Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Le problematiche traduttive nella pratica del doppiaggio: il caso Manhattan (Woody Allen, 1979)

In questa tesi non viene messo in discussione se sia giusto o meno doppiare e nemmeno si vuole emettere giudizi definitivi sul valore di tale pratica, ma bensì illustrarne le caratteristiche meno conosciute per far sì che se ne parli maggiormente.
Tutti sanno che i film stranieri vengono doppiati, ma spesso si sa poco o nulla su coloro che danno le voci agli attori o chi ha tradotto i dialoghi in precedenza, anche perché i loro nomi compaiono solamente alla fine dei titoli di coda quando ormai il pubblico è già uscito dalla sala.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Sono ormai circa ottant’anni che il doppiaggio si è imposto come strumento principale per la diffusione del cinema oltre i confini linguistici, ma ciononostante solo recentemente si è cominciato a porgli un’attenzione critica rilevante anche se non ancora adeguata. Eppure stiamo parlando di una delle armi che ha consentito al cinema americano il mantenimento del primato economico sull’industria cinematografica e che inoltre ha agevolato la diffusione di tutti quegli elementi culturali che un film porta con sé, i quali sono entrati nell’immaginario di numerosi spettatori. Non son certo fattori di poco conto. Il suo compito principale è quello di tradurre le voci degli attori stranieri con quelle del paese di arrivo ma, dovendo operare nell’ambito cinematografico, il lavoro traduttivo è sottoposto a dei vincoli che costringono l’adattatore in certi casi ad attuare delle modifiche, perciò da molti viene considerato più una forma di adattamento che di traduzione. Per queste sue caratteristiche un po’ ambigue solo recentemente ha trovato una sua collocazione a livello accademico all’interno dei translation studies, e più precisamente nell’ambito della traduzione filmica. In questa tesi non viene messo in discussione se sia giusto o meno doppiare e nemmeno si vuole emettere giudizi definitivi sul valore di tale pratica, ma bensì illustrarne le caratteristiche meno conosciute per far sì che se ne parli maggiormente. Tutti sanno che i film stranieri vengono doppiati, ma spesso si sa poco o nulla su coloro che danno le voci agli attori o chi ha tradotto i dialoghi in precedenza, anche perché i loro nomi compaiono solamente alla fine dei titoli di coda quando ormai il pubblico è già uscito dalla sala.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Fattore Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2879 click dal 20/09/2012.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.