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Valutare la politica di coesione dell'UE: l'approccio quantitativo dei modelli macroeconomici

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Calcinai
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali e studi europei
  Relatore: Rossella Bardazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

VALUTARE LA POLITICA DI COESIONE DELL’UE: L’APPROCCIO QUANTITATIVO DEI MODELLI MACROECONOMETRICI

Il presente studio affronta il tema della valutazione di impatto di una delle più importanti politiche pubbliche dell’Unione europea, la politica di coesione. Nel testo ci si concentra in particolare sulla valutazione ex ante dell’impatto dal punto di vista di alcuni tra i principali modelli macroeconometrici della letteratura in materia.

La politica di coesione dell’UE dispone di un bilancio settennale che nel corrente periodo di programmazione (2007-2013) è pari a 347 miliardi di euro , corrispondenti allo 0,38% del PIL totale dell’UE 27. Essa si serve di alcuni strumenti finanziari, noti come Fondi strutturali e di coesione, con l’obiettivo di ridurre il divario di sviluppo tra le diverse regioni europee e realizzare un rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale. I governi nazionali sono tenuti a utilizzare queste risorse e hanno l’importante obbligo di cofinanziare gli investimenti realizzati per mezzo dei Fondi. Gli obiettivi generali degli interventi promossi da questa politica sono quelli della convergenza del PIL tra le regioni, dell’innalzamento generale della competitività e dell’occupazione e di una maggiore cooperazione tra i territori contigui.

Il testo è suddiviso in tre capitoli. Il primo è dedicato alla descrizione dell’architettura della politica di coesione dell’UE. Nel secondo capitolo viene effettuata una schematizzazione dei vari metodi utilizzati, i quali vengono suddivisi secondo alcune linee direttrici: la dimensione geografica da loro coperta, il timing rispetto all’intervento (ex ante o ex post) e l’essere qualitativo o quantitativo. Tra di essi includiamo i modelli macroeconometrici, alcuni dei quali sono il principale oggetto di analisi di questo lavoro, il cui fulcro è situato nel terzo capitolo. Proprio in quest’ultimo capitolo sono descritti cinque tra i principali modelli macroeconometrici utilizzati per valutare l’impatto della politica di coesione. Essi sono: Hermin, Quest III, EcoMod, Rhomolo e GIMF.
L’analisi dei cinque modelli uno ad uno consiste in una breve descrizione della loro struttura di base e nell’approfondimento dei meccanismi di trasmissione degli shocks nelle intere economie, causati dall’afflusso dei Fondi strutturali e dal loro reinvestimento. Infine, in un paragrafo riassuntivo i modelli vengono confrontati in base alle loro caratteristiche strutturali e all’intensità degli impatti previsti.

Per cui, sulla base del lavoro che è stato compiuto in questo studio e del titolo che quest’ultimo porta, cosa possiamo concludere riguardo all’approccio quantitativo dei modelli macroeconometrici? Con riferimento ai cinque modelli presentati nel terzo capitolo, dall’estrazione dei risultati delle simulazioni emerge che ognuno di essi prefigura un effetto benefico della spesa dei Fondi della politica di coesione. Come tenuto conto dalle ipotesi alla base di questi modelli, se infatti i Fondi strutturali e di coesione vengono spesi nella propria totalità e senza ritardi in conformità alle priorità stabilite dai regolamenti che fondano questa politica europea, gli investimenti promuoverebbero una maggiore crescita ed un livello di occupazione e competitività accresciuti. Anche se in maniera diversamente prospettata per intensità e distribuzione nel corso del tempo, questi effetti opererebbero sia durante il periodo di implementazione degli interventi, sia successivamente.

Ma lo scopo di questo intero studio non è tanto comparare i vari modelli per vedere, come in una competizione, quale sia il “migliore” tra di essi. Quello che invece ci si è posto di fare in questa trattazione è capire come i modelli macroeconometrici possano essere utilizzati nel contesto della valutazione di una politica pubblica, nella fattispecie quella di coesione dell’UE. Nella loro complessità e varietà, si è cercato inoltre di individuare quali siano le loro peculiarità rispetto agli altri metodi di valutazione. Nonostante la loro complessità, lo strumento del modello macroeconometrico si rivela necessario per i policy makers al livello sovranazionale, ovvero gli alti funzionari della Commissione europea, per valutare e quantificare l’efficacia della politica di coesione nel suo insieme, e su una scala che compara le performance di intere nazioni o gruppi di regioni, maggiormente adatta all’estensione sovranazionale di questa politica.

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9 INTRODUZIONE L’Unione europea costituisce un esempio di organizzazione internazionale unico nel suo genere. Senza addentrarci però su questioni relative ad un infinito dibattito sulla sua natura, che poco hanno a che fare con la ragione d’essere di questo studio, ciò che a noi interessa sottolineare è che l’UE ha istituito numerose politiche che coinvolgono tutti gli (attualmente 27) Stati membri. Tra queste, parziale oggetto di questo studio è una politica di importanza unica, che coinvolge le intere superficie e popolazione dell’Unione europea 1 e che si serve di un bilancio settennale che nel corrente periodo di programmazione (2007- 2013) è pari a 347 miliardi di euro 2 corrispondenti allo 0,38% del PIL totale dell’UE. Seconda politica europea dopo la PAC 3 in ordine di assorbimento delle risorse, essa è la politica di coesione, e ne descriveremo qui i principali metodi valutativi usati in ambito scientifico, concentrandoci specialmente sull’approccio quantitativo utilizzato in ambito macroeconomico. Questo si serve, come strumenti di analisi, specialmente di modelli macroeconometrici, alcuni dei quali saranno il principale oggetto della nostra riflessione nello svolgersi dello studio. Il testo è suddiviso in tre capitoli, ai quali si aggiungono alcune considerazioni conclusive. Ogni capitolo di questo studio, con l’ovvia eccezione del terzo, è congegnato in modo da fornire al lettore un insieme di conoscenze e nozioni utili a fornire un contesto il più possibile completo al nodo della trattazione, identificabile con il terzo capitolo. Il primo capitolo è dedicato alla presentazione della politica di coesione dell’UE. In esso per prima cosa si cerca di spiegare i motivi politici ed economici che hanno portato i governi degli Stati dell’allora Comunità europea a creare di concerto questa politica comune, il cui obiettivo generale è quello di ridurre il divario di sviluppo e ricchezza tra le varie regioni europee. In secondo luogo, poi, ci si soffermerà a lungo sull’attuale periodo di programmazione 2007-2013 illustrando l’architettura attuale della politica, i propri obiettivi di fondo ed i criteri di suddivisione, spesa e valutazione delle risorse ad essa attribuite. Le informazioni contenute in questa parte centrale del capitolo costituiscono il 1 L’UE si estende su una superficie totale di oltre 4.300.000 km 2 e comprende nell’anno 2012 una popolazione totale di oltre 503 milioni di cittadini europei (Eurostat). 2 Prezzi dell’anno 2007. 3 Politica agricola comune.

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