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Il Partenariato Pubblico-Privato come strumento per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Acquista
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: politiche europee e internazionali
  Relatore: Marinella Fumagalli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

Lo scopo di questa tesi è quello di illustrare l’impegno, i risultati e gli ostacoli a cui deve far fronte la Comunità Internazionale per perseguire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, evidenziando, in particolar modo, il contributo che i progetti di Partenariato Pubblico-Privato possono apportare per il loro conseguimento.
Considerando che esistono una pluralità di strumenti a disposizione della Comunità Internazionale per rendere questi otto obiettivi concreti e raggiungibili a tutti gli effetti, l’elaborato focalizza la sua attenzione sulle Partnership Pubblico-Privato, descrivendole sia dal punto di vista teorico, inquadrandole nel contesto internazionale odierno e descrivendone le diverse tipologie esistenti, sia dal punto di vista pratico, illustrando, attraverso due casi studio, degli esempi concreti di collaborazione tra il settore privato e il settore pubblico, finalizzati al miglioramento del benessere fisico e sociale delle popolazioni che, già in condizioni di povertà estrema, hanno dovuto far fronte a disastrose calamità naturali.
Data l’attualità dell’argomento, ancora in continua evoluzione, le fonti utilizzate per la stesura del presente lavoro includono monografie e articoli scientifici dedicati al tema, documenti e report elaborati da organismi internazionali, ed infine siti web, che aggiornati in tempo reale hanno permesso una maggiore precisione delle informazioni raccolte.
L’elaborato è strutturato in tre capitoli e segue una logica deduttiva.
Nel primo capitolo viene ricostruita brevemente l’evoluzione degli sforzi della Comunità Internazionale verso la cooperazione allo sviluppo, partendo dal concetto di cooperazione bilaterale, e finendo per citare gli ultimi impegni assunti nell’ambito delle più importanti e recenti Conferenze internazionali: il Millennium Summit (che ha dato vita agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio), la Conferenza internazionale sul finanziamento allo sviluppo (da cui è nato il Monterrey Consensus) ed infine il World Economic Forum (da cui sono emersi i dieci principi del Global Compact). Il capitolo procede illustrando il tema della Responsabilità Sociale d’Impresa, mettendo in luce i suoi aspetti più innovativi e sottolineando come il crescente interesse ad esso, da parte del settore privato, abbia contribuito ad accrescere l’impegno nell’intraprendere delle collaborazioni con il settore pubblico in un ottica di rispetto e di promozione dei diritti umani e ambientali, non soltanto a livello locale e nazionale, ma anche internazionale.
La presa di coscienza da parte delle imprese di includere nei loro piani di business comportamenti etici e sostenibili, con una maggiore attenzione nei confronti di tutti gli stakeholder rientranti nella catena del valore aziendale, diviene così lo strumento che sta alla base di una sana e proficua partnership tra settore pubblico e privato. Il capitolo si chiude illustrandone il concetto e descrivendone le tipologie maggiormente in uso, così come descritte nel Libro Verde della Commissione Europea del 2004, dedicato ai Partenariati Pubblico-Privati e al diritto comunitario degli appalti pubblici.
Il secondo capitolo è dedicato alle partnership intraprese tra le imprese e le Nazioni Unite, ponendo un focus particolare sulle collaborazioni tra i due attori finalizzate a mitigare i rischi di catastrofi naturali nelle zone maggiormente esposte al rischio. Nel fare ciò il capitolo inizia spiegando in che modo e per quale motivo il settore privato e le Nazioni Unite hanno iniziato a indirizzare le loro rispettive attività e i loro rispettivi obiettivi verso uno sforzo comune, e quali impegni sono stati assunti a tal fine. In conformità con le Linee Guida per la collaborazione tra ONU e settore privato, emanate dalle Nazioni Unite nel novembre del 2009, vengono illustrati le modalità esecutive per la riuscita di tali partenariati, prendendo in considerazione le tre tipologie di partnership maggiormente utilizzate negli ultimi anni e fornendo degli esempi concreti. Infine, soffermandosi nello specifico sui partenariati tra Nazioni Unite e imprese nella riduzione di rischio di calamità naturali, si evidenzia il ruolo dei rispettivi attori in tali progetti e le strategie per migliorare sempre di più la riuscita della collaborazione nella riduzione del rischio di catastrofi.
Al fine di mostrare concretamente come operano le imprese in questo settore, nel terzo e ultimo capitolo vengono presentati due casi studio che vedono protagonista l’azienda Coca-Cola Company, in qualità di partner attivo in due progetti di partenariato con le Nazioni Unite per risollevare la situazione post disastro in due aree gravemente colpite da calamità naturali, rispettivamente: i Paesi dell’Oceano Indiano colpiti dallo tsunami del 2004, e il territorio di Haiti che nel 2010 ha subito un terremoto devastante.

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      9  INTRODUZIONE Il XXI secolo si è aperto con un’importante presa di coscienza da parte della Comunità Internazionale, che si è concretizzata nell’adozione, nel settembre del 2000, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, di un Patto Globale, che prende il nome di Dichiarazione del Millennio. 1 Essa, ispirata ai principi di libertà, uguaglianza, tolleranza, solidarietà e giustizia sociale, rispetto della natura e responsabilità condivisa, dà origine agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, che costituiscono un accordo a livello planetario fondato sul reciproco impegno, da parte dei Capi di Stato e di Governo di tutti gli Stati membri dell’ONU, a fare ciò che è necessario per costruire un mondo più sicuro, più equo e più prospero per tutti. Gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono finalizzati, pertanto, a liberare ogni essere umano dalla condizione abietta e disumana della povertà estrema, nonché a rendere il diritto allo sviluppo una realtà concreta per ogni individuo del pianeta. Alla luce di ciò, lo scopo di questa tesi è quello di illustrare l’impegno, i risultati e gli ostacoli a cui deve far fronte la Comunità Internazionale per perseguire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, evidenziando, in particolar modo, il contributo che i progetti di Partenariato Pubblico-Privato possono apportare per il loro conseguimento. Considerando che esistono una pluralità di strumenti a disposizione della Comunità Internazionale per rendere questi otto obiettivi concreti e raggiungibili a tutti gli effetti,                                                               1 Risoluzione dell’Assemblea Generale A/RES/55/2 (2000) del 20 settembre 2000.

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Parole chiave

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cooperazione internazionale
imprese
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partnership pubblico privato
obiettivi di sviluppo del millennio
millennium summit
riduzione del rischio di calamità naturali
global compact 2000
libro verde della commissione europea del 2004

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