Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il sistema di reporting della sostenibilità: il bilancio e gli indici di sostenibilità

Negli ultimi decenni è cresciuto l’interesse nei confronti di principi quali l’etica e il rispetto sociale/ambientale. L’etica, nasce con il pensiero aristotelico, ed è la sintesi di un agire del singolo che non può essere suddiviso rispetto all’agire collettivo. Nell’ambito finanziario e nel mondo delle imprese, tale significato ha una portata meno ampia rispetto all’ambito prettamente filosofico, in virtù di una distanza elevata che si è determinata tra l’etica e l’economia. Ma tale distanza non può esistere perché le imprese non possono operare unicamente nel rispetto di una efficienza che può sacrificare in modo significativo il benessere di molti. La realtà imprenditoriale è infatti un locus nel quale si soddisfano anche (e soprattutto) bisogni umani, nel cui ambito deve così rientrare la considerazione di risvolti morali della sua attività.
Il presente lavoro di tesi si focalizza sull’analisi degli elementi più significativi connessi al tema della “sostenibilità” all’interno del contesto aziendale. Per far ciò, nel primo capitolo, viene presentata un’ampia rassegna della letteratura riguardante la “Corporate SocialResponsibility”, la quale ha rappresentato la base che ha permesso il determinarsi di successivi sviluppi teorici connessi al c.d. “Corporate Social Reporting”. Nel secondo capitolo infatti, si descrive l’evoluzione del pensiero riguardante l’attività di rendicontazione sociale, andando ad indagare in che misura gli aspetti connessi all’ecologismo, all’ambientalismo, alla teoria del rischio e a quella sociale hanno influito nel determinare l’aumento dell’interesse da parte del mondo accademico e imprenditoriale verso questi temi.
Inoltre, vengono presentati i principali modelli di rendicontazione che possono essere utilizzati dalle società come punto di riferimento sia per la divulgazione delle informazioni sulle proprie performance di sostenibilità sia per l’implementazione delle stesse pratiche all’interno del contesto aziendale. Unitamente a questi modelli si considerano poi gli elementi più significativi connessi alla gestione e alla comunicazione delle performance di sostenibilità attraverso i quali poter valutare qual è l’impegno profuso da una società verso lo “sviluppo sostenibile”.
Infatti, nel terzo e nel quarto capitolo, è presente un’analisi empirica sulla rendicontazione di sostenibilità condotta all’interno del contesto del mercato azionario di Borsa Italiana. Tale indagine è stata effettuata con riferimento alle 93 società che redigono un report riguardante i temi di CSR. Anche se non è possibile evincere con certezza quale sia l’effettivo interesse delle società verso la sostenibilità delle performance economiche, ambientali e sociali unicamente attraverso la consultazione di questi documenti, si può indagare qual è la qualità, la trasparenza e la completezza delle informazioni contenute al loro interno. L’analisi empirica, si basa sulla costruzione di un database al cui interno sono presenti delle variabili (prettamente qualitative) tramite le quali assegnare un “punteggio” ad ogni società ed elaborare i risultati attraverso la considerazione di elementi di statistica descrittiva. Vengono svolte infine delle valutazioni sulle differenze qualitative esistenti tra società appartenenti a settori di attività diversi e sulla possibile dipendenza tra un settore di attività e la “bontà” dell’informativa contenuta nei report delle società che vi rientrano.
In questo modo è possibile fornire una rappresentazione abbastanza fedele dello “stato dell’arte” della rendicontazione di sostenibilità all’interno del contesto di Borsa Italiana.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione I processi di globalizzazione e di saturazione dei mercati nazionali, hanno consentito alle imprese di tutto il globo, di fuoriuscire dai propri confini e di operare all’interno di mercati trans-nazionali determinando una crescita esponenziale delle transazioni commerciali, ma al tempo stesso un inasprimento della pressione competitiva. E’ venuta meno così la possibilità di configurare le proprie scelte strategiche con riferimento ad un contesto spaziale e sociale ben definito e da ciò è scaturita la necessità di una più attenta programmazione nelle scelte di prodotto/servizio, degli strumenti finanziari, le risorse umane e strategiche in relazione a differenti culture nazionali. Questo ha anche permesso un consistente abbattimento dei costi produttivi, in seguito alla facilità di de-localizzare i propri impianti in paesi con un minor costo della manodopera e/o una più facile ed efficace appropriazione di risorse produttive. Tale nuova visione ha comportato la perdita di potere da parte degli stati nel dettare le dinamiche economiche, sempre più assoggettate a spinte di mercato a livello internazionale, e ha fatto sì che alle imprese venisse attribuito un ruolo di protagoniste nel nuovo contesto socio-economico. Tuttavia sono venuti alla luce numerosi limiti di tale nuovo modello di economia, che hanno influito negativamente sul benessere sociale e anche economico, spesso intensificando il già enorme divario tra il nord e il sud del mondo. E’ in virtù di questi limiti che negli ultimi decenni è cresciuto l’interesse nei confronti di principi quali l’etica e il rispetto sociale/ambientale. L’etica, nasce con il pensiero aristotelico, ed è la sintesi di un agire del singolo che non può essere suddiviso rispetto all’agire collettivo. Nell’ambito finanziario e nel mondo delle imprese, tale significato ha una portata meno ampia rispetto all’ambito prettamente filosofico, in virtù di una distanza elevata che si è determinata tra l’etica e l’economia. Ma tale distanza non può esistere perché le imprese non possono operare unicamente nel rispetto di una efficienza che può sacrificare in modo significativo il benessere di molti. La realtà imprenditoriale è infatti un locus nel quale si soddisfano anche (e soprattutto) bisogni umani, nel cui ambito deve così rientrare la considerazione di risvolti morali della sua attività. Il presente lavoro di tesi si focalizza sull’analisi degli elementi più significativi connessi al tema della “sostenibilità” all’interno del contesto aziendale. Per far ciò, nel primo capitolo, viene presentata un’ampia rassegna della letteratura riguardante la “Corporate Social

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Stefano Casella Contatta »

Composta da 291 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4327 click dal 29/11/2012.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.