia a faccia) che gli autori di questo filone hanno compiuto nei confronti della violenza, considerata alla base di qualsiasi forma politica (su ciò si fonda una delle caratteristiche principali della filmografia di Leone). 1 S. Daney, Il etait une fois dans le West, in « Cahiers du cinéma », n. 216, ott. 1969;

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Nigro Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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