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Correlazione tra stile di attaccamento ed alessitimia in un campione di soggetti tossicodipendenti maschi

Informazioni tesi

  Autore: Daria Puppo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Stefano Lera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

La riflessione intorno al ruolo dell’alessitimia nella tossicodipendenza concettualizza le condotte di abuso quale esito di un disturbo nella regolazione degli affetti (Taylor et al., 1997) in seguito a stili di attaccamento parentali deficitari (Rick & Vanheule, 2006).
In base ai risultati della ricerca condotta dalla sottoscritta su un campione di 100 soggetti maschi di cui 50 soddisfacenti i criteri diagnostici per il “Disturbo da Dipendenza da Sostanze” (DSM IV-TR, 2000) e 50 rappresentanti il campione di controllo, emerge che il ricorso alla sostanza di abuso rappresenterebbe un tentativo di regolazione messo in atto per contrastare gli effetti di sensazioni spiacevoli, le cui caratteristiche denotano una disregolazione affettiva, rilevata attraverso la somministrazione della 20-item Toronto Alexithymia Scale (TAS-20; Bagby et al., 1994; traduzione e adattamento italiano a cura di Bressi & Inverizzi, 1996).
Ciò è a sua volta connesso ad uno stile di attaccamento insicuro, rilevato attraverso la somministrazione dell’ Attachment Style Questionnaire (ASQ; Feeney, Noller & Hanarahan, 1996; traduzione ed adattamento italiano a cura di Fossati, 2003), che originatosi ed evolutosi attraverso la relazione primaria con la madre, si manifesterebbe nel corso della vita adulta del soggetto tramite pattern relazionali improntati all’evitamento di relazioni intime e del relativo coinvolgimento emotivo.
La riflessione intorno al ruolo dell’alessitimia nella tossicodipendenza concettualizza le condotte di abuso quale esito di un disturbo nella regolazione degli affetti (Taylor et al., 1997) in seguito a stili di attaccamento parentali deficitari (Rick & Vanheule, 2006).
In base ai risultati della ricerca condotta dalla sottoscritta su un campione di 100 soggetti maschi di cui 50 soddisfacenti i criteri diagnostici per il “Disturbo da Dipendenza da Sostanze” (DSM IV-TR, 2000) e 50 rappresentanti il campione di controllo, emerge che il ricorso alla sostanza di abuso rappresenterebbe un tentativo di regolazione messo in atto per contrastare gli effetti di sensazioni spiacevoli, le cui caratteristiche denotano una disregolazione affettiva, rilevata attraverso la somministrazione della 20-item Toronto Alexithymia Scale (TAS-20; Bagby et al., 1994; traduzione e adattamento italiano a cura di Bressi & Inverizzi, 1996).
Ciò è a sua volta connesso ad uno stile di attaccamento insicuro, rilevato attraverso la somministrazione dell’ Attachment Style Questionnaire (ASQ; Feeney, Noller & Hanarahan, 1996; traduzione ed adattamento italiano a cura di Fossati, 2003), che originatosi ed evolutosi attraverso la relazione primaria con la madre, si manifesterebbe nel corso della vita adulta del soggetto tramite pattern relazionali improntati all’evitamento di relazioni intime e del relativo coinvolgimento emotivo.

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1 INTRODUZIONE Fin da quando Bowlby (1969) ha proposto un modello descrittivo ed esplicativo della relazione che lega il bambino all’adulto che ricopre la funzione genitoriale, definendola come “relazione d’attaccamento 1 ”, gli interessi della maggior parte dei ricercatori si sono orientati sulle possibili implicazioni che tale relazione potesse avere per un’eventuale sviluppo di una psicopatologia. Secondo Bowlby (1973;1980), la strutturazione nel bambino dell’attaccamento alla figura di accudimento (caregiver) influenza non soltanto le rappresentazioni future che il bambino avrà di sé e degli altri, ma anche le strategie che lo stesso metterà in atto per elaborare i propri pensieri e sentimenti. In tal senso eventi negativi percepiti dal bambino durante le fasi di instaurazione della relazione di attaccamento, come eventi di perdita o di abuso, conducono a modificazioni in queste rappresentazioni interne ed influenzano le strategie infantili di elaborazione dei pensieri e dei sentimenti. Bowlby (1973;1980) ha suggerito che quando i bambini sviluppano rappresentazioni negative di sé e degli altri, o quando adottano strategie per elaborare pensieri e sentimenti che compromettano delle valutazioni realistiche, diventano più vulnerabili allo sviluppo di una psicopatologia. Se il genitore si mostra amorevole e responsivo nei confronti dei bisogni del bambino, quest’ultimo svilupperà un’idea di sé come amabile e dell’altro come amorevole (Bretherton, 1985). Successivamente, quando il bambino si troverà in situazioni spiacevoli o di bisogno, si rivolgerà con fiducia alle figure genitoriali con la certezza di essere accudito e questo gli permetterà di sviluppare delle strategie sicure di attaccamento. Se il genitore si mostra, invece, non disponibile 1 Per attaccamento si intende “la condizione nella quale l’individuo è legato emotivamente ad un’altra persona, generalmente percepita come più forte e quindi rassicurante. Il rapporto bambino/madre, come rapporto tra chi cerca e chi offre le cure, è studiato come sistema comportamentale di attaccamento”. (Caretti, Capraro & Mangiapane, 2005, p. 106).

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Parole chiave

tossicodipendenza
ricerca sperimentale
regolazione affettiva
alessitimia
stile di attaccamento
dipendenza da sostanze
disturbi della regolazione affettiva

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