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La competenza per territorio nel processo del lavoro

Informazioni tesi

  Autore: Cristian Sorrentino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Guerino Guarnieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 189

Oggetto di questa trattazione è la competenza per territorio nell’ambito del rito del lavoro, disciplinata dall’art. 413 c.p.c.
Dopo più di 30 anni dall’introduzione del rito speciale e dopo quasi 10 dall’ultima modifica dell’articolo, parrebbe esserci poco spazio per nuovi spunti argomentativi. Verificheremo il contrario, analizzando nel dettaglio la portata applicativa e i problemi legati ad ogni singolo punto della norma. L’apporto nuovo al tema è costituito proprio dalla sistematicità della ricostruzione (considerando che la disciplina è peculiare rispetto al rito ordinario ed è diversamente modulata in relazione alle differenti categorie di lavoratori). Si cercherà un modello interpretativo unitario, orientato, per quanto possibile, alla ratio della materia. Senza aver timore di assumere, ove necessario, una posizione contraria agli orientamenti prevalenti della dottrina e della giurisprudenza.
Lo sforzo di approfondimento è giustificato considerando che, con buona approssimazione, i criteri analizzati continueranno a regolare il tema ancora per diverso tempo, posto che l’ennesimo Disegno di Legge di riforma del processo del lavoro (attualmente il D.d.L. 1047 presentato al Senato il 25 ottobre 2006) non si occupa nemmeno marginalmente della competenza per territorio.
Si sceglie di lavorare riferendosi preliminarmente alla lettera della legge con attenzione alla sua evoluzione nel tempo, richiamando anche gli istituti e le norme collateralmente connessi alla disciplina principale. Si procederà ponendo al vaglio l’opinione della dottrina ed esaminando il parere della giurisprudenza. Al termine di ogni paragrafo, separatamente, saranno espresse le nostre riflessioni e conclusioni, tenendo a mente la materia nel suo insieme, quindi con continui confronti con i commi successi e precedenti delle norme e verificando le conseguenze pratiche delle diverse interpretazioni anche con degli esempi. Si segnala, per un problema specifico, l’utilizzo di un approccio desueto consistente nell’applicazione degli strumenti della grammatica della lingua italiana: analisi grammaticale e analisi del periodo.
Strutturalmente la tesi apre considerando brevemente la competenza per territorio come regolata dalle disposizioni generali del diritto processuale civile, per proseguire, al capitolo successivo, con una panoramica sulle regole di competenza nell’ambito del processo del lavoro, evidenziando le ragioni e le radici di una disciplina diversificata. Lo studio si svilupperà dedicando i capitoli susseguenti ai vari commi in cui è strutturato l’art. 413 c.p.c., raggruppati secondo le categorie di: lavoratori subordinati, lavoratori parasubordinati, lavoratori dipendenti di enti pubblici. L’istituto della prorogatio verrà affrontato a parte in virtù dei particolari problemi che lo stesso pone. Chiude la trattazione un capitolo dedicato ai fori residuali e all’inderogabilità della disciplina.

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INTRODUZIONE 1 INTRODUZIONE Oggetto di questa trattazione è la competenza per territorio nell’ambito del rito del lavoro, disciplinata dall’art. 413 c.p.c. Dopo più di 30 anni dall’introduzione del rito speciale e dopo quasi 10 dall’ultima modifica dell’articolo, parrebbe esserci poco spazio per nuovi spunti argomentativi. Verificheremo il contrario, analizzando nel dettaglio la portata applicativa e i problemi legati ad ogni singolo punto della norma. L’apporto nuovo al tema è costituito proprio dalla sistematicità della ricostruzione (considerando che la disciplina è peculiare rispetto al rito ordinario ed è diversamente modulata in relazione alle differenti categorie di lavoratori). Si cercherà un modello interpretativo unitario, orientato, per quanto possibile, alla ratio della materia. Senza aver timore di assumere, ove necessario, una posizione contraria agli orientamenti prevalenti della dottrina e della giurisprudenza. Lo sforzo di approfondimento è giustificato considerando che, con buona approssimazione, i criteri analizzati continueranno a regolare il tema ancora per diverso tempo, posto che l’ennesimo Disegno di Legge di riforma del processo del lavoro (attualmente il D.d.L. 1047 presentato 1 al Senato il 25 ottobre 2006) non si occupa nemmeno marginalmente della competenza per territorio. Si sceglie di lavorare riferendosi preliminarmente alla lettera della legge con attenzione alla sua evoluzione nel tempo, richiamando anche gli istituti e le norme collateralmente connessi alla disciplina principale. Si procederà ponendo al vaglio l’opinione della dottrina ed esaminando il parere della giurisprudenza. Al termine di ogni paragrafo, separatamente, saranno espresse le nostre riflessioni e conclusioni, tenendo a mente la materia nel suo insieme, quindi con continui confronti con i commi successi e precedenti delle norme e verificando le conseguenze pratiche delle diverse interpretazioni anche con degli esempi. Si segnala, per un problema 1 Cfr. Atto del Senato n. 1047, XV Legislatura, in www.senato.it, sez. leggi e documenti, http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=sddliter&leg=15&id=26797, (29/12/2006): il progetto vede tra i cofirmatari anche TREU.

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