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Il libro è morto, viva il libro! La lettura tra innovazione, cultura e comunicazione

L’umana tendenza culturale e universale alla narrazione ed il naturale bisogno del pensiero di raccontare i propri discorsi spingono da sempre l’uomo a ricercare e spiegare le origini e le cause della propria esistenza nei suoi scritti. L’individuo e la società ‘leggono’ se stessi riflessi nelle pagine della loro storia. Il consueto rivolgersi al testo stampato è un’esigenza alla quale difficilmente si può rinunciare; la tendenza a discorsivizzare e narrare ogni esperienza umana reifica nell’atto della lettura l’Anima Mundi e lo Spirito di ogni tempo. Il libro nella veste materica del formato cartaceo grazie alla sua sfogliabilità, la cui tattilità e gestualità sono audacemente simulate dai supporti digitali, continua ad essere uno strumento di riflessione, ricerca e comprensione di sé. Il libro è per il lettore un’ ecologia della mente e un suo erotismo; per l’io-leggente è la scoperta del propria organicità nell’esperienza di esso quale entità pensante; è la ritrovata fiducia in sé e nel mondo mediante la fede o l’ateismo verso le parole stampate antiche e nuove. Forte è la sua valenza simbolica nell’immaginario collettivo; il ritorno alle Idee come stimoli appassionanti, la capacità evocativa delle immagini letterarie e la forza emozionale delle parole scavano nell’interiorità di ognuno, risvegliano la psiche e diventano dei punti fermi dei quali riappropriarsi e dai quali ripartire. L’intenzione di questo lavoro di tesi è dichiarare e cercare di dimostrare l’immortalità corporea dell’oggetto libro che va trasmutando la sua forma organica adattandola alle esigenze di una comunicazione digitale e personalizzata che decostruisce le proprie linee lungo un percorso immateriale ed elettronico sul quale il libro, la lettura, il lettore e la cultura vanno ad imbattersi.

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2 “Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le proprie idee, o non valgono nulla le sue idee o non vale niente lui” (Ezra Pound) Da alcuni dati provenienti dall’industria dell’editoria emerge che quella attuale sia una ‘lettura stanca’ benché aumenti il fiorire delle piccole case editrici. L’implementazione delle nuove ICT (Information Communication Technologies) e la digitalizzazione della letteratura hanno portato, nel corso del triennio 2007-2010, a cambiamenti nella produzione dei testi digitali e/o cartacei in seno all’industria culturale che nel tempo hanno imposto nuovi comportamenti di consumo e acquisto assieme a mutamenti negli stili di fruizione. Rispetto ad un calo generalizzato dei consumi culturali la situazione del mercato editoriale nel 2009 registra una diminuzione del giro d’affari (- 4,3%) e della produzione di titoli (-0,5%) ma parallelamente una crescita del fatturato dei canali trade 1 di vendita (+3,5%) e un ulteriore aumento della lettura di libri (+1,1%) 2 . Eppure gli italiani leggono poco; a fronte degli oltre 3milioni che leggono almeno un libro al mese, più del 12% delle famiglie non possiede libri in casa. Tuttavia un dato assai rilevante è 1 Il canale della vendita trade comprende: la libreria, la Grande Distribuzione Organizzata –GdO– , le librerie on line e l’edicola 2 Tutti i dati riportati sono relativi alla sintesi del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2010 a cura dell’Ufficio studi dell’AIE.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Laura Pugliese Contatta »

Composta da 310 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4349 click dal 20/09/2012.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.