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Analisi dei ratei di scarto e riparazione di parti del motore aeronautico

Il presente elaborato descrive il lavoro svolto nel corso dello Stage per Tesi di Laurea, della durata di sei mesi circa, presso l’azienda Alitalia Maintenance Systems S.p.A. (AMS), che si occupa della attività di Manutenzione, Revisione e Riparazione di Motori, A.P.U. e Componenti Aeronautici.
Il lavoro in oggetto si propone due obiettivi principali: il primo risulta il monitoraggio della frequenza di riparazione e scarto, durante una operazione di manutenzione su un motore aeronautico, delle principali parti componenti il motore stesso, ai fini della strutturazione di un Database statistico volto alla preparazione di proposte commerciali ed alla preparazione di piani di approvvigionamento dei materiali. Il secondo obiettivo perseguito risulta il monitoraggio della frequenza con cui le principali parti componenti il motore aeronautico subiscono, per essere rimesse in servizio dopo un’operazione di manutenzione sul motore stesso, riparazioni conto Terzi, ovvero per conto di ditte certificate differenti da Alitalia Maintenance Systems; lo scopo è di definire l’impatto economico che ha l'invio conto Terzi delle parti sull’ attività manutentiva di un motore.
Lo studio e l’elaborazione dei dati sono stati svolti separatamente su due differenti modelli di motore aeronautico altamente diffusi e prodotti dalla General Electric: il CFM56-5B, comunemente utilizzato sui velivoli commericiali quali Airbus A319, A320, A321, ed il CF6-80C2, utilizzato su MD11 e Boeing B767.

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15 1 INTRODUZIONE AL MOTORE AERONAUTICO La propulsione a reazione è una applicazione pratica del “terzo principio della dinamica”, il quale stabilisce che “ad ogni azione agente su un corpo, corrisponde una reazione uguale e contraria”. Il motore a reazione accelera un notevole flusso di aria che viene espulso ad altissima velocità; la reazione risultante o spinta , esercitata sul motore, è proporzionale alla portata in massa di aria che lo attraversa ed alla differenza di velocità esistente tra lo scarico del motore ed il suo ingresso. Lo stesso valore di spinta può quindi essere ottenuto sia imprimendo piccole accelerazioni a grandi masse di aria (come nel caso del motore ad elica), che imprimendo grandi accelerazioni a piccole masse di aria (come nel caso del motore a getto semplice). Figura 1.1 Schema rappresentativo del terzo principio della dinamica nel funzionamento di un motore a reazione Nel motore (a getto o ad elica) si imprime ad una portata di aria una variazione di energia cinetica; tale variazione si ottiene attraverso una compressione iniziale del fluido, a cui viene poi somministrata energia termica ottenuta dalla combustione, che viene poi riconvertita in energia cinetica attraverso un’espansione. Il ciclo di funzionamento del turboreattore è

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Luca Gargiulo Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

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