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Cassa di Risparmio di Ravenna, edificio emblematico della cultura unificatrice dell’Italia di fine Ottocento: studio diagnostico dei prospetti

Informazioni tesi

  Autore: Marta Damiani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e Tecnologie per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali
  Relatore: Giuseppe Maria Bargossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 243

Le opere d’arte diffondono messaggi culturali e suggestioni estetiche, rappresentando una memoria storica, la cui custodia è di sostanziale interesse per l’uomo e la società. A tal proposito, l’analisi del degrado di un’opera è un aspetto prioritario poiché grazie ad essa si identificano tutte le patologie deteriorative, individuandone le cause primarie ed i fattori capaci di peggiorare tale situazione.
Il presente lavoro di tesi è incentrato sull’utilizzo delle indagini sperimentali nella diagnostica di un edificio storico, proponendo quindi una metodologia per la caratterizzazione dei materiali ed il riconoscimento delle relative tipologie di degrado con tecniche di analisi chimico-fisiche; oggetto di questa ricerca è stato il palazzo della sede centrale della Cassa di Risparmio di Ravenna.
Il primo passo è stato quello della lettura di notizie storiche pervenute e nel reperimento e consultazione di materiale documentario di vario tipo che mi hanno aiutato a ricostruire i motivi dello sviluppo dell’edificio e le fasi evolutive, anche del tessuto urbano che lo inglobava.
La seconda operazione è consistita nel sopralluogo finalizzato alla conoscenza del manufatto; osservare l’edificio dall’esterno, individuare i sistemi costruttivi, l’uso dei materiali, le soluzioni architettoniche adottate, ha aiutato a conoscere la forma dell’oggetto ed è diventato un fondamentale supporto conoscitivo durante le operazioni di rilevamento, nelle quali si è elaborata una vasta documentazione fotografica per cercare di ottenere una caratterizzazione di tipo più oggettivo possibile delle superfici esaminate. Al fine di comprendere il perché dei fenomeni degenerativi che riguardavano il prospetto principale del palazzo, si è ritenuto opportuno soffermarsi sulla natura dei materiali impiegati. Essi sono stati indagati e caratterizzati attraverso analisi diagnostiche realizzate sugli elementi lapidei sia naturali che artificiali ed hanno consentito di ricavare dati ancora più puntuali e certi. La determinazione analitica ha costituito la fase centrale del lavoro grazie alla quale si è riusciti ad elaborare un quadro diagnostico esplicativo della situazione attuale e sulla cui base si è potuto poi programmare ed affrontare il restauro dell’elemento più degradato e cioè il balcone.

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2 Introduzione Le opere d’arte diffondono messaggi culturali e suggestioni estetiche, rappresentando una memoria storica, la cui custodia è di sostanziale interesse per l’uomo e la società. La loro salvaguardia implica non solo aspetti materiali, ma anche estetici, morali e filosofici, quindi culturali. Tenendo conto degli attuali criteri per la conservazione dei beni culturali, il compito delle discipline tecnico-sperimentali è quello di trovare soluzioni per contrastare il naturale invecchiamento dei materiali che li costituiscono. Intervenire su un manufatto artistico, elaborare il progetto di intervento conservativo significa fornire tutte le informazioni relative alla conoscenza materica dell’oggetto, alle cause e manifestazioni del degrado, così come significa avere la più ampia conoscenza, su basi scientifiche, dei prodotti e/o metodologie da impiegare nel corso di un intervento. L’analisi del degrado di un manufatto è un aspetto prioritario poiché grazie ad essa si identificano tutte le patologie deteriorative, individuandone le cause primarie ed i fattori capaci di peggiorare tale situazione. Questi sono i concetti che stanno alla base della moderna scienza della conservazione. Il presente lavoro di tesi è incentrato sull’utilizzo delle indagini sperimentali nella diagnostica di un edificio storico, proponendo quindi una metodologia per la caratterizzazione dei materiali ed il riconoscimento delle relative tipologie di degrado con tecniche di analisi chimico-fisiche. Oggetto di questa ricerca è stato il palazzo della sede centrale della Cassa di Risparmio di Ravenna. Edificato sul finire del XIX secolo, è testimonianza di un nuovo assetto architettonico della città e costituisce una memoria storica dell’ambiente e del tempo in cui è sorto. In quel periodo l’architettura era intesa come manifestazione delle nuove istanze culturali e perciò studiare tali superfici architettoniche rappresenta l’occasione di studiare i resti materiali di correnti di pensiero e di idee. La tesi è stata organizzata in quattro capitoli, nei quali è stato sviluppato l’argomento in esame. Il primo passo è stato quello della lettura di notizie storiche pervenute e nel reperimento e consultazione di materiale documentario di vario tipo sia iconografico che cartografico, come antichi disegni, rilevazioni quotate, mappe storiche, carteggi contabili, lettere di spesa ecc., i quali si sono dimostrati fonti documentarie molto utili. Lo screening dei documenti d’archivio infatti, sia per quelli che si riferiscono direttamente al manufatto oggetto di studio, sia per quelli che lo riguarderanno

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