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La Geschichtsphilosophie di Georg Simmel: un inquadramento storico-biografico

La biografia di Georg Simmel presenta alcuni “fallimenti”, ovvero momenti cruciali della sua carriera nella quale egli riceve dei rifiuti da parte dell’establishment accademico, che si rivelano sempre legati al suo essere e pensare come un ebreo. La domanda ed il filo conduttore di questa ricerca riguardano la misura dell’influsso di questi disconoscimenti e dei relativi giudizi sulla sua identità di uomo e di studioso. Razionalmente egli si dimostra consapevole del fatto che un uomo sia anche composto di stereotipi, e ciò lo si vede riflesso in alcune delle sue opere. Tuttavia una parte importante potrebbe essere stata giocata anche dall’inconscio. Una risposta può risiedere nell’evoluzione del suo pensiero da temi genericamente considerati come “ebrei” a tematiche tradizionalmente considerate come “tedesche”, così come nel mutare di alcuni suoi interessi, come ad esempio il suo entusiasmo per la guerra nel 1914 o la sua partecipazione al circolo del poeta Stefan George. La filosofia della storia di Simmel è la parte più rappresentativa dell’evoluzione del suo pensiero, poiché essa si ripropone in tutta la sua produzione, dall’atomismo alla filosofia della vita, partendo da influssi positivisti e recuperando mano a mano influenze dalla filosofia romantica e temi irrazionalistici di stampo nietzscheano e schopenhaueriano. Anche la sociologia cambia notevolmente la sua impostazione passando dal positivismo metodologico ad una sociologia delle forme, che dimostra al contrario un livello di elaborazione filosofica notevole. L’interesse per la sociologia, che era stata definita da alcuni professori tedeschi come una “setta ebraica”, addirittura sparisce durante l’ultima fase del suo pensiero. La domanda sullo sfondo si è rivelata pertanto: quanto l’evoluzione della sua filosofia della storia, che abbiamo detto essere la parte più rappresentativa del suo pensiero, potrebbe essere dovuta ad una sorta di Jewish self-hatred? Partendo dagli interessi di Simmel si è scelto di concentrarsi sui Probleme der Geschichtsphilosophie ed i cambiamenti nelle diverse edizioni, passando per alcuni testi che influenzano questa evoluzione dei Probleme.

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3 Introduzione «Per comprendere un individuo è necessario conoscere le aspirazioni determinanti che desidera realizzare. […] Ma esse non sono innate, non precedono l’insieme di ogni altra esperienza. Si formano nella fanciullezza dalla convivenza con altri esseri umani e si fissano nella loro forma vitale con l’andare degli anni, talora anche all’improvviso, in relazione ad un’esperienza particolarmente incisiva. Senza dubbio gli individui spesso non sono coscienti di quei desideri dominanti che orientano il loro governarsi» 1 . Le parole del sociologo Norbert Elias illuminano in modo perfetto sullo spirito di questa ricerca, trovarle è stato un’importante conferma e stimolo. Leggendo la biografia di Georg Simmel e la storia della sua produzione intellettuale, nasceva sempre più forte il desiderio di mostrare come esse fossero o come potessero essere collegate, interconnesse, influenzate. La biografia di Simmel mostra infatti una particolarità: al crescere della popolarità del filosofo in patria e all’estero, e all’incremento costante della sua produzione scientifica, non corrispose per lungo tempo un adeguato riconoscimento accademico. La motivazione che spesso veniva addotta a questi disconoscimenti, in modo esplicito o implicito, riguardava l’ascendenza ebraica dello studioso, motivazione che sembrava giustificare i peculiari orientamenti che egli seguì all’inizio della sua carriera. Ci si è domandato pertanto in che misura la ricezione costante di stereotipi antisemiti abbia potuto influenzare proprio la sua produzione. L’altra peculiarità della biografia di Simmel era proprio l’evoluzione da tematiche positivistiche e da un interesse marcato verso la sociologia, passando per il tema critico di ispirazione kantiana, all’introduzione di aspetti ripresi dalla filosofia romantica, culminando nella filosofia della vita, la cui metafisica ricomprendeva ormai l’interesse principale del filosofo e lo induceva ad abbandonare la sociologia. Questo non significa che Simmel abbia mai pensato di costruire un sistema metafisico, o che sia mai ricorso ad uno sfondo teologico, che al contrario permetteva alla tradizione storicista tedesca di giustificare le implicazioni relativiste sorte dal suo 11 N. Elias, Mozart: sociologia di un genio, (a cura di Michael Schröter, trad. it. R. Martini), Bologna, Il mulino, 1991, cit. p. 7.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Borsari Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

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Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.